sabato 27 novembre 2010

Gelati

JUVENTUS – FIORENTINA   ( 1 – 1 )

Faceva molto freddo all’Olimpico questa sera, ma il vero gelo è sceso sui tifosi della Juve dopo solo 4 minuti, quando lo sciagurato Motta devia di testa un cross di Vargas, destinato tra le braccia di Storari, che invece finisce nel sacco. C’è tutta una partita per recuperare lo svantaggio, ma la strenua difesa dei viola e complice la serata negativa di qualche giocatore bianconero, riescono ad avere la meglio e alla fine riusciamo a riacciuffare solo uno striminzito pareggio. E pensare che l’1-1 pomeridiano del Milan contro la Samp, ci aveva dato la possibilità di riavvicinare la capolista, ma purtroppo non avevamo fatto i conti con l’oste, in questo caso in maglia viola.

Al di là dell’infortunio sull’auto-gol, della prestazione tutta difensiva (ma efficace) dei nostri avversari, ci sono anche dei demeriti nostri in questa mezza sconfitta. Purtroppo è mancato soprattutto Aquilani, nel bene e nel male è lui la mente di questa squadra, e quando non è al 100% ne risentiamo in ogni fase della manovra. Lo stesso Krasic non è sembrato nella miglior serata, nonostante lui è abituato più di altri al clima rigido, ma forse è stato frenato dal dover badare molto alla fase difensiva, perché la Fiorentina dalla sua parte spingeva moltissimo. Di questo sbilanciamento a sinistra della viola, ne ha fatto le spese anche Motta, apparso spesso in difficoltà, al di là della sfortunata autorete, e sostituito tra i fischi dell’Olimpico. Altra grossa delusione della serata è stata senza dubbio Del Piero, che evita i fischi solo perché si chiama Del Piero, ma li avrebbe meritati per quanto messo in campo questa sera. Lento e impacciato, non è mai riuscito ad essere pericoloso, nemmeno sui calci piazzati, ormai la sua specialità. Proprio con un calcio di punizione siamo riusciti a riagguantare il pareggio, ma stavolta a calciare non è stato lo specialista Del Piero, già uscito dal campo, ma Simone Pepe. Certo, il merito del gol è da condividere con il portiere Boruc, per altro formidabile in almeno 2 o 3 altri interventi, ma è confortante sapere di avere in rosa qualcun altro capace di essere pericoloso su punizione, visto l’ormai evidente declino del Capitano, che lascia presagire sempre più panchine per lui, nonostante le alternative là davanti non siano molte, almeno per ora.

La mia sensazione di aver sprecato una grande occasione è confermata dal nervosismo di DelNeri nel dopo gara. Certo, la classifica ora non ha grandissima importanza e 6 punti da recuperare sul Milan non sono impossibili, con 24 partite ancora da giocare, ma questa vittoria sarebbe stato un ulteriore segnale di forza, mentre purtroppo si è rivelato un piccolo passo indietro rispetto alla bella vittoria di Genova. In settimana ci aspetta l’Europa League, solo vincendo contro i polacchi del Lech Poznan potremmo ancora sperare in una difficilissima qualificazione, ma in questo momento questa partita sembra più un fastidio che un impegno fondamentale da vincere ad ogni costo. Molto più importante sarà la difficile trasferta di Catania nel posticipo di domenica sera, dopo questo pareggio dovremo ripartire subito, ma i siciliani, in casa loro soprattutto, venderanno cara la pelle.

 

PAGELLE

STORARI 6 Tradito da Motta dopo pochi minuti, non deve più toccare palla (o quasi) fino al 95°, quando evita l’atroce beffa deviando una punizione di D’Agostino.
MOTTA 4,5 La deviazione sciagurata sul cross di Vargas è solo l’inizio di una partita decisamente negativa che si conclude tra i fischi dell’Olimpico.
BONUCCI 6,5 Sempre più convincente questo ragazzo dai piedi raffinati ma che non lesina interventi duri quando è il caso.
CHIELLINI 6 Forse sognava di festeggiare il rinnovo di contratto in altro modo, ma lui la sua parte la fa sempre.
GROSSO 6 I problemi sono più sull’altra fascia, così si concede qualche timida sortita offensiva.
KRASIC 6 Non ingrana mai la quarta, frenato dalla ferrea marcatura degli avversari e dal dover aiutare Motta, spesso in balia degli avversari,

FELIPE MELO

7

Nella giornata in cui Aquilani stecca, si prende la responsabilità della regia e ricorda ai suoi ex-tifosi che non hanno fatto proprio un grande affare a lasciarlo partire.
AQUILANI 5,5 Forse limitato dal problema muscolare che lo ha tenuto in dubbio fino alla vigilia, disputa una partita largamente al di sotto delle attese.
MARCHISIO 6,5 Sempre pronto ad inserirsi, purtroppo questa volta non trova la via della porta come successo 6 giorni fa a Genova.
DEL PIERO 5 Gioca al rallentatore e gli avversari non fanno molta fatica a portargli via il pallone, se non incide nemmeno con le punizioni diventa inutile, anzi deleterio.
QUAGLIARELLA 6 Gran mole di gioco, come sempre, ma anche lui fatica a trovare la via della porta quest’oggi.
     
IAQUINTA 6 Non è in condizione e DelNeri lo risparmia, almeno inizialmente, poi, visto Del Piero in campo, pensa bene che è meglio mettere Iaquinta acciaccato.
PEPE 7 Gran gol su punizione che ci evita la terza sconfitta stagionale e che da solo vale ben più della sufficienza.
LANZAFAME s.v. Oggetto misterioso, reclama spazio ma quando è in campo non si vede quasi mai.
     
DELNERI 5,5 Mai visto un DelNeri così nervoso a fine partita, segno che questo pareggio non gli va davvero giù. Forse meritavamo qualcosa di più, ma quando gli uomini migliori non girano è dura anche per un bravo allenatore come lui riuscire a portare a casa i 3 punti.

domenica 21 novembre 2010

Il ritorno di Milos

GENOA – JUVENTUS   ( 0 – 2 )

Prima assoluta della Juve nella nuova (assurda) collocazione oraria, alle 12:30 della domenica, nel bel mezzo del pranzo domenicale delle famiglie italiane. D’altronde è inutile fare le verginelle, le televisioni sono fondamentali per questo calcio, i contratti televisivi sono ormai la prima voce di bilancio delle società, quindi ci si può anche piegare alle loro esigenze; tuttavia dubito che ci sia davvero un grande riscontro di ascolti a quest’ora.

Comunque, il debutto è stato senz’altro fortunato per noi, un’importantissima vittoria su un campo assai difficile com’è quello del Genoa, costruita su due grandi pilastri. Innanzitutto il rientro, importantissimo, fondamentale, di MIlos Krasic, che come al solito è fenomenale nello scardinare le difese avversarie. Parte da destra, sul filo dell’out, e taglia verso la porta, veloce, improvviso, affondando come un coltello caldo nel burro. Impossibile per gli avversari arginarlo, se non con il fallo. Ma quando i cartellini incominciano a pesare…

Poi, dopo aver acquisito il vantaggio, è stata fondamentale la prova della difesa, ben assistita da un centrocampo che ha pochi rivali in Europa. La squadra si stringe, mette 7/8 uomini dietro la linea della palla e per gli avversari è davvero difficile passare, anche quando c’è un peso massimo come il rossoblu Luca Toni. Benissimo anche il giovane Sorensen, ancora una volta in campo per dare il cambio all’acciaccato Motta, che non mostra segni di emozione ed è fondamentale nel respingere l’assalto finale dei padroni di casa.

E’ stato davvero importante vincere oggi, dopo due pareggi dovevamo ritrovare i 3 punti, anche per rispondere alle vittorie di Milan e Roma negli anticipi del sabato. La classifica si sta pian piano allungando ed è importante non perdere troppi punti. Ora abbiamo una settimana finalmente “tranquilla”, mentre Milan, Inter e Roma avranno un decisivo turno di Champions League. Sicuramente potremo preparare con più calma la partita di sabato sera contro la Fiorentina, un piccolo vantaggio che speriamo di riuscire a sfruttare nel migliore dei modi per cercare di avvicinarci ancor di più alla vetta.

 

PAGELLE

STORARI 6,5 Qualche brivido ce lo da, ma alla fine si oppone efficacemente quelle poche volte in cui i genoani riescono a passare il muro difensivo della Juve, anche con il prezioso aiuto della trave.
MOTTA 6 Partita giudiziosa, impreziosita dal cross da cui nasce il primo gol.
BONUCCI 7 Prestazione esemplare, elegante, pulito ed efficace.
CHIELLINI 6,5 Lui invece l’eleganza non sa nemmeno cos’è, ma il risultato è comunque ottimo, grazie ad un esuberanza fisica impressionante, anche se qualche errore lo commette, fortunatamente senza pagar dazio.
GROSSO 6 Un po' troppo timido nelle sortite offensive, riesce comunque a presidiare efficacemente la fascia sinistra, e chi l’avrebbe mai detto…

KRASIC

7,5

Ritorna l’uragano Krasic e spazza via Criscito e tutta quanta la Genova rossoblu, impossibile arginarlo, che Dio ce lo preservi.
FELIPE MELO 7 Con che sicurezza gioca il “nuovo” Felipe Melo, con lui il pallone è in cassaforte.
AQUILANI 7 Ideale complemento di Melo, tecnica, personalità e visione di gioco da vendere.
MARCHISIO 7 Sembrava chiuso al centro da due giganti come Melo e Aquilani, si è ritagliato un ruolo da esterno sinistro in cui sta dimostrando tutto il suo valore, probabilmente il miglior Marchisio mai visto finora.
QUAGLIARELLA 6,5 Stavolta non trova il gol, ma il suo apporto è comunque preziosissimo, sia per l’assist di testa per Marchisio, sia per l’enorme quantità di palloni e chilometri macinati.
IAQUINTA 6- Attacca molto bene la profondità, ma questa volta sbaglia davvero troppe occasioni da gol che potevano chiudere definitivamente la gara.
     
SORENSEN 6,5 Partita dopo partita sembra sempre più sicuro e a suo agio, forse abbiamo scoperto un futuro campioncino.
SISSOKO 6- Prezioso nell’aiutare a blindare la difesa nel finale, anche se come al solito, infarcisce tutto con la solita confusione e i soliti errori.
SALIHAMIDZIC s.v. Scatta l’allarme infortunio per Aquilani e subito DelNeri lo leva, inserendo Salihamidzic anziché Del Piero, che era già pronto a bordo campo.
     
DELNERI 7 Se ci ricordiamo la Juve delle prime partite di questa stagione è miracoloso quanto fatto da DelNeri per rinsaldare una difesa che era un colabrodo e che ora è acciaio puro.

sabato 13 novembre 2010

Dovevamo vincere

JUVENTUS – ROMA   ( 1 – 1 )

A volte il calendario crea situazioni molto strane, come accade in questa dodicesima giornata, in cui si affrontano tra di loro le prime sei squadre della classifica, proprio ora che finalmente si sta delineando un gruppetto di testa, che si è, seppur leggermente, staccato dalle inseguitrici. Proprio per questo vincere oggi, per noi che ci trovavamo al quinto posto, era importantissimo, con la consapevolezza che domani sicuramente qualcuno tra quelli che ci precedono perderà punti. Ma purtroppo bisogna fare i conti anche con gli avversari (e gli arbitri) e la Roma è sicuramente un osso duro, una squadra in grande crescita dopo un avvio difficoltoso. A causa delle solite numerose assenze siamo di nuovo costretti a ricorrere all’aiuto del giovane danese Sorensen, un promettente ragazzone del ‘92, che questa volta sostituisce degnamente lo squalificato Motta. Ma sicuramente l’assenza che più pesa è ancora quella di Krasic, che, terminata la squalifica, si è pure infortunato. Pepe lo sostituisce bene, disputando forse la sua miglior gara juventina, ma la Furia Serba è tutta un’altra cosa. Peccato che sia però proprio Pepe a provocare, seppur involontariamente, il rigore che ci impedisce di agguantare questa fondamentale vittoria. Ancora una volta, come lo scorso anno, la Roma rimedia dal dischetto allo svantaggio iniziale, ma almeno questa volta evitiamo la beffa finale, che l’anno scorso segnò, forse definitivamente, la sorte della panchina di Ferrara. A realizzare il penalty ovviamente il “pupone” Totti, che poi zittisce il pubblico dell’Olimpico con la solita spocchia da bambino viziato, ma d’altronde l’intelligenza non si compra, nemmeno ad 1 centesimo.

Continua la serie positiva della Juve, ma questa sera il rammarico è grande, sia per il vantaggio sperperato, com’era già successo mercoledì a Brescia, sia perché questa vittoria valeva davvero più di 3 punti. Sicuramente nulla è perduto, nemmeno se domani il Milan dovesse volare a +6. Il campionato è ancora lungo e ancora una volta abbiamo avuto conferma della qualità e della solidità di questo gruppo. Molto diverse le due squadre viste stasera, la Roma che, soprattutto inizialmente, gioca con una fitta trama di fraseggi, mentre la Juve ripartiva velocemente cercando subito la profondità con Quagliarella e Iaquinta, risultando anche più pericolosa. Nel finale, alla disperata ricerca del bottino pieno, Del Neri mette in campo addirittura uno spregiudicato 4-2-4 praticamente, ma, ahinoi, il risultato con cambia. Apprezzabile l’apporto dei giovani ed anche di Traorè, che sceglie una serata piuttosto difficile per il suo debutto in maglia bianconera. Certo che però aspettiamo con ansia il recupero di qualche titolare in più, cercando nel frattempo di non perdere troppo di vista la testa della classifica. Poi, in primavera, se saremo ancora lì, allora ce la potremo giocare, con grande fiducia.

 

PAGELLE

STORARI 6,5 Uno strepitoso intervento nei primi minuti su Menez, ma poi purtroppo non riesce ad opporsi al penalty di Totti.
SORENSEN 6,5 Complimenti a questo ragazzo che gioca con grande personalità una partita difficilissima, senza strafare ma senza sbagliare quasi nulla.
BONUCCI 6,5 Questa volta è impeccabile.
CHIELLINI 6,5 Una partita da leone, anche se rischia grosso con un’entrata in scivolata su Mexes in piena area.
GROSSO 6 Toccato duro da Menez dopo pochi secondi, si “trascina” fino all’intervallo, dimostrando comunque una ritrovata grinta.
PEPE 6,5 Finalmente lo vediamo puntare e saltare l’uomo come un’ala deve fare, meriterebbe un voto più alto se non commettesse quell’involontaria ingenuità che ci costa il pareggio.
MELO 6 Non è il miglior Felipe Melo, alterna alcuni errori a buone giocate.

AQUILANI

7

Partita particolare per lui, lascia però  l’emozione negli spogliatoi e in campo guida con grande intelligenza la Juve, sfiorando un clamoroso gol dell’ex, che avrebbe creato moltissimi travasi di bile nella capitale.
MARCHISIO 6 Fatica un po' a contenere le avanzate di Cassetti, poi ci pensa Ranieri a risolvere il problema, sostituendo il laterale destro giallorosso con un inguardabile Rosi.
QUAGLIARELLA 6,5 Conferma lo stato di grazia, giocando davvero a tutto campo e sfiorando un clamoroso gol “alla Quagliarella”.
IAQUINTA 6,5 Sbaglia molto, ma il gol che insacca è davvero bello e importante.
     
TRAORE’ 6 Senza nemmeno 1 minuto in amichevole viene catapultato in mezzo ad un infuocato Juventus-Roma, se la cava però bene in difesa, mentre è da rivedere come fluidificante.
DEL PIERO 5 Questa volta il Capitano “cicca” clamorosamente la partita, avrebbe dovuto essere l’uomo in più, fresco contro avversari già stanchi, invece non entra mai nel match e fa rimpiangere anche Iaquinta.
AMAURI s.v. Non tocca praticamente palla, e questa non è una novità, ma gioca troppi pochi minuti per giudicarlo.
     
DEL NERI 6,5 Partita come al solito ben preparata dal bravo tecnico friulano, che studia gli avversari e li colpisce dove sono più deboli, cioè attaccando la profondità con due punte come Quagliarella e Iaquinta; la sfortuna e l’arbitro gli negano però una vittoria meritata.

mercoledì 10 novembre 2010

Con il fiato corto

BRESCIA – JUVENTUS   ( 1 – 1 )

La Juve conferma a Brescia di non riuscire ancora a gestire bene tre impegni in una settimana. Nonostante il recupero di Chiellini (finalmente un’inversione di tendenza!) la rosa è ancora ridotta ai minimi termini e quindi non c’è possibilità di turn-over per DelNeri. Forse la stanchezza fisica o forse quella psicologica, sta di fatto che dopo un quarto d’ora pregevole, la Juve sparisce dal campo, commettendo tantissimi errori. E’ mancato l’apporto dei giocatori di maggior qualità, cioè Aquilani e Capitan Del Piero, novello 36enne (auguri!). Ma è mancata soprattutto la forza di Krasic, che in partite complicate come questa, sapeva scombinare le difese avversarie con le sue improvvise accelerazioni. Anche alcune mosse del tecnico non convincono gran che, come lo spostamento di Pepe a sinistra e Marchisio a destra, con l’effetto di annullarli entrambi.

Resta il fatto che il Brescia comunque non ne approfitta della nostra impasse, se non con qualche pericolosa conclusione dalla distanza, e la Juve riesce comunque a passare in vantaggio, con l’ennesimo gol di Quagliarella, che non smette di stupire, dimostrando di essere in un ottimo momento di forma. Ma lo svantaggio è la scossa che permette alle rondinelle di trovare il gol del definitivo pareggio, con uno splendido sinistro di Diamanti, favorito però da una sciagurata chiusura della difesa bianconera.

Non riusciamo ancora a fare il definitivo salto di qualità, ma soprattutto perdiamo punti e posizioni in una classifica che rimane comunque cortissima. La distanza dalla vetta (ora il Milan) resta inalterata, anche se dobbiamo cedere il quarto posto (obiettivo minimo stagionale), speriamo solo temporaneamente. Alle nostre spalle arriva minacciosa la Roma, in rimonta dopo un inizio di stagione difficoltoso, e saranno proprio i giallorossi a sfidarci sabato sera all’Olimpico di Torino. Una partita senza dubbio difficile, sia perché i nostri avversari sono in grande crescita, sia perché come al solito saremo costretti ad improvvisare in qualche ruolo. Probabilmente ci saranno i rientri di Felipe Melo (quanto ci manca!) e di Amauri (di cui invece non si sente molto la mancanza…), ma purtroppo mancherà Motta è riuscito a farsi ammonire e, diffidato, salterà il big match di sabato, in cui DelNeri dovrà inventare un nuovo terzino destro. Con la convinzione però che la Juve, questa Juve, i grandi appuntamenti non li sbaglia mai.

 

PAGELLE

STORARI 6 Qualche difficoltà nel bloccare i tiri dalla distanza, ma il siluro di Diamanti era comunque imprendibile.
MOTTA 5,5 Spinge con generosità, ma commette tantissimi errori, soprattutto quello di farsi ammonire.
BONUCCI 6 Ancora qualche leggerezza nei disimpegni che fa infuriare il Mister.
CHIELLINI 6- Importantissimo recupero, ma questa sera non mi è piaciuto molto, tanti errori che non paghiamo cari solo per l’imprecisione di Caracciolo & C.
GROSSO 6,5 Una lieta sorpresa, sufficientemente sicuro in difesa e preciso nei cross, come quello che consente a Quagliarella di portarci (temporaneamente) in vantaggio.
PEPE 5,5 Inizia bene, poi DelNeri gli cambia inspiegabilmente fascia e lui sparisce dal campo, facendosi notare più che altro per le mancanze nei ripieghi difensivi.
SISSOKO 6- Lotta come un leone a centrocampo, ma non è ammissibile che un giocatore del suo livello sbagli appoggi anche semplicissimi.
AQUILANI 5,5 E’ la mente della Juve e quando non “gira” lui facciamo grande fatica, speriamo che contro la sua ex-squadra ritrovi la vena giusta.
MARCHISIO 6 Come Pepe soffre il cambio di fascia, ma comunque garantisce sempre un livello di gioco molto alto.
DEL PIERO 5,5 Sbaglia controlli elementari per uno come lui, tradito dal campo scivoloso, da avversari con il coltello tra i denti e da un fisico che non regge più una partita ogni 3 giorni.

QUAGLIARELLA

7

Un gol, un palo, una gran parata di Arcari, ancora una volta Quagliarella dimostra di essere un grande attaccante.
     
IAQUINTA 6 Corre sicuramente più di Del Piero, ma i risultati non sono sempre esaltanti.
LANZAFAME 5,5 Ecco un altro giocatore recuperato, ma quello visto in questo scampolo di partita deve ancora lavorare molto per poter giocare nella Juve.
SALIHAMIDZIC 5,5 Non gli riesce di trovare l’assist vincente come domenica scorsa.
     
