Habemus top player! Finalmente, dopo anni di attesa e di speranze vanamente deluse, Marottone nostro ha fatto il colpaccio. Certo, meglio andare con i piedi di piombo, consapevoli che alla fine è il campo a dare i giudizi definitivi, dopotutto l’ultima volta che mi ero esaltato per degli acquisti si trattava di Diego e Felipe Melo… Certo è che l’arrivo di Carlitos Tevez è un grande colpo, soprattutto a queste cifre. Non guasta nemmeno il fatto di aver ridicolizzato lo zio Fester di Milanello. Nella mia personale lista di preferenze l’Apache (com’è soprannominato l’argentino) era secondo solo a Suarez del Liverpool, oggetto del desiderio di molti top club e sicuramente inarrivabile per noi. Entrambi fanno parte di quella categoria di giocatori “cattivi”, dotati della famosa “garra” (grinta) sudamericana che, ne sono certo, Conte apprezzerà moltissimo. Giocatore senza paura Carlitos, nemmeno di indossare la “pesante” maglia numero 10, eredità di Capitan Del Piero. Approvo assolutamente questa decisione e trovo ridicole le polemiche da parte di alcuni tifosi e opinionisti vari che hanno criticato questa scelta. La numero 10 è della Juve, non di Del Piero, che per altro l’ha onorata per anni in modo splendido, ma ora non c’è più. Come non ci sono più Platini, Sivori, Scirea e tanti altri che prima di lui hanno dimostrato di meritare la maglia bianconera. I giocatori però passano e così abbiamo visto Magrin e Marocchi indossare la 10 o addirittura Grosso con la 6. Giusto quindi che provi ad indossarla anche Tevez, campione vero, che però dovrà dimostrare sul campo di meritarla davvero.
A dargli una mano ci sarà Fernando Llorente, giovane ariete basco soprannominato “el Rey León” (il Re Leone), che il saggio Marotta si è accaparrato già a gennaio a parametro zero (evitando quindi la costosissima clausola rescissoria di 37 milioni), ma che si è aggregherà alla Juve solo dal ritiro di Chatillon, dopo gli ultimi mesi tormentati a Bilbao, in cui è stato messo ai margini della squadra e accusato di alto “tradimento” dai sensibilissimi tifosi di casa. Cose che forse noi non capiamo appieno, ma siamo comunque contenti che Fernandone ora sia dalla nostra parte. Di carattere completamente opposto a Tevez, sembra un ragazzo dai modi educati e gentili, grande e grosso ma buono come il pane. Sogno già la loro intesa sul campo, uno forte e generoso, l’altro tecnico, veloce e spietato sotto porta. Potremmo forse rivivere i fasti della coppia Charles-Sivori, due che hanno fatto la storia della Juve e che ricordano molto Llorente-Tevez.
Speriamo e attendiamo con ancor più trepidazione la ripresa dell’attività, perché a me d’estate la Juve manca terribilmente. Intanto però, una volta tanto, facciamo i complimenti al nostro bistrattato AD. L’abbiamo spesso criticato, ma il suo lavoro non è facile, senza alle spalle uno sceicco o un magnante russo sempre disposto ad aprire il portafoglio per assecondare ogni richiesta. Ma questa volta ha vinto lui, Marotta ed il suo staff, da Paratici in giù. In attesa di tornare presto ad idolatrare Conte e i suoi ragazzi, com’è giusto che sia, per questa volta, sotto il sole caldo di questa estate, facciamo un applauso a Beppe Marotta. Ora si che ha dimostrato anche lui di essere da Juve e i fantasmi di Moggi sono un po' più lontani. La gente bianconera torna a sognare come dimostra il grande entusiasmo per l’arrivo dell’Apache e del Re Leone, roba che dalle parti di Torino si è vista raramente.