domenica 22 dicembre 2013

Nona sinfonia

ATALANTA – JUVENTUS   ( 1 – 4 )

Si interrompe l’imbattibilità di Buffon ma non la striscia di vittorie consecutive della Juve, 9. Per l’Atalanta solo una sconfitta nelle precedenti 7 partite casalinghe, in cui aveva bloccato sul pari anche Inter e Roma, ma contro la squadra di Conte non c’è stato scampo. Eppure nel primo tempo non mi era piaciuta, nonostante (o forse proprio per quello) il vantaggio arrivato prestissimo con Tevez. Troppo leziosi, soprattutto Pogba, imprecisi Llorente e lo stesso Tevez, che si divora un’occasione clamorosa. Ma il calcio a volte è davvero imprevedibile e, ad inizio ripresa sono proprio i peggiori in campo a confezionare il gol del vantaggio, Asamoah, Llorente, Pogba, rete! A questo punto, com’è già successo altre volte, quando i nostri avversari si scoprono, per loro è la fine. Llorente e Vidal dilagano e mettono al sicuro il risultato, ampio e meritato, perché in fin dei conti l’Atalanta, oltre a violare la porta di Buffon dopo 745 minuti, ha fatto davvero poco.

Alla vittoria della Juve risponde però la Roma, con 4 gol allo squinternato Catania. Alla ripresa del campionato, il 5 gennaio, allo Juventus Stadium ci sarà proprio lo scontro diretto tra le prime 2 della classifica. In altri anni, con il ritmo che sta tenendo la Juve (15 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta), avremmo avuto un vantaggio enorme, ma questa Roma sta facendo molto bene e la prossima sfida sarà un bel test per entrambe le squadre. Peccato che vederlo dobbiamo aspettare 2 settimane, con l’incognita della condizione dei giocatori dopo la sosta natalizia. Speriamo che nessuno nel frattempo mangi troppo panettone.

PAGELLE  (3-5-2)

BUFFON 6,5 Purtroppo la deviazione di Barzagli gli toglie ogni possibilità di arrivare sul tiro di Moralez, così si interrompe la caccia al record di imbattibilità. Ma Buffon non ha bisogno di questi record per entrare nella storia, lui è la storia.
BARZAGLI 6 Sfortunato nella deviazione che ci costa il gol.
BONUCCI 6,5 Grande sicurezza al centro della difesa.
CHIELLINI 6 Inusuale la cavalcata coast to coast conclusa con assist a Llorente per il gol del basco.
LICHTSTEINER 6,5 Sempre molto puntuale negli inserimenti, suo l’assist per il quarto gol di Vidal.
VIDAL 6,5 Gioca col freno a mano tirato, forse condizionato dalla diffida che lo mette a rischio per il big match con la Roma, ma per nostra fortuna ci sarà.
POGBA 7 Croce e delizia, primo tempo che fa arrabbiare, troppo lezioso, da un suo errore nasce il gol atalantino, poi nella ripresa il rovescio della medaglia, gol (il quinto in campionato) e grandi giocate. Lui è così, prendere o lasciare.
MARCHISIO 6,5 Non è Pirlo (nessuno lo è) ma tra gli altri centrocampisti è quello che secondo me svolge meglio il ruolo di regista davanti alla difesa.
ASAMOAH 6 Meglio quando attacca di quando difende.
TEVEZ 7- Ancora in gol e sono 11 in campionato, numeri da grande bomber, che alla Juve non si vedevano dai tempi di Trezegol e che forse pochi si aspettavano da Carlito. Peccato per quell’occasione fallita a tu per tu con Consigli.
LLORENTE 6,5 Il gol è stato bello e importantissimo, ma per il resto non mi è piaciuto molto, troppi errori.
     
PADOIN 6 Risparmia ulteriori rischi al diffidato Vidal
QUAGLIARELLA s.v. Purtroppo entra solo a partita abbondantemente chiusa e per lui non ci sono occasioni.
PELUSO s.v. Anche per lui, come per Padoin, l’occasione per mettersi in mostra contro la sua ex squadra.
     
CONTE 6,5 Non riescono a metterlo in difficoltà in campo e allora lo attaccano vigliaccamente sui giornali, ma non ci sono alibi, la squadra è sempre concentrata e non molla di un centimetro.

mercoledì 18 dicembre 2013

Revival

JUVENTUS – AVELLINO   ( 3 – 0 )

Il debutto in Coppa Italia, con gli ottavi di finale, è solitamente abbastanza morbido. L’Avellino non poteva ne doveva creare preoccupazioni alla Juve e così è stato. Certamente gli irpini non sono venuti a Torino a difendersi e a speculare sul risultato, ma hanno coraggiosamente giocato a viso aperto. Apprezzabile, ma certamente non molto salutare, anche contro questa sorta di Juve B. Conte saggiamente applica un turn-over massiccio, facendo allo stesso tempo riposare i titolarissimi e garantendo che chi è sceso in campo trovi nella voglia di mettersi in luce le giuste motivazioni. Dopo nemmeno 7 minuti siamo già in vantaggio, dopo poco più di mezzora la partita è ormai virtualmente chiusa. Dopo solo un buon allenamento, la possibilità di vedere (o rivedere) in campo volti nuovi e il tempo per i tifosi di fraternizzare in una sorta di alleanza anti-Napoli. Revival di un vecchio gemellaggio, quando negli anni ‘80 l’Avellino era quello di Juary, ma anche di Tacconi, Favero, Vignola, Alessio, tutta gente che poi ha fatto anche la storia della maglia bianconera. Con la Coppa Italia ci rivedremo nel 2014, quando ai quarti l’impegno sarà molto più severo, contro la vincente di Roma-Sampdoria.

PAGELLE  (3-5-2)

STORARI 6 Pochi problemi in una serata tranquilla.
CACERES 6,5 In area avversaria è sempre pericolosissimo e timbra con un gol il suo ritorno in campo da titolare.
OGBONNA 6,5 Grande fisicità e sicurezza nelle chiusure come nell’impostazione del gioco, meriterebbe più spazio ma ha davanti a se 3 fenomeni.
PELUSO 6 Non è il suo ruolo preferito, ma questa sera non ha difficoltà a guadagnarsi la sufficienza.
MOTTA 5,5 Molto impreciso, non è giocatore da Juve.
PADOIN 6 Ci mette sempre grande grinta e a questi livelli pare forte pure lui.
MARCHISIO 6,5 Sembra a suo agio nel ruolo di regista davanti alla difesa, anche se l’Avellino non fa molto per rendergli la vita difficile.
ASAMOAH 6 Riproposto nel ruolo di interno in cui ha impressionato domenica, si conferma pur senza brillare particolarmente.
DE CEGLIE 5,5 Mi aspettavo di più da uno che poteva giocarsi questa sera le sue chances per ottenere più spazio.
QUAGLIARELLA 6,5 Sempre molto vivace, trova un gol di testa con la collaborazione del portiere avversario.
GIOVINCO 7 Man of the match, gol bellissimo e 2 assist, ma fare il fenomeno in Coppa Italia non basta più.
     
BOUY 6 Finalmente abbiamo avuto la possibilità di vedere all’opera questa giovane promessa; dimostra buon piede e visione di gioco, si becca però l’unico cartellino della serata.
PEPE 6 Solo rivederlo in campo è una gioia, ci vorrà tempo però per arrivare alla giusta condizione.
LICHTSTEINER 6,5 Fallisce una clamorosa occasione, ma combina più lui in 10 minuti che Motta in 80.
     
CONTE 6,5 Partita non difficile, ma affrontata nel modo migliore, dando spazio a chi ha giocato meno senza però calare mai di intensità.

domenica 15 dicembre 2013

Aria di casa

JUVENTUS – SASSUOLO   ( 4 – 0 )

La Juve rientra nel suo habitat naturale e subito ritrova certezze, gol e vittoria. Smentiti subito tutti i gufi che prevedevano catastrofiche conseguenze dopo la sciagurata eliminazione dalla Champions, rimembrando i tempi di Mister Ferrara. Evidentemente non hanno ancora capito che da quando in panchina è arrivato Antonio Conte, la musica è cambiata. Le cadute purtroppo sono inevitabili, ma ora ci si rialza subito, con ancora più rabbia, più cattiveria, più fame. A farne le spesa questa volta è stato il malcapitato Sassuolo, travolto da una tripletta dello scatenato Tevez, accompagnata da una prestazione di squadra davvero eccellente. A maggior ragione fa rabbia pensare a mercoledì, al modo in cui abbiamo perso a Istanbul. Certo gli emiliani sono sicuramente poca cosa rispetto a Drogba & C., ma la differenza è sembrata troppo evidente ed ancora di più inspiegabile. Al di là della farsa del terreno di gioco, com’è possibile che siamo usciti così? E soprattutto, com’è possibile che questa squadra non sia riuscita a battere Copenaghen e lo stesso Galatasaray all’andata? Il secondo gol di Tevez di questa sera mi ha ricordato un’occasione simile capitata allo stesso Apache a Copenaghen: allora aveva fallito, questa sera ha segnato. Forse merito del portiere danese, che sarà migliore di Pegolo, o forse davvero questa coppa è stregata per noi. Con questo dubbio e con un’amarezza che ancora fatico a scacciare, intanto continuiamo la corsa in campionato, alzando ancora l’asticella (Conte dixit), vediamo se ora le nostre inseguitrici sapranno tenere il passo.

PAGELLE  (3-5-2)

BUFFON 6 Una smanacciata, qualche disimpegno con i piedi e poco altro, in una serata assolutamente tranquilla. E l’imbattibilità prosegue…
BARZAGLI 6 Pochi problemi per la roccia.
BONUCCI 6- In partite così è sempre a rischio svarione, e un paio di volte ci va vicino.
CHIELLINI 6 Floro Flores non è Drogba e Chiellini ne fa un sol boccone.
ISLA 6,5 Ottima partita, due cross veramente pregevoli e quasi quasi arriva pure il primo attesissimo gol in bianconero.
VIDAL 7,5 Gioca con grinta e classe, potenza e genio, gli riesce quasi tutto, anche quello che forse nemmeno pensa. Solo una straordinaria tripletta di Tevez gli toglie la palma del migliore in campo.
POGBA 7 Finalmente una partita convincente in cabina di regia, ma servono conferme più probanti contro altri avversari prima di cantar vittoria.
ASAMOAH 7 Riportato nel suo ruolo originale di mezzala, sfodera una prestazione eccezionale, peccato solo che fallisca un paio di ghiotte occasioni per finire sul tabellino marcatori, una davvero clamorosa.
PELUSO 6,5 Buona prestazione e primo gol in campionato con la maglia della Juve (tra l’altro molto bello), peccato solo che non riesca a frenare la sua irruenza e finisca troppo presto sul taccuino dell’arbitro, mettendo a rischio la sua partita e quella di tutta la squadra.
TEVEZ 8 10 gol in 16 partite di campionato, niente male per uno che era definito sovrappeso e pronto per la pensione; questa sera prima tripletta italiana, da vero rapace d’area. Di sicuro alla Juve erano anni che non vedevamo un centravanti così, l’ultimo parlava francese con un forte accento argentino.
LLORENTE 5,5 Va bene essere altruisti, ma quando sei a 2 metri dalla porta e cerchi l’assist indietro, c’è qualcosa che non va, soprattutto se di mestiere fai il centravanti.
     
DE CEGLIE 6 Rileva Peluso, già ammonito, senza riuscire a combinare molto, ma la partita ormai era decisa.
QUAGLIARELLA 6,5 Partita chiusa, non per Quagliarella, che cerca con grande voglia (e anche con buone giocate) la soddisfazione personale.
PADOIN 5,5 Vanifica con la sua pochezza tecnica un paio di pericolosissimi contropiedi.
     
CONTE 7 Non vuole ne concede alibi, pretende il pronto riscatto dopo lo scivolone turco. Se in Europa sbaglia ancora qualcosa, in campionato è un rullo compressore e la sua Juve corre come una Formula 1.

mercoledì 11 dicembre 2013

14 maggio

GALATASARAY – JUVENTUS   ( 1 – 0 )

Perugia 2.0: ecco, è successo ancora, e come quel 14 maggio 2000, fa male, fa tanto male. La delusione è cocente per l’eliminazione dalla massima competizione europea, ma lo è anche la rabbia per il modo in cui è maturata. Dopo aver elogiato l’arbitro Proença per aver giustamente rinviato la partita ieri sera, sono costretto a rimangiarmi tutto. Oggi si è giocato su un campo ancora peggiore, in condizioni indegne per una partita di questo livello, alla fine hanno vinto gli interessi dell’UEFA e del business. Per usare le parole di Conte, “this is not football”, questo non è calcio. Ma evidentemente il peso politico della Juve è 0, e queste sono le conseguenze. Impossibile tessere trame di gioco, l’unico schema efficace risultava essere quello di buttare in avanti il pallone e sperare. E’ vero, il campo era uguale per entrambe le squadre, ma sono certo che su un terreno “normale” le cose sarebbero andate diversamente. Colpa forse anche dell’inesperienza di qualcuno dei nostri ragazzi, che mal si sono adattati alla situazione. Gente come Pogba, Vidal o Llorente, che con il loro fisico potevano lottare più di altri, hanno continuato a giocare nell’unico modo che conoscono. Passaggi rasoterra in orizzontale che diventavano facilmente preda degli avversari, giocate impossibili nel fango che allentava il terreno. E proprio da un pallone perso da Pogba è nato il gol che ha posto fine ai nostri sogni di gloria: pallone buttato in avanti per un immenso Didier Drogba, spizzata per Snejider che batte abilmente l’incolpevole Buffon. Sembra quasi la fotocopia del pareggio nel finale della partita di Torino. E sì, perché se oggi possiamo recriminare sul campo e sul fatto che non si dovesse giocare, la qualificazione non l’abbiamo persa a Istanbul, ma negli inopinati pareggi contro Copenaghen e lo stesso Galatasaray. Non si può sempre arrivare all’ultima giornate del girone a giocarsi una qualificazione che era alla nostra portata e doveva essere già stata messa al sicuro, in anticipo, al netto dello strapotere del Real Madrid, nettamente superiore. Ma è proprio nella constatazione della differenza che ancora ci separa dai top club europei la consolazione, seppure relativa. Passando il turno come seconda avremmo sicuramente avuto un ottavo di finale complicatissimo e, anche se le partite non si vincono ne si perdono prima di giocarle, è probabile obbiettivamente che non saremmo andati oltre. Abbiamo (ahinoi) invece l’occasione di poterci giocare una competizione, sicuramente meno prestigiosa, ma anche meno impossibile, come l’Europa League, con un obbiettivo allettante, la finale che si giocherà nel nostro Juventus Stadium il… 14 maggio 2014. La stessa data della partita maledetta di Perugia, 14 anni dopo, un caso? o forse un segno del destino che vuole sdebitarsi? vincendo magari con un gol del numero 14 Llorente? Roba da giocarselo al lotto. Mi auguro che Conte e i ragazzi non prendano sotto gamba questa competizione e diano il massimo, nonostante il fastidio di giocare il giovedì e nonostante indubbiamente goda di minor fascino e prestigio internazionale. Probabilmente questa eliminazione porterà anche meno soldi nelle casse della società, speriamo che questo non sia un’ulteriore motivo di austerity nelle prossime campagne acquisti, perché il sogno resta sempre quello: la coppa dalle grandi orecchie. Se non sarà quest’anno, ci riproveremo nel prossimo, con più esperienza e una squadra (speriamo) ancor più competitiva.

PAGELLE  (3-5-2)

BUFFON 7 Un solo intervento, ma eccezionale, a fermare Drogba liberato dall’ennesima leggerezza di Pogba; purtroppo nulla può su Snejider.
BARZAGLI 6,5 Uno dei pochi a non affondare nel fango di Istanbul.
BONUCCI 6 Non sbaglia quasi nulla per 85 minuti, poi si fa passare il pallone di Sneijder sotto le gambe e la frittata è fatta.
CHIELLINI 5 Per sua fortuna non ritroverà più Drogba almeno per quest’anno, con l’ivoriano non la vede mai!
LICHTSTEINER 6 Uno dei pochi che capisce come si deve giocare su un terreno del genere, palla lunga e rincorrerla, che tanto si ferma.
VIDAL 5 Non ci capisce nulla, tenta di giocare nell’unico modo che conosce, ma il campo non lo permette e lui non riesce ad adattarsi.
POGBA 4,5 Già fatica molto nel ruolo di vice Pirlo, poi la scarsa esperienza non gli permettere di capire che deve cambiare modo di giocare con questo terreno e così fioccano gli errori, tanti, uno di troppo.
MARCHISIO 6 Gioca con più umiltà dei suo compagni di reparto, ma non riesce lo stesso a combinare gran ché.
ASAMOAH 6 Ha la fortuna nel secondo tempo di giocare dalla parte più pulita del campo, ma la sfrutta pochino.
TEVEZ 6,5 Abituato nella vita come nel campo di calcio a lottare, non si arrende e cerca (purtroppo invano) di creare grattacapi a Muslera.
LLORENTE 5 Inizia con una grandissima azione con cui fallisce il gol di pochissimo, poi arriva la neve, la sospensione, il fango e Llorente affonda, nonostante abbia il fisico per poter lottare anche in condizioni estreme, a cui, evidentemente, è poco abituato.
     
QUAGLIARELLA s.v. Mossa della disperazione, quando ormai il danno è fatto.
GIOVINCO s.v. Con questo campo è già tanto se l’hanno ritrovato.
     
CONTE 5 Paga non tanto gli errori in questa partita quanto quelli commessi all’inizio del girone, e paga la mancanza di peso politico della società che non ha imposto il rinvio di una partita che non si doveva giocare.

In sospeso…

Questa coppa deve essere proprio stregata per noi, questa volta siamo riusciti nell’impresa di far sospendere una partita per una tormenta di neve… a Istanbul! Mica Tromso, Istanbul, dove la neve deve essere una rarità, ieri sera ha ricoperto il campo in pochissimi minuti, costringendo l’arbitro portoghese Proença a sospendere il match dopo circa 31 minuti. Certo, ci fosse stato Collina saremmo ancora là adesso ad aspettare che smetta… Saggia invece la decisione di rinviare la gara (ahinoi), ma è comico il tira-molla che ne è seguito per decidere “a quando?”. In ballo gli interesse dell’Uefa, che lunedì ha già fissato il sorteggio degli ottavi, e degli organizzatori locali. Vittime impotenti le 2 squadre, soprattutto la Juve, costretta a cercarsi un nuovo alloggio, faticosamente raggiunto solo a notte fonda. E soprattutto vittime i tifosi, a maggior ragione quelli allo stadio, ma, nel nostro piccolo, anche noi a casa, costretti a sospendere la nostra sofferenza. Alla fine la decisione sembra definitiva, oggi 11-12-13, alle ore 14 italiane, che sarebbero le 15 turche… sembra una filastrocca. Una beffa per molti di noi che dovranno accontentarsi di vederla registrata o con mezzi di fortuna. Speriamo almeno che la Juve riesca a mettere il lieto fine a tutto.

Nella mezzora disputata ieri sera ho visto una squadra forse un po' troppo timorosa, che ha subito il possesso palla dei turchi, i quali per altro non sono mai riusciti ad avvicinarsi davvero ad un infreddolito Buffon. Al contrario i nostri sono sembrati assai pericolosi quando riuscivano a ripartire, con Llorente che ha sfiorato il palo alla sinistra di Muslera con un pregevole gesto tecnico, facendo gridare tutti, Conte compreso, al gol. Bene quindi, non benissimo, nella restante ora di gioco che manca dovremo avere più personalità, soprattutto nei 3 centrocampisti centrali, che ieri sera sono sembrati un po' in difficoltà. D’altronde la mancanza di Pirlo e della sua calma olimpica, si sente, soprattutto in partite complicate come questa. La vittoria del Real Madrid a Copenaghen ha assicurato sia alla Juve che al Galatasaray la consolazione della qualificazione in Europa League anche in caso di sconfitta, ma noi vogliamo di più. C’è solo 1 ora di gioco che ci separa dagli ottavi di Champions, forza ragazzi!

sabato 7 dicembre 2013

W la fuga!

BOLOGNA – JUVENTUS   ( 0 – 2 )

Non c’era modo migliore per prepararci all’inferno di Istanbul di una trasferta a Bologna, che, dopo Napoli, è probabilmente la città più anti-juventina d’Italia. Anche ieri, per il terzo anno consecutivo, calci, pugni e sputi al pullman bianconero, striscioni vergognosi e tanto altro. Ma non c’è di mezzo il Vesuvio ne i bambini che gridano “merda” e quindi l’esimio giudice Tosel non avrà nulla da eccepire, immagino. Questo è lo specchio dell’itaglietta divorata dall’invidia e dal livore, quell’itaglia incapace di apprezzare una squadra eccezionale che sta facendo cose incredibili. Questa è l’itaglia (sì, lo scrivo apposta) di calciopoli, del “sentimento popolare”.

Ma questa Juve è veramente forte, più forte di tutto e di tutti. I numeri parlano da soli: 40 punti su 45, 13 vittorie, 1 pareggio e 1 sola sconfitta, 31 gol fatti (miglior attacco) e 10 subiti (seconda miglior difesa), ultime 7 vittorie consecutive, 640 minuti senza subire gol. Impossibile per le altre squadre tenere questa andatura mostruosa. Ieri sera abbiamo vinto, nonostante l’assenza di Pirlo (che non rivedremo per un po') e l’ampio turn-over, nonostante qualche occasione di troppo sprecata dai nostri attaccanti. Ma la forza di questa squadra è nel gruppo e nell’organizzazione di gioco, così chiunque scende in campo si trova a suonare uno spartito chiaro e collaudato e, per usare le parole di Conte, l’orchestra è sempre perfetta. Indubbio merito va soprattutto a lui, al nostro mister, capitano e condottiero, grande direttore di questa orchestra. Bravo tecnicamente e tatticamente, ma soprattutto capace di farsi seguire dai giocatori, pronti a dare in campo tutto quello che hanno, per la maglia, per l’allenatore, per se stessi. Chi non ci ama, allora ci insegua.

Eppure in Europa martedì questa squadra che sta dominando ormai da 3 anni il campionato italiano, si giocherà tutto in una partita, nel caldissimo stadio del Galatasaray. Abbiamo 2 risultati su 3 a disposizione, ma guai a rilassarci. I turchi sono squadra temibile, con grandi individualità come Drogba e Sneijder, e in casa loro danno sempre il 110%, sospinti dalla bolgia dei loro tifosi. La Juve rischia molto, dobbiamo accedere agli ottavi di Champions per poterci giocare le nostre chances in primavera, ma rischiamo di finire in Europa League o, peggio ancora, se il Copenaghen dovesse fare un miracolo contro il Real Madrid, rischiamo addirittura di uscire fuori da tutto. Sono scenari brutti e starà a noi evitare che si realizzino. Di una cosa sono certo però, comunque vada, con Conte in panchina nessuno si rilasserà.

#FinoAllaFine

PAGELLE  (3-5-2)

BUFFON 6,5 Diamanti da lontano spara missili pericolosissimi che SuperGigi disinnesca con sicurezza. E sono 640 minuti.
BARZAGLI 6 La roccia di certo non si scalfisce con i modesti attaccanti rossoblù.
OGBONNA 6,5 Sicuro dei suoi mezzi comanda la difesa e imposta il gioco con autorevolezza.
CHIELLINI 6,5 Ruvidi contatti con l’amico Diamanti e allo scadere trova un gol da grande centravanti, su un calcio d’angolo finalmente battuto come si deve.
ISLA 6- Come al solito sono più i passaggi indietro che quelli in avanti e rischia molto quando si fa sorprendere di testa in area.
POGBA 5,5 Conte ci crede e forse alla lunga avrà ragione lui, ma per il momento in questa posizione di regista davanti alla difesa perde gran parte della sua forza.
VIDAL 7 Numeri da far invidia a molti attaccanti (compresi i nostri), è lui il leader, il simbolo di questa squadra. E lo sarà almeno fino al 2017.
MARCHISIO 6 Non riesce a trovare il gol che gli manca da troppo tempo, a volte per colpa sua, a volte per la bravura del portiere.
PELUSO 6+ Ottima partita, impreziosita dal bellissimo assist per Vidal, ma deve stare più attento ai falli, ha rischiato di farci giocare gli ultimi minuti in inferiorità numerica; graziato da Mazzoleni non da Conte che lo sostituisce.
VUCINIC 5 Pochi minuti in cui è più dannoso che utile, poi si infortuna ancora.
QUAGLIARELLA 6 Gioca con grande generosità anche se è un po' impreciso nella gestione del pallone e, almeno per stasera, anche nelle conclusioni.
     
LLORENTE 6 Meriterebbe un voto ben più alto, è un piacere vederlo giocare, ma si divora 2 o 3 gol davvero in modo imperdonabile. Se impara ad esser più cattivo sotto porta diventa un fenomeno assoluto.
ASAMOAH 6 Tenuto a riposo preventivo per Istanbul, entra nel finale per Peluso, dimostrando una buona gamba; trova anche un bel gol vanificato dalla (giusta) segnalazione del guardalinee.
TEVEZ 6 Solita grinta su tutti i palloni ma anche lui sembra aver smarrito la cattiveria sotto porta; ben calciato l’angolo per la testa di Chiellini.
     
CONTE 7,5 Cambia molti interpreti ma la musica è sempre quella, la Juve gioca, segna, subisce poco o nulla e vince. Ora vediamo come sapranno rispondere le nostre avversarie.

domenica 1 dicembre 2013

Vamooosss!!!

JUVENTUS – UDINESE   ( 1 – 0 )

Dopo il pareggio pomeridiano della Roma in quel di Bergamo, era un’occasione quanto mai ghiotta per allungare in classifica sui giallorossi. Ma l’Udinese di Guidolin è stata un osso più duro del previsto, complice anche l’infortunio di Pirlo dopo meno di un quarto d’ora dall’inizio. E’ triste ammetterlo, ma quando manca il direttore, tutta l’orchestra fa fatica, soprattutto se alcuni dei migliori solisti, come Vidal e Pogba, non sono proprio in giornata di grazia. Bisognerà tenere conto anche di questo prima di lasciar andare a cuor leggero Andrea, che per altro non è più giovanissimo e nemmeno eterno. Così le nostre azioni troppo spesso si incanalavano per vie centrali, visto che le fasce erano mal occupate dai modesti De Ceglie e Padoin, schiantandosi sempre contro la grande muraglia eretta da Guidolin a difesa di Brkic, con un innovativo modulo 9-0-1. Purtroppo per noi però l’1 che sta davanti è un certo Di Natale, che nonostante le molte primavere passate a calpestare i campi di provincia, ha ancora i numeri del fuoriclasse. Ma un fuoriclasse ce l’abbiamo anche noi tra i pali, ultimamente ha accusato qualche passaggio a vuoto, ma stasera ci ha salvato in almeno 3 occasioni. E quando ormai si era tutti rassegnati ad un pareggio che avrebbe mantenuto inalterato il vantaggio sulla Roma, ci ha pensato ancora una volta Fernando Llorente ad insaccare di testa la palla della vittoria. Il Re Leone, partita dopo partita, si sta confermando un grandissimo centravanti, sempre più fondamentale negli schemi di Conte, alla facciazza di quelli che “gli spagnoli in Italia non rendono”. Vamooosss Rey León!!!

Un’ultima postilla per il riuscito esperimento dei bimbi in curva. E’ stato bello vederli e sentire le loro urla, al posto di gradinate tristemente vuote, ma i bimbi io li vorrei allo stadio sempre, non solo per una ipocrita squalifica. C’è molto marcio nel mondo ultrà, ma è assurdo punire per un coro sul Vesuvio e non fare nulla per la devastazione e lo schifo dei napoletani nel settore ospiti. Comunque, sentire i bimbi gridare “merda” sui rilanci di Brkic non ha prezzo!

PAGELLE  (3-5-2)

BUFFON 7 Aumenta la striscia senza subire reti e questa volta ci mette molto del suo.
BARZAGLI 6,5 Almeno un paio di chiusure fenomenali.
BONUCCI 5,5 Rischia troppo e questa volta deve ringraziare Buffon se non paghiamo dazio.
CHIELLINI 6 Gioca quasi da centrocampista aggiunto ma i suoi piedi non proprio raffinati non lo aiutano.
PADOIN 5,5 Ordinato e disciplinato in difesa, ma davanti… chi l’ha visto?
VIDAL 5,5 Troppi elogi dopo la tripletta contro il Copenaghen, oggi irriconoscibile.
PIRLO s.v. Sfortunato, dopo pochi minuti una botta al ginocchio in uno scontro con Lazzari lo costringe a lasciare il campo; speriamo davvero non sia nulla di grave.
MARCHISIO 6 Inizio molto promettente, sembra essere in giornata, ma alla alla lunga si perde.
DE CEGLIE 6 Più propositivo di Padoin, ma dopo la bella prestazione contro il Catania mi aspettavo molto di più.
TEVEZ 5,5 Commovente quando insegue gli avversai per 50 metri, ma io Carlito lo voglio vedere fare gol.
LLORENTE 7 Riesce a cavare il sangue dalle rape, trasforma anche i palloni più innocui in pericolose azioni offensive, ormai non ne possiamo più fare a meno.
     
POGBA 5,5 A disagio in cabina di regia, troppo morbido anche in fase di interdizione.
LICHTSTEINER 6- Importante recupero (sono stufo di veder giocare Padoin) ma per il momento Stephan sembra ancora lontano dagli standard a cui ci aveva abituato.
QUAGLIARELLA 6 Vede la porta come pochi altri, meriterebbe forse più spazio, ma è difficile rinunciare a Tevez o Llorente.
     
CONTE 6 Teme l’Udinese (e fa bene) quindi cambia pochissimo, a parte lo squalificato Asamoah. Nel finale osa finalmente le 3 punte e, come si sa, la fortuna aiuta gli audaci.