martedì 31 maggio 2011

Bentornato a casa, Capitano Antonio Conte

antonio-conte-e-il-nostro-capitano Diciamo la verità, non era questo il segnale che ci aspettavamo. Avremmo voluto un allenatore di esperienza e di fama internazionale, Van Gaal, Lippi, Spalletti, insomma qualcuno che ci desse delle garanzie. Soprattutto qualcuno che ci facesse capire che la proprietà è veramente intenzionata ad investire ancora nella Juventus, perché Conte avrebbe firmato anche in bianco, mentre altri magari avrebbero preteso certe rassicurazioni sulla campagna acquisti. Ma in realtà chi avrebbe potuto davvero darci delle garanzie di vittoria? Van Gaal, reduce dal fallimento a Monaco e che non ha mai allenato in Italia? Oppure Lippi, che alla Juve ha già dato il meglio di sé? O forse Spalletti che, a parte la Coppa Italia e qualche trofeo russo, non è che abbia un grandissimo palmares? Nessuno.

Allora sposo completamente la scelta di Andrea Agnelli, che ha individuato nella mancanza di “juventinità” il problema principale di questa squadra. “I nuovi non hanno capito cos’è la Juve e i vecchi l’hanno dimenticato”. Se penso allora a qualcuno in grado di spiegare, con le buone o con le cattive, cosa vuol dire indossare questa maglia, allora penso a Pavel Nedved o ad Antonio Conte. E mentre il ceco mi auguro che abbia sempre più ruoli attivi nella società, l’ex Capitano di mille battaglie è un allenatore emergente e ormai pronto al grande salto. Un modulo innovativo e spettacolare, che ben si adatta a squadre che vogliono vincere e imporre il proprio gioco, com’è successo a Bari e a Siena in Serie B, mentre ha avuto qualche difficoltà quando ha cercato di applicarlo in una squadra che lottava solo per salvarsi come l’Atalanta. L’esperienza in panchina ad alti livelli manca, ma di sicuro non fanno difetto la grinta, il carattere, la mentalità vincente, la forza di volontà, la determinazione.

Quando iniziò ad allenare disse che se non avesse raggiunto una panchina prestigiosa nel giro di pochi anni, avrebbe smesso: ce l’ha fatta. La Juve è sempre stata il suo faro, il suo obbiettivo, mancato per poco 2 anni fa, ma finalmente raggiunto ora. Amato come pochi altri dal popolo bianconero, speriamo coroni il suo e il nostro sogno di riportare la Juve ad altissimi livelli, a patto che la società lo tuteli e lo assista con un mercato all’altezza, perché nessun allenatore può fare miracoli senza i grandi giocatori. Di sicuro però non assisteremo più ad interviste irritanti con sorrisini e “pazienza” dopo assurde sconfitte.

“Io ho un pregio e un difetto: voler vincere sempre. Mi ricordo che quando ero ad Arezzo, il Direttore Sportivo Peroni mi disse: 'Tu non sai perdere'. E io gli dissi: 'Guardi Direttore, questa non è una cosa negativa, lei mi ha fatto un grande complimento'. Infatti io non so perdere e non accetto la sconfitta. Non l’accetto e non l’accetterò mai. E’ inevitabile che la sconfitta faccia parte del gioco, però quando perdo cerco di capire e di costruire qualcosa affinché ciò non avvenga più, perché quando perdo sto molto male.”

“A me piace vincere, ovvio. Non sopporto i giocatori che sorridono al termine di una partita persa. Questo è il modo per mandarmi su tutte le furie. Per ora ho ottenuto due promozioni in serie A che considero traguardi di spessore. Risultati che sono arrivati con il bel gioco. In maglia bianconera ho vinto tutto anche se ho perso qualche partita e finale che non dovevo e che mi ha fatto male. Da situazioni del genere, però, trovo nuovi stimoli per riprendermi quello che ho perduto. Si può sempre migliorare. Si deve sempre migliorare. Mai accontentarsi”.

“Sin dal primo giorno di ritiro devono capire che bisogna sempre dare il massimo. Una cosa posso assicurare: se diventerò l’allenatore della Juve al termine di ogni partita i ragazzi usciranno dal campo con la maglia sudata dopo aver dato il massimo. E se a vincere saranno gli avversari sarò il primo a complimentarmi con loro per­ché avranno battuto una grande avversaria. No, nessun proclama, contano i fatti. E’ sul campo che si deve dimostrare di essere degni della maglia che si indossa. So bene che quella della Juve è pesante ma, credetemi, ha un fascino tutto suo. E unica, straordinaria, è stata la mia vita”.