DELNERI 5,5 Inutile accusarlo di aver spremuto troppo giocatori come Del Piero e Aquilani, purtroppo non ha alternative; questa sera però alcune sue scelte non hanno convinto molto.

domenica 7 novembre 2010

Spirito Juve

JUVENTUS – CESENA   ( 3 – 1 )

Altre due tegole si abbattono sulla Juve già decimata da infortuni e assenza varie, e che tegole! Innanzitutto il lungo stop per Legrottaglie, che va a sommarsi a quello (speriamo più breve) di Chiellini, ma soprattutto sono i 25 giorni di prognosi per Krasic che gettano nello sconforto la tifoseria bianconera. D’accordo, per oggi era ancora squalificato, ma già dalla sfida di mercoledì con il Brescia contavamo tutti di riavere la Furia Serba, e invece non lo rivedremo nemmeno con la Roma e per un po' di altre partite. Purtroppo Chiellini, Krasic, Felipe Melo, sono quei giocatori difficilmente sostituibili per questa Juve, che invece è costretta a farne a meno, continuando però a vincere, per evitare di perdere il treno della testa della classifica.

Sfortuna, campi di Vinovo, metodi di preparazione, quale sia la causa non si sa, resta il fatto che per mettere in campo 11 uomini, questa volta DelNeri deve ricorre ad un primavera (Sorensen) e riabilitare i dissidenti Grosso e Salihamizic. Inevitabile che ci voglia qualche minuto per prendere le misure, ma il Cesena è abilissimo a sfruttare le nostre debolezze e ci colpisce a freddo, mettendo la partita subito su un binario a loro favorevole. Ci vorrà tutta la grinta di questa Juve e un pizzico di fortuna per rimettere le cose a posto. Rigore trasformato da Del Piero ed espulsione di Pellegrino ci spianano la strada per la vittoria, ottenuta con il quinto gol stagionale di Quagliarella e sigillata nel finale dal redivivo Iaquinta.

Francamente è difficile pensare che si possa andare avanti tanto in queste precarie condizioni, serve recuperare degli uomini. Oggi abbiamo iniziato con Iaquinta e, in panchina, Lanzafame; speriamo per mercoledì di riavere almeno Chiellini, ma intanto preoccupa Felipe Melo, entrato nella ripresa e subito uscito per qualche altro problemino. Certo è che lo spirito di questa squadra è tutt’altra cosa rispetto alla scorsa stagione. Prima, quando prendevamo gol, sprofondavamo nella depressione più profonda, oggi abbiamo visto una reazione rabbiosa, anche con la formazione rimaneggiata i ragazzi erano consapevoli di poter ribaltare il risultato, e l’hanno fatto.

Questo è lo spirito Juve, non mollare mai, lo spirito di quelle 50 stelle, quei 50 campioni, molti dei quali li abbiamo rivisti in campo, con un pizzico di commozione, nel pre-partita. Non siamo sempre stati la squadra più forte in circolazione, ma abbiamo spesso avuto qualcosa in più degli altri, una determinazione particolare, una voglia di vincere, una rabbia agonistica. Questo è lo spirito Juve e questa squadra sembra averlo ritrovato.

 

PAGELLE

STORARI 6 Pomeriggio di scarso lavoro, dopo un inizio con il brivido.
MOTTA 6 Un’ammonizione dopo pochi minuti poteva condizionarne la partita, invece se la cava bene e non commette più errori.
BONUCCI 6 Si ritrova a dover essere la guida della difesa, forse un po' troppo per le sue capacità attuali; procura il rigore del pareggio.
SORENSEN 5,5 Gran fisico ma forse ancora un po' acerbo per la prima squadra, comunque non commette errori gravi.
GROSSO 6 Subito un errore gravissimo che ci costa il gol, ma era lontano dai campi da molto e si può perdonarlo, anche perché il rendimento cresce minuto dopo minuto, finendo tra gli applausi dopo aver interrotto una pericolosa azione cesenate e impostato il contropiede che chiude l’incontro.
PEPE 6 Gli manca sia la capacità di saltare l’uomo di Krasic, sia l’ultimo passaggio, ma non si risparmia mai e spesso è prezioso, come quando costringe Pellegrino al fallo da rosso.
SISSOKO 5,5 Qualche buon pallone recuperato a modo suo, ma anche tanti errori banali e una stupida ammonizione che ci tiene con il fiato in sospeso fino a quando viene giustamente sostituito.
AQUILANI 7 L’uomo in più della Juve, quando gioca lui la squadra ha un punto di riferimento importantissimo, un uomo la in mezzo che costringe il pubblico a “oh” di meraviglia con le sue aperture illuminanti.
MARCHISIO 7 Giocatore ritrovato dopo una stagione e un mondiale deludenti, straordinaria intelligenza tattica e piedi buoni abbastanza da fare assist come quello che mette Quagliarella in porta.
DEL PIERO 7 Che dire ancora di lui? Ritira il premio insieme alle vecchie glorie prima della gara e poi scende in campo e guida ancora una volta la squadra alla riscossa. Infinito.

