L’ultimo profeta
Ecco l’ultimo colpo di questo mercato di questo mercato, l’ennesimo esterno richiesto dal nostro Mister Conte, uno che consuma ali come noccioline. Eljero Elia, giovane olandese che si era messo in luce nel mondiale 2010, poi si è un po' eclissato nell’ultima stagione, passata ad Amburgo. Arrivato ad un prezzo assolutamente conveniente (9 milioni più bonus) e con un ingaggio modesto, può sicuramente essere considerato un buon affare, anche se ovviamente sarà il campo a dirci chi è veramente questo ragazzo dal nome biblico, ma almeno non abbiamo dilapidato una fortuna e con questo ingaggio non dovrebbe essere un problema riuscire poi eventualmente a rivenderlo. Sicuramente il ragazzo deve ancora maturare completamente e deve anche imparare che quando si va a firmare il contratto con la Juve non si può davvero presentarsi vestito in quel modo.
Se con Elia possiamo davvero dire che il reparto avanzato è completo, fin troppo, anche se alcuni giocatori vanno poi verificati sul campo, non possiamo dire altrettanto della difesa, uno dei reparti che più aveva deluso nello scorso campionato. Alla fine Bonucci è rimasto, ma quel che è peggio, non è arrivato nessun altro centrale. Per come si era messo il mercato alla fine è stato forse meglio così, se non si poteva arrivare a nessun giocatore in grado veramente di alzare il livello della nostra retroguardia, tanto vale restare come siamo, piuttosto che portare a casa qualche altro scarpone tipo Gastaldello, Astori o Andreolli. Speriamo che, come si vocifera, ci siano già accordi per arrivare nel mercato di Gennaio a qualche crack, tipo Rhodolfo o Bruno Alves, ma però bisogna arrivarci fino a gennaio, cercando di non essere già fuori da tutti i giochi.
Ma quel che più lascia perplessi di questa campagna acquisti, e in genera di tutta la gestione Marotta, è l’assoluta incapacità di vendere i giocatori in esubero. Anche quest’anno l’unico che siamo riusciti a piazzare è stato Sissoko, mentre per gli altri si tratta o di prestiti o di mancati riscatti o, peggio ancora, di rescissioni contrattuali. Emblematico il caso Amauri, un giocatore che chiaramente ha chiuso la sua avventura juventina, ma che resterà comunque a libro paga (e che paga!) nonostante probabilmente non lo vedremo mai nemmeno in panchina. Certo l’italo-brasiliano ci ha messo del suo, rifiutando tutte le proposte ricevute, anche quelle economicamente favorevoli come nel caso del Marsiglia di Deschamps, con un comportamento francamente incomprensibile, anche per i risvolti negativi sulla sua carriera (?!?). Fatto sta che domenica 11 settembre, scioperi permettendo, ci apprestiamo ad iniziare questo nuovo campionato, con una squadra ancora una volta rivoluzionata, con tanti dubbi, tante speranze e una rosa di ben 28 giocatori, di cui addirittura 7 attaccanti per 2 soli posti! Ma non doveva essere questo il mercato in cui bastava aggiungere 2/3 top player alla base costruita lo scorsa anno? Mi sono perso qualcosa…
METTIAMO LE ALI
Siamo ormai agli sgoccioli di questo calciomercato, ma la rosa bianconera, a detta degli stessi Conte e Marotta, è lungi dall’essere completa. I primi test stagionali, Trofeo Berlusconi in primis, hanno evidenziato preoccupanti carenze soprattutto sulla fascia sinistra dell’attacco, in cui manca ancora un titolare di ruolo, e al centro della difesa, dove Bonucci non da molte garanzie. Ecco allora il nostro direttore generale/amministratore delegato correre ai ripari, con gli acquisti di Emanuele Giaccherini dal Cesena e del paraguaiano (di passaporto italiano) Marcelo Estigarribia. Si tratta di due buoni giocatori, uno reduce da un’ottima stagione in terra romagnola, l’altro da una Copa America in cui ha fatto intravedere ottime cose. Restano però dei dubbi. Innanzitutto, Giaccherini è poi tanto migliore dei vari Giovinco o Pasquato? Perché spendere dei soldi, seppure non tantissimi, quando avevamo o abbiamo in casa dei promettenti giovani da valorizzare? Estigarribia è una scommessa, quello visto in Copa America era sicuramente un giocatore da prendere, ma l’opinione del suo ex direttore sportivo Delgado non è poi così lusinghiera; comunque almeno è una scommessa che non è poi costata molto. In ogni caso si tratta di ottime riserve, ma quando arriva il titolare? Tanto più che nemmeno Krasic sembra digerire molto gli schemi di Conte ed è parso spesso in difficoltà. Inoltre la difesa urge di un giocatore con personalità e sicurezza, in grado di guidarla, che non può certo essere l’imbarazzante Bonucci. Ce la farà il nostro eroe Marotta in tempo per il 31 agosto?
top player?
Almeno è finita la telenovela. Da Aguero a Rossi siamo arrivati a Mirko Vucinic, tra gran rifiuti e mancati acquisti, secondo un copione purtroppo già visto nelle ultime stagioni. Intendiamoci, non è che se arrivava il genero di Maradona o il Pepito nazionale avremmo avuto garanzie maggiori, ma di sicuro quando il nostro amministratore delegato si sbilancia parlando di “acquisti di livello mondiale”, il tifoso si aspetta ben altro. Si aspetta Aguero, o Tevez, o Higuain, o Benzema, già Rossi era un ripiego, figuriamoci Vucinic. Bisognerebbe parlare un pò di meno, agire sottotraccia e, soprattutto, non fare promesse che poi non si è in grado di mantenere.
Detto questo, non vuol dire che Vucinic non sia un buon acquisto, anzi, si tratta certamente di un gran giocatore, che però ha avuto finora un rendimento piuttosto discontinuo. Tutti noi ricordiamo gli splendidi gol in Champions League (al Manchester United ad esempio), ma anche i fischi dell’Olimpico e i tanti gol falliti nell’ultima stagione. Il talento del montenegrino è però indiscutibile, abbinato ad una duttilità tattica che gli permette di giocare in ogni settore del fronte offensivo, e che sicuramente sarà molto apprezzata da Antonio Conte. Sicuramente è il benvenuto alla Juve e speriamo che sappia farci gioire con i suoi gol.
re arturo
Come promesso il mercato della Juve non si è fermato ed ecco arrivato colui che dovrà affiancare Andrea Pirlo al centro del campo: Arturo Vidal. SI tratta di un giocatore assolutamente di prima fascia, giovane ma già al centro degli interessi di molti club italiani ed europei. Aver battuto l’agguerrita concorrenza, oltretutto con un esborso economico tutto sommato contenuto, va a grande merito di Marotta (una volta tanto…), bravo ad eliminare la concorrenza del Napoli giocando la carta Inler (lasciato ai partenopei in cambio di un patto di non belligeranza sul cileno) e a sfruttare la poco voglia di Voeller e compagni di rinforzare gli odiati rivali del Bayern Monaco. Sul giocatore non posso pronunciarmi più di tanto, ammettendo di non conoscerlo così bene, ma si tratta comunque di un centrocampista completo, veloce, grintoso, bravo ad inserirsi e, speriamo, tatticamente più intelligente di quel pazzoide di Felipe Melo. Proprio il brasiliano è stato il sacrificato per far posto a Vidal, ma si era già capito fin dalle prime uscite a Bardonecchia che Conte gradiva poco l’indisciplina e le disattenzioni croniche di Felipe Melo. Così se ne è andato in Turchia, solo in prestito per non far gravare una pesante minusvalenza sul bilancio della Juve, ma la sensazione è quella che non lo vedremo più in maglia bianconera. Non penso che dovremo rimpiangerlo, ma sicuramente anche a lui va comunque un grazie e un affettuoso saluto, come quello che ha dedicato alla Juve e agli juventini dal suo profilo Twitter. Presumo che presto altri seguiranno le sorti di Melo e che il mercato in entrata della Juve non è certo finito qui. Tutti aspettano Pepito Rossi, e forse arriverà, ma penso che le priorità siano comunque quelle di un esterno sinistro offensivo (al momento giochiamo con l’adattato Marchisio) e di un centrale di difesa, ruolo in cui Conte ha chiaramente fatto capire di non gradire affatto lo sciagurato Bonucci.
IL REGISTA
Personalmente lo ritengo un grandissimo colpo, a costo zero arriva dal Milan Andrea Pirlo, l’ultimo dei registi. Finalmente il fosforo che mancava al nostro centrocampo, un giocatore a cui il pallone non scotta tra i piedi, con grande personalità, ma soprattutto uno che sa vincere, uno abituato a farlo. Certo non è più giovanissimo ma Pirlo non è mai stato uno abituato a correre, più che altro fa correre il pallone. Era dai tempi di Paulo Sousa che non avevamo più un giocatore del genere alla Juve. Senza contare l’importanza di avere in squadra un elemento abilissimo nelle punizioni e nei calci di rigore, specialità in cui, quando manca Del Piero, siamo piuttosto carenti. Qualcuno dice però che mal si adatta al centrocampo a 2 che Conte abitualmente schiera, chi lo sa, sarà il campo a dirlo. Per il momento io sono contento che sia arrivato
LE GUARDIE SVIZZERE
I ruoli in cui più abbiamo sofferto nella passata stagione sono stati i 2 laterali difensivi. A destra Motta e Grygera non si potevano vedere, costringendo DelNeri a schierare spesso il giovane e inesperto Sorensen, il male minore. A sinistra, dopo l’infortunio di De Ceglie, sarebbe andata anche peggio, se non fosse stato per il provvidenziale reintegro di Grosso a tamponare la falla. E allora Marotta e Paratici sono corsi subito ai ripari per il prossimo anno, prima assicurandosi a parametro zero Reto Zigler dalla Sampdoria, poi riuscendo a strappare (non senza fatica) Stephan Lichsteiner a Lotito. Il primo, dotato di un ottimo sinistro sia nei cross che nelle conclusioni a rete (soprattutto su punizione), dovrà giocarsi il posto con il recuperato De Ceglie. Ma sicuramente è l’ex-laziale il giocatore più atteso, è costato molto ma sono convinto che ci siamo assicurati uno dei migliori terzini destri a livello europeo.
CI VUOLE TANTA… PAZIENZA
Avevano accostato il suo nome all’arrivo di Mazzarri sulla panchina bianconera, invece il tecnico è rimasto a Napoli e Michele Pazienza è approdato ugualmente alla Juve. Sicuramente non è il nome che può entusiasmare le folle, comunque è un onesto centrocampista che può rendersi utile come rincalzo durante la stagione.