Antonio Conte

venerdì 27 maggio 2011

Pagellone 2010/2011

E’ tempo di tirar le somme di questa disastrosa stagione, tutti si cimentano con le pagelle di fine anno e quindi lo faccio anche io.

PROMOSSI

18 QUAGLIARELLA   voto 7,5
(presenze 16 – media voto 6,40 – reti 9)
Sembrava fosse un ripiego dopo il “no” di Di Natale, si è rivelato l’arma in più della Juve nell’inizio di stagione; in un attacco abulico lui era l’unico a segnare regolarmente, con prestazioni di grandissimo livello ha mantenuto la Juve in corsa fino a quando un terribile infortunio l’ha costretto a chiudere anzitempo la stagione. Lo aspettiamo più forte di prima il prossimo anno.

30 STORARI   voto 7,5
(presenze 29 – media voto 6,16)
Un compito difficilissimo, sostituire Buffon, a cui risponde da grande campione, parate miracolose e grandi prestazioni, fino a diventare quasi “scomodo” e a mettere in discussione l’intoccabilità dell’importante numero 1.

27 KRASIC   voto 7,5   
(presenze 41 – media voto 6,14 – reti 9)
Meriterebbe 9 per la prima parte della stagione, in cui è stato davvero devastante, e la sufficienza scarsa per la seconda, in cui, forse per colpa della stanchezza (non si ferma da 1 anno e mezzo), è sembrato l’ombra di se stesso; ma lui è stato l’unico giocatore in grado di farci tornare a sognare, con quella zazzera bionda che ha ricordato le cavalcate di Furia Ceca Nedved.

32 MATRI   voto 7,5
(presenze 16 – media voto 6,03 - reti 9)
Arrivato in extremis nel mercato di gennaio per risolvere il problema del gol, dimostra di non patire il salto dalla provincia in una grande squadra; bomber di razza con il fiuto del gol, a qualcuno ricorda tanto il grandissimo Trezegol.

10 DEL PIERO   voto 7
(presenze 45 – media voto 6,08 – reti 11)
Infinito Capitano, a 36 anni non ha più la brillantezza di un tempo, ma la classe cristallina non si perde con l’età e lui la mette sempre al servizio della squadra, con la voglia di sempre; peccato solo che non abbia la grinta del trascinatore (come l’aveva ad esempio Nedved) e non riesca ad infonderla ai suoi giovani e disorientati compagni. Ha rinnovato per l’ultima volta il contratto e il prossimo anno chiuderà questa sua lunghissima e splendida avventura in bianconero nel nuovo stadio.

8 MARCHISIO   voto 6,5
(presenze 40 – media voto 6,16 – reti 4)
Predilige giocare in un centrocampo a 3, quindi ha avuto il suo momento migliore quando DelNeri lo ha schierato esterno sinistro in un 4-3-3 mascherato da 4-4-2, ed è stato anche il momento migliore di tutta la Juve.

15 BARZAGLI   voto 6,5
(presenze 15 – media voto 6,07)
Arrivato a gennaio in sostituzione di Legrottaglie, tra lo scetticismo generale, ha ben presto dimostrato di essere ancora qualcosa di più di un rincalzo, finendo con il contendersi il posto da titolare con i ben più quotati compagni, Chiellini e Bonucci.

23 PEPE   voto 6,5
(presenze 42 – media voto 6,03 – reti 6)
Non è un fenomeno, ma ha generosità e grinta da vendere, ha dimostrato di poterci stare benissimo nella rosa di una grande squadra (realizzando pure gol pesanti), anche se non può certo essere lui l’attore protagonista.

20 TONI   voto 6
(presenze 15 – media voto 6,00 – reti 2)
Arrivato a gennaio come attaccante di scorta, si cala appieno nel ruolo, risultando spesso decisivo con il suo fisico imponente, soprattutto in certe fasi delle partite.

43 SORENSEN   voto 6
(presenze 18 – media voto 5,77)
Aggregato dalla primavera, questo danesone di poco più di 19 anni si è rivelato l’autentica sorpresa di questa stagione; sfruttando i grossi problemi sulla fascia destra, si è ben presto conquistato il ruolo di terzino titolare, in cui lui, che nasce centrale, si è disimpegnato con un’autorità e una sicurezza fenomenali per un ragazzo della sua età.

 

BOCCIATI

25 MARTINEZ   voto 4
(presenze 20 – media voto 5,45)
Su di lui c’erano grandissime attese, visto anche il discreto esborso economico fatto per assicurarcelo, che sono però andate deluse; tra infortuni e prestazioni improponibili si è candidato per la cessione dopo appena un anno di Juve.

17 TRAORE’   voto 4
(presenze 12 – media voto 5,48)
Arrivato con la fama di terzino bravo a spingere ma meno a difendere, ha ben presto deluso le attese, rivelandosi alquanto grezzo tecnicamente; d’altronde, se l’Arsenal l’ha lasciato partire…

2 MOTTA   voto 4
(presenze 32 – media voto 5,52)
Uno dei peggiori acquisti in assoluto della scorsa estate, giocatore senza carattere che aveva già fallito in altre piazze, da rendere (se possibile) subito al mittente.

20 LANZAFAME   voto 4
(presenze 9 – media voto 5,56)
Prometteva grandi cose questo ragazzo proveniente dalla primavera juventina, ma anche problemi caratteriali hanno contribuito a relegarlo ai margini della squadra; spedito a Brescia ha fallito anche lì.

11 AMAURI   voto 4
(presenze 16 – media voto 5,60 – reti 3)
Prigioniero di se stesso, soffocato da una maglia troppo pesante per lui, era diventato impresentabile; da gennaio a Parma sta ritrovando se stesso, dimostrando comunque che la sua dimensione è quella della provincia.

9 IAQUINTA   voto 4
(presenze 24 – media voto 5,66 – reti 6)
Ancora mille infortuni e poche presenze, è diventato ormai un peso per la squadra e deve essere ceduto.

21 GRYGERA   voto 4
(presenze 19 – media voto 5,68)
Scarsi mezzi tecnici e difficoltà ad adattarsi agli schemi (?!?) difensivi di DelNeri, lo hanno spesso relegato in panchina, mentre il tecnico gli preferiva Motta (!?!), il che è tutto dire.

5 SISSOKO   voto 4
(presenze 29 – media voto 5,86)
Incredibile involuzione di quel fantastico giocatore che aveva fatto innamorare di se il pubblico juventino con i suoi recuperi che gli avevano fatto guadagnare il soprannome di “piovra”; problemi psicologici, fisici e caratteriali lo hanno ben presto fatto sparire dalla squadra, fino quasi a far diventare la sua situazione un “mistero”.

28 DIEGO   s.v.
(presenze 3 – media voto 5,50)
Gioca i preliminari di Europa League e poi viene ceduto al Wolfsburg, dove certo non si fa rimpiangere, ma ormai appartiene al passato.

33 LEGROTTAGLIE   s.v.
(presenze 8 – media voto 5,77 – reti 1)
Trova poco spazio e preferisce andare a chiudere la carriera nella sua squadra del cuore, il Milan, dove riesce a vincere lo scudetto, anche se giocando solo 33 minuti.

7 SALIHAMIDZIC   s.v.
(presenze 10 – media voto 5,77)
Come Grosso è rimasto a dispetto della volontà della società, ma a differenza del terzino campione del mondo, non è riuscito a trovare spazio e quindi ha giocato davvero pochissimo in questa sua ultima stagione in bianconero.

26 RINAUDO   s.v.
(presenze 1 – media voto 6,00)
Oscar della sfortuna, gioca una sola partita (senza per altro entusiasmare) e si infortuna, chiudendo qui la sua (unica) stagione alla Juve.

13 MANNINGER   s.v.
(presenze 5 – media voto 6,00)
Quest’anno tra i pali della Juve c’era tanta abbondanza, quindi il buon Manninger ha dovuto accontentarsi delle briciole.

 

RIMANDATI

4 FELIPE MELO   voto 6
(presenze 38 – media voto 6,23 – reti 1)
Giocatore recuperato da DelNeri dopo la disastrosa prima stagione in bianconero, anche se si dimostra ancora una volta tatticamente “ignorante” e di difficile collocazione in campo; purtroppo i soliti momenti di “buio” hanno rovinato le sue prestazioni, una costante nella sua carriera.

3 CHIELLINI   voto 6
(presenze 43 – media voto 6,06 – reti 4)
La difesa è il punto debole della Juve 2010/2011 ed anche “il muro” inizia a scricchiolare, lasciano perplessi soprattutto le sue notevoli carenze tecniche, non sempre compensate da un esuberanza fisica straordinaria.

19 BONUCCI   voto 6
(presenze 44 – media voto 6,02 – reti 2)
Giocatore dai grandi mezzi tecnici, spesso però ne abusa, in un ruolo in cui gli errori possono costare carissimo; alla fine non delude ma nemmeno convince totalmente, da rivedere il prossimo anno.

14 AQUILANI   voto 6
(presenze 34 – media voto 6,00 – reti 2)
Un inizio di stagione che prometteva meraviglie per questo grande talento del calcio italiano che era stato “dimenticato” a Liverpool, ma poi la seconda parte di stagione ha fatto emergere grossi dubbi sulle sue qualità, soprattutto caratteriali, tant’è che il costoso riscatto del suo cartellino è ancora in forte dubbio.

29 DE CEGLIE   voto 6
(presenze 14 – media voto 5,82)
Un inizio promettente e poi un bruttissimo infortunio che lo tiene lontano dai campi per tutta la stagione, per cui non si può ancora sapere se davvero può essere lui il terzino del futuro per la Juve.

6 GROSSO   voto 6
(presenze 21 – media voto 5,81)
Hanno cercato di cacciarlo in tutti i modi possibili, ma lui si è impuntato ed è rimasto, tra il disappunto della società e la felicità di DelNeri, che, dopo aver perso De Ceglie, era rimasto a corto di soluzioni per il ruolo di terzino sinistro.

1 BUFFON   voto 5,5
(presenze 17 – media voto 5,90)
La stagione inizia male, con le polemiche per la sua “assenza” durante il periodo della convalescenza, tanto che non compare nemmeno nella foto ufficiale. Poi il rientro, la forma ancora da trovare, la rivalità con Storari e le voci di un suo addio a fine anno: siamo davvero arrivati al capolinea, Gigi?

 

ALLENATORE

DELNERI    voto 4,5
(media voto 5,64)
Alla fine ha pagato per tutti, eppure le colpe non erano certo tutte sue, comunque il fallimento è innegabile. Ad un certo punto della stagione sembrava aver trovato il bandolo della matassa, poi gli infortuni e i cali di forma di alcuni giocatori hanno portato al tracollo finale. La cosa peggiore non sono i risultati assolutamente insoddisfacenti, ma il fatto che durante l’anno non si sono visti miglioramenti significati e i clamorosi errori (soprattutto difensivi) di inizio stagione sono rimasti una costante fino alla fine. Resta il ricordo di una brava persona, ma per la nostra panchina serve altro.

lunedì 23 maggio 2011

Coraggio, è finita…

JUVENTUS – NAPOLI   ( 2 – 2 )

 

PAGELLE

BUFFON    
SALIHAMIDZIC    
BONUCCI    
BARZAGLI    
CHIELLINI    
KRASIC    
MARCHISIO    
AQUILANI    
PEPE    
DEL PIERO    
TONI    
     
BONIPERTI    
MATRI    
DE CEGLIE    
     
DELNERI    

domenica 15 maggio 2011

Senza dignità

PARMA – JUVENTUS   ( 1 – 0 )

Ora anche la matematica sancisce quello che ormai era chiaro a tutti, cioè che la Juve non parteciperà nemmeno alla prossima Champions League. Il 2-1del Catania al 95° lascia ancora una piccolissima speranza di agganciare l’accesso ai preliminari di Europa League, qualora la prossima settimana noi vincessimo contro il Napoli e contemporaneamente la Roma venisse sconfitta in casa dalla ormai retrocessa Sampdoria. Un’ipotesi assai remota per un traguardo che certo non suscita grandi emozioni, ed i primi a non sembrare molto interessati sono proprio i giocatori stessi, a cui l’ipotesi di doversi accorciare le vacanze non fa molta gola. Quindi sembra assai più probabile che finiremo pure con l’essere scavalcati dal Palermo, ormai arrivato ad un solo punto di distanza e che domenica prossima terminerà la propria stagione al Barbera contro un rilassatissimo Chievo.

90 minuti ancora e finalmente questa lenta agonia sarà finita, andrà in archivio anche questa terribile stagione, gemella di quella precedente. Dopo un ventennio la Juve uscirà dalle coppe europee e se questo non è un fallimento, cos’è? Eppure anche oggi si è vista in campo una squadra a cui mancava tutto, la qualità, il carattere e perfino la dignità. D’altronde il primo che avrebbe dovuto dimostrare un po' di dignità avrebbe dovuto essere l’allenatore, il quale, di fronte ad un fallimento di queste proporzioni, avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni e scusarsi di fronte a milioni di tifosi. Ma alla Juve non si dimette mai nessuno, così toccherà a Marotta e ad Agnelli (non certo esenti da colpe) porre finire all’avventura bianconera di Gigi DelNeri, ma soprattutto porre le basi per il rilancio.

Il mio innato ottimismo mi spinge ad accettare l’alibi di questa dirigenza, che l’anno scorso prese in mano la Juve troppo tardi per poter programmare davvero la stagione. Quest’anno le cose sono diverse e non c’è più spazio per altri errori. Il primo passo sarà scegliere il nuovo tecnico, che sarà di fondamentale importanza per uscire dalle sabbie mobili in cui ci siamo infilati. Basta scommesse, basta tecnici mediocri, serve una persona con grandi idee e soprattutto grande personalità, che dovrà pretendere dalla società grandi acquisti, perché senza grandi giocatori anche un grande tecnico non può fare miracoli. Certo che, senza competizioni internazionali da disputare, il blasone della Juve è un po' in calo e quindi sarà difficile convincere i top player a vestire la nostra maglia. Ma qui si dovrà vedere la bravura di Marotta, se davvero vuole cancellare il fantasma di Luciano Moggi, che aleggia sempre su di lui, dovrà farci vedere quant’è bravo. E sicuramente un buon argomento per convincere i calciatori sono i soldi, ma l’algido cugino Elkann ha promesso che non si tirerà indietro. Speriamo, ma chissà perché, sono un po' restio a credergli.

 

PAGELLE

BUFFON 6,5 Con qualche buon intervento ci mantiene in gara, ma poi si deve arrendere alla prodezza di Giovinco.
MOTTA 5 Sempre in ritardo, sempre in difficoltà, indegno che vesta questa maglia.

BARZAGLI

6,5

Risolve con tempismo alcune situazioni complicate.
CHIELLINI 6 Balla un po', insieme a tutto il reparto difensivo.
GROSSO 5,5 Costretto sulla difensiva da un Parma molto più presente di noi sulle fasce, non garantisce adeguato supporto in avanti.
MARTINEZ 4,5 Un UFO, nel senso che non si capisce bene cosa sia.
FELIPE MELO 6 Sfiora il gol con qualche azione personale che da il senso della confusione totale in cui si trova la squadra, ma perde anche tanti palloni.
GIANDONATO 6 Al rientro dopo l’intervento al ginocchio dimostra ancora una volta di avere buone doti, anche se eccede un po' troppo con i lanci.
PEPE 5,5 Spostato da destra a sinistra come una trottola, non combina un granché da nessuna parte.
DEL PIERO 5,5 Si abbassa quasi a fare il regista, ma in quella zona risulta meno decisivo.
MATRI 5 Non la vede mai, ma d’altronde non è che i compagni lo cerchino molto.
     
TRAORE’ 4,5 Altro giocatore misterioso che se ne ritornerà da dove è venuto senza che abbiamo capito realmente chi è.
TONI 6 Alla fine la migliore occasione per la Juve è sua, ma ancora una volta la sfortuna lo perseguita.
SALIHAMIDZIC 5,5 Si agita per il campo senza motivo ne costrutto.
     
DELNERI 4 Ormai anche i giocatori hanno capito che la prossima sarà la sua ultima partita sulla panchina della Juve e il risultato è una prestazione imbarazzante. Le assenze e gli errori arbitrarli non possono e non devono essere un alibi.

lunedì 9 maggio 2011

Deja vu

JUVENTUS – CHIEVO   ( 2 – 2 )

Ormai non c’è più nulla di cui stupirsi, è un film purtroppo già visto, la Juve in vantaggio di 2 gol che viene recuperata e perde l’ennesima occasione di rincorrere il sogno europeo. Come contro il Catania, anche contro il Chievo, confermiamo un’assoluta incapacità di gestire le partite. Incredibile vedere i giocatori della Juve in totale confusione, i giovani come i più esperti, basti vedere l’occasione in cui i veronesi hanno sfiorato la clamorosa vittoria. Non sono alibi sufficienti i 2 pali colpiti da Chiellini e Toni, ne le occasioni sprecate da Aquilani e Krasic, una squadra come la Juve, una volta arrivata bene o male al vantaggio, addirittura di 2 gol, non può farsi rimontare. Può capitare la circostanza particolarmente sfortunata, l’eccezione, ma questa ormai per noi purtroppo è la regola. Mi vergogno di questi giocatori, la rabbia la dimostrano solo a fine partita contro i cartelloni pubblicitari. Mi vergogno di questo allenatore, incapace di dare equilibrio tattico ad una squadra che ha subito 29 reti (!) in 18 partite casalinghe, peggior difesa in assoluto, peggio del Bari già retrocesso!

Se John Elkann ha piani ambiziosi per la Juve è meglio che li metta in atto presto, perché questa è una squadra oscena, che offende la maglia che indossa e la storia che rappresenta. Questa “cosa” non è la Juve. E’ stato emozionante vedere in settimana le immagini del nuovo stadio, in occasione del rinnovo di contratto di Del Piero, un impianto bellissimo, ma che squadra ci giocherà? Questa? Se vogliamo essere davvero ambiziosi, per prima cosa prendiamo un allenatore ambizioso, non uno che non è riuscito a correggere gli stessi difetti evidenziati alla prima giornata, ora che il campionato è ormai finito. Poi compriamo qualche giocatore a cui non scotti il pallone tra i piedi e qualcuno che sappia anche giocare a calcio, perché a questa accozzaglia di giocatori manca tutto, qualità e personalità. E domani tifiamo Milan, perché l’eliminazione del Palermo è forse l’unica possibilità che ci rimane per conquistare quanto meno l’Europa League. A patto che nelle ultime 2 giornate non riusciamo a farci recuperare anche i 4 punti di vantaggio sul Palermo stesso, che ci segue in classifica.

 

PAGELLE

BUFFON 5,5 Non ci fa una bellissima figura, soprattutto sul quasi gol del 2-3.
MOTTA 6 A tratti riesce a strappare applausi al pubblico dell’Olimpico, solitamente molto critico nei sui confronti, e questo è già un gran risultato personale.
BARZAGLI 6 Per gran parte della partita regge la difesa, poi nella follia generale crolla pure lui.
CHIELLINI 5,5 Sbaglia un gol da 0 metri, ma soprattutto non rientra mai e ad ogni angolo o punizione a nostro favore, prendiamo contropiede.
GROSSO 6 Molto bravo a spingere, sempre con grande qualità.
KRASIC 6 Alti e bassi, ma comunque una partita sufficiente e lascia perplessi la sua sostituzione.
AQUILANI 5 L’emblema di questa Juve, molle e svogliato, non fa molto per dimostrare di valere i 16 milioni che il Liverpool chiede per lui.
MARCHISIO 5,5 Corre tanto, ma spesso a vuoto, a centrocampo non servono solo polmoni, ma anche e soprattutto testa.
PEPE 5,5 Conquista il rigore dell’1-0 e aiuta tanto la squadra, ma a noi serve molto di più.

DEL PIERO

6,5

Il contrario di Marchisio, corre poco ma incide tantissimo, infallibile dal dischetto e geniale nell’assist per Matri.
MATRI 6 Nel primo tempo viene lasciato solo e non la vede mai, ma quando Del Piero lo innesca dimostra tutte le sue qualità.
     
TONI 6 Doveva entrare prima e soprattutto non al posto di Krasic, con lui siamo più pericolosi.
     
DELNERI 4 Indifendibile, dimostra anche questa sera tutti i suoi limiti, la squadra commette sempre gli stessi errori e lui non è riuscito, dopo 10 mesi, a porvi rimedio: ha fallito.

lunedì 2 maggio 2011

Ancora in corsa

LAZIO – JUVENTUS   ( 0 – 1 )

Fino all’87° pensavo di dover commentare una delle peggiori partite di questa stagione, poi il gol di Pepe ha cambiato completamente il risultato e, forse, anche il futuro della Juve, ma non può certo cambiare il giudizio sul gioco espresso questa sera. Chi vede il bicchiere sempre mezzo pieno la chiama “capacità di soffrire”, io, che sono più realista, la chiamo “mancanza di gioco”. Per quasi tutta la partita abbiamo subito la pressione della Lazio, che è pur vero che ha avuto pochissime occasioni da gol, ma per larghi tratti ci ha schiacciato nella nostra metà campo. Fa male vedere i nostri giocatori spazzare il pallone lontano, come una provinciale qualsiasi, noi che eravamo abituati non a dominare, ma quantomeno a giocarcela alla pari su qualsiasi campo.

Poi è arrivata l’accelerazione devastante di Felipe Melo che ha costretto Ledesma, già ammonito, al fallo ed alla conseguente espulsione, che ha cambiato completamente il volto alla partita. La Juve forte, una volta tanto, della superiorità numerica, ha provato a fare il colpo grosso e, con un po' di fortuna, ci è riuscita, tra la disperazione dei laziali che, come all’andata, si sono visti beffare in zona Cesarini. Dopo la vittoria contro la Roma, arriva quella contro la Lazio e l’Olimpico diventa terra di conquista bianconera. Se il campionato si fosse giocato solo tra le “grandi”, probabilmente avremmo vinto lo scudetto, invece siamo alla disperata rincorsa di un posto in Europa.

Tutta colpa dei tantissimi punti persi contro le cosiddette “piccole”, a testimonianza dei problemi sia tattici (fatica ad imporre il proprio gioco) che caratteriali. E’ importante che questa vittoria non ci faccia dimenticare queste difficoltà, soprattutto a chi sarà preposto a decidere il futuro allenatore. DelNeri non è adatto alla panchina della Juve, brava persona e buon tecnico, ma la Juve deve avere altro, deve avere un allenatore capace di darle un proprio gioco ben definito e capace soprattutto di darle la personalità per imporlo agli avversarsi, piccoli o grandi che siano.

Inseguendo l’Europa League siamo arrivati a 4 punti dalla Champions, quando mancano 3 giornate e 9 punti alla fine del campionato. Fa male a pensare ora ai 2 punti persi domenica scorsa contro il Catania, solo per ricordare gli ultimi. Eppure vuoi vedere che se DelNeri riesce ad agganciare almeno l’Europa League verrà riconfermato?

 

PAGELLE

BUFFON 6,5 Non impegnatissimo, ma quando serve risponde sempre presente.
MOTTA 5,5 Non azzecca 2 passaggi di fila, fino alla ormai scontata sostituzione.
BARZAGLI 6 Partita poco appariscente ma di grande sostanza.
CHIELLINI 6,5 Il solito pasticcione, rischia il rigore su Floccari, ma la sua presenza nell’aria di rigore è imponente.
GROSSO 6 Soffre l’ottimo Lichsteiner ma davanti non fa mai mancare il suo prezioso apporto.
KRASIC 5,5 Combina pochino in attacco e conferma le solite amnesie difensive.

FELIPE MELO

7

Grande personalità a centrocampo e con la sua accelerazione decide la partita.
AQUILANI 5,5 Quando il regista spazza il pallone alla “viva il parroco” siamo messi male.
PEPE 6,5 Partita abbastanza anonima, ma il gol, pur se con la complicità di Scaloni, è importantissimo.
DEL PIERO 5,5 Cammina in campo, così non può giocare.
MATRI 5,5 Una sola grande (e fortunosa) occasione, che purtroppo fallisce anche per colpa dell’ottima uscita di Muslera.
     
SALIHAMIDZIC 5,5 Sbaglia quasi tutto, tranne il cross che arriva sul piede di Pepe e ci fa vincere la gara.
TONI 6 Il suo compito era quello di tener sul il pallone e ci riesce bene, al contrario di Matri.
BONUCCI s.v. Un difensore un più nei secondi finali.
     
DELNERI 6 Contro le grandi non fallisce (quasi) mai, anche se la prestazione non è certo stata esaltante.