QUAGLIARELLA

7

Grande sorpresa di questa stagione, segna tanto e gioca bene, è ovunque e fa sempre la cosa giusta. Ottimo acquisto.
     
IAQUINTA 6,5 Pasticcia un po', ma almeno lui la porta ogni tanto la inquadra, vero Amauri?
FELIPE MELO s.v. Sfortunatissimo, entra al posto di Sissoko ma è quasi subito costretto a tornare in panchina; speriamo solo si tratta di una (legittima) precauzione.
SALIHAMIDZIC 6 Reintegrato a causa dell’ecatombe che ha decimato la squadra, confeziona l’assist per il gol di Iaquinta, che chiude definitivamente la gara.
     
DELNERI 6,5 Affronta mille difficoltà, con una rosa ridotta ai minimi termini è costretto a pescare nelle giovanili, ma è riuscito a dare alla squadra una mentalità vincente che, ne sono certo, darà i suoi frutti.

giovedì 4 novembre 2010

Impresentabili

JUVENTUS – SALISBURGO   ( 0 – 0 )

Quando è troppo è troppo! Alle già tantissime assenze, per infortuni vari o per problemi di regolamento, si aggiunge anche quella (forse precauzionale) di Felipe Melo, e DelNeri è costretto ad attingere a piene mani dalla formazione primavera. Giandonato, che aveva già esordito lo scorso anno, si toglie addirittura la soddisfazione di debuttare da titolare con la maglia della Juve. Nel corso della gara subentreranno altri tre suoi compagni, il terzino Liviero, il promettente austriaco Buechel e, nel finale, anche Giannetti. La scarsa esperienza di questi ragazzi può essere sicuramente una scusante, ma la formazione scesa in campo era lo stesso di tutto rispetto, soprattutto considerando che l’avversario non era né il Barcellona né il Real Madrid, ma il modesto Red Bull Salisburgo, una squadra molto fisica, aggressiva e ben disposta in campo, ma certo la differenza con la Juve c’è e si doveva vedere. In realtà non si è mai vista e gli austriaci “con le ali” non hanno faticato più di tanto per aver riuscire a tornare a casa con un prestigioso punto, conquistato sul campo di una Juve che dire impresentabile è un complimento.

Impossibile per questa squadra rinunciare contemporaneamente sia a Melo che ad Aquilani, che costituiscono il cuore del gioco bianconero. Considerando che l’italiano non sarà disponibile per l’Europa League, visto che ha già giocato con il Liverpool, e che il brasiliano non può giocare sempre, è facile prevedere un cammino assai difficile. Certo, questa sera rientrava Krasic, ancora squalificato in campionato ma arruolabile in Europa, ma il serbo, che pareva dovesse fare sfracelli ad ascoltare i giornali sportivi, è parso l’ombra del giocatore fin qui ammirato. Giusto per non farci mancare nulla si infortuna pure lui ed è costretto ad uscire anzitempo, come succede nel finale anche a Legrottaglie. Ci risiamo, cambiano allenatori, preparatori e medici, ma la storia si ripete, infortuni dopo infortuni la rosa è decimata ed i risultati, ovviamente, ne risentono.

Incredibile a dirsi ma l’uomo più pericoloso anche questa sera è stato l’inossidabile Capitan Del Piero, uno highlander di 36 anni che non ha più la brillantezza dei giorni migliori, ma la sua porca figura la fa sempre. Purtroppo lo stesso non si può dire di Amauri, che visto questa sera sembra proprio, a 30 anni, un ex giocatore di calcio, visto che non ne azzecca una nemmeno per sbaglio, impresentabile più di tutti. Impossibile giocare con un centravanti così e come dare torto a chi rimpiange Trezeguet, anche quello in fase calante dello scorso anno? Con Quagliarella inservibile, per lo stesso motivo di Aquilani, anche in attacco le nostre prospettive europee non sono affatto rosee.

Tra i quattro giovani ammirati questa sera, l’unico che ha destato un’impressione positiva è stato l’austriaco Buechel, un promettente centrocampista, mentre gli altri sono sembrati a dire il vero un po' acerbi per poter aspirare alla prima squadra. Peccato però non aver visto in campo né Boniperti (suggestivo il suo accostamento a Del Piero) né, soprattutto, Libertazzi, un giovane attaccante dalle grandi prospettive. Di sicuro peggio di Amauri non avrebbe potuto fare. Per tutti loro comunque è necessaria un po' più di esperienza, magari da maturare il prossimo anno in qualche squadra di provincia, riportando invece a casa ragazzi come Marrone, Immobile o Pasquato, forse più pronti al debutto in pianta stabile in prima squadra.

Intanto però l’Europa League scappa, complice anche la clamorosa vittoria del Lech Poznan contro il Manchester City. Niente di irrimediabile, visto che con una vittoria nel prossimo turno in Polonia potremmo riagguantare quantomeno il secondo posto, ma di certo, per quanto visto fin qui, non ci sono troppi motivi per cui essere ottimisti. A me personalmente dispiacerebbe non avere più una vetrina europea, pur se non prestigiosa come la sorella maggiore Champions, ma che comunque garantisce preziosi punti Uefa. Tuttavia, visti i tanti infortuni ed i problemi ad allestire una formazione competitiva, forse non tutto il male viene per nuocere. Dopotutto, uno dei punti di forza della Lazio capolista è, a detta di tutti, il fatto di non avere impegni infra-settimanali. Di sicuro non baratto la qualificazione alla prossima Champions League con l’Europa League di quest’anno.

 

PAGELLE

STORARI 6 Visto l’infortunio occorso a Manninger, è costretto agli straordinari del giovedì, anche se la serata è di tutta tranquillità.
MOTTA 5,5 Da lui ci si aspettava molta più spinta sulla fascia destra.
LEGROTTAGLIE 6 Sfortunato, ora che ha finalmente la possibilità di giocare, un infortunio muscolare nel finale di gara lo mette k.o.
BONUCCI 6 Anche per lui, come per tutta la difesa, una serata di assoluto riposo.
PEPE 5,5 Per fortuna sua il Salisburgo non ha Ibrahimovic a metterlo in difficoltà, ma proprio per questo poteva e doveva farsi vedere di più in attacco, soprattutto quando DelNeri lo riporta sulla linea dei centrocampisti.
KRASIC 5 Da lui ci si aspetta sempre molto, questa sera, complici forse dei problemi fisici, non combina gran ché.

SISSOKO

6+

Costretto a fare il regista, si vede che non è a suo agio, ma comunque non sfigura.
GIANDONATO 5,5 Bada a mantenere la posizione con attenzione, ma è troppo timido e non si vede quasi mai.
MARCHISIO 5,5 Avrebbe dovuto essere lui a guidare il centrocampo, invece, orfano di Melo e Aquilani, non riesce a confermarsi sui livelli visti ultimamente.
DEL PIERO 6 Soffre i difensori austriaci, molto fisici, ma alla fine è sempre lui l’attaccante più pericoloso, soprattutto sfruttando una specialità della casa, le punizioni.
AMAURI 4 Sbaglia praticamente tutti i palloni che tocca, è sempre fuori posizione, non riesce più nemmeno a fare la torre per gli inserimenti dei compagni, figuriamoci se riesce a segnare.
     
LIVIERO 6 Giovane terzino sinistro della primavera, non ha difficoltà a contenere le rare offensive austriache, per il resto ci sarà tempo.
BUCHEL 6+ Promettente centrocampista, si intravedono i numeri del campioncino, compreso un pregevole assist su cui, ovviamente, Amauri non riesce ad arrivare.
GIANNETTI s.v. Pochi minuti nel finale, soddisfazione personale ma troppo poco per giudicarlo.
     
DELNERI 5,5 Ha l’attenuante delle tantissime assenze, ma la Juve vista fin ora in Europa League è assai deludente.