venerdì 21 dicembre 2012

Più forti

CAGLIARI – JUVENTUS   ( 1 – 3 )

Conte forse se lo sentiva che questa partita era a rischio: il grande vantaggio in classifica, l’avversario non di blasone, le vacanze alle porte, la farsa dello spostamento a Parma, lo stadio semivuoto. Tanti motivi, ma il Mister aveva ragione, quella che abbiamo visto questa sera è stata una brutta copia della Juve che ha asfaltato l’Atalanta solo 5 giorni fa. Poca intensità e un avversario inferocito hanno fatto si che la partita diventasse più difficile di quanto i 25 punti di differenza potessero far ipotizzare. Probabilmente poi al Tardini non siamo fortunati con gli arbitri. Dopo il furto dello scorso anno contro il Parma, anche questa sera ne abbiamo viste di tutti i colori (rigore quantomeno generoso al Cagliari, un paio negati a noi, il ricorso al fallo sistematico da parte dei nostri avversari e pensare che alla fine erano loro quelli arrabbiati…), almeno per un’oretta, fino a quando cioè Damato ha finalmente espulso Astori (che meritava di finire sotto la doccia già nel primo tempo) e concesso alla Juve il meno netto dei possibili rigori. Purtroppo però si conferma grave il problema del rigorista, visto che Vidal ha malamente fallito dagli 11 metri l’occasione del meritato pareggio. Sembrava stregata questa ultima gara del 2012, ma la carica di Conte è riuscita a spronare i ragazzi che hanno trovato la forza per realizzare i gol necessari a rimontare il vantaggio cagliaritano. L’eroe della serata è stato quest’oggi l’ex di turno, quel Matri che sembrava ormai finito in fondo alle gerarchie degli attaccanti e che ora, con questa doppietta, si ripropone come importante alternativa. Se pure i Maya avevano sbagliato la data del giorno del giudizio, l’unica certezza che ci rimane è la Juve che vince, sempre, più forte di tutto. Chiudiamo il 2012 con il record assoluto di punti, 94, contro i 93 della Juve di Capello. Questa è la misura della forza di questa squadra, che si appresta ad affrontare un 2013 carico di aspettative, a cominciare dagli ottavi di finale di Champions League, in cui siamo stati appena sorteggiati contro gli scozzesi del Celtic Glasgow. Buon Natale e Buon 2013 a tinte bianconere a tutti.

PAGELLE  (3-5-2)

BUFFON 6 Il rigore era imprendibile, poi solo un tiro dalla distanza di Sau, controllato senza troppi problemi.
CACERES 5,5 E’ lui il prescelto per sostituire Chiellini, purtroppo assente per parecchie settimane, ma l’inizio non è dei migliori, con parecchi errori.
BONUCCI 6 Qualche rilancio non proprio preciso.
BARZAGLI 6 Spostato a sinistra per l’assenza di Chiellini, non sembra patire molto lo spostamento.
LICHTSTEINER 6 Dalla sua parte abbiamo sfondato poco questa sera.
VIDAL 4,5 Partitaccia. Causa un rigore (per altro molto dubbio) ma soprattutto ne fallisce uno a nostro favore; anche il solito lavoro di ruba-palloni questa sera non gli viene gran ché bene.
PIRLO 6 Francobollato da Thiago Ribeiro fatica a dirigere l’orchestra, ma quando il Cagliari rimane in inferiorità numerica, Mozart riprende in mano la bacchetta.
MARCHISIO 6 A volte troppo lezioso, non incide come potrebbe.
ASAMOAH 5,5 Inizialmente la squadra punta molto su di lui, ma è diventato troppo prevedibile e la manovra non ha sbocchi; subisce un netto fallo da rigore (molto simile a quello subito da Pirlo lo scorso anno contro il Parma nella stessa posizione) ma fallisce anche una ghiotta occasione da gol, consentendo la parata (comunque miracolosa) ad Agazzi.
GIOVINCO 6 In assenza di Vucinic tocca a lui inventare qualcosa là davanti, ma ci riesce solo a sprazzi.
QUAGLIARELLA 5 Spreca un’importante occasione giocando dal 1° minuto, non combina nulla di buono.
     
MATRI 7,5 L’uomo del match. Segna una rete da centravanti vero e il gol ritrovato gli da morale, da lì in poi annotiamo un gran tiro dal limite, uno splendido assist per Asamoah e, alla fine, il secondo gol, che vuol dire vittoria.
PADOIN 6 Non ha il dribbling dell’ala, ma il suo ingresso dà brio alla squadra, complice anche l’espulsione di Astori.
VUCINIC 6,5 Sbaglia molto, ma è comunque protagonista di 2 gol su 3 e si conferma elemento imprescindibile per questa Juve.
     
CONTE 7 Non giochiamo una gran partita, ma se la vinciamo comunque gran merito è del Mister, che riesce a trasmettere alla squadra tutta la sua carica, la sua grinta, la sua voglia di vincere, sempre.

domenica 16 dicembre 2012

Lo spettacolo

JUVENTUS – ATALANTA   ( 3 – 0 )

Diciamo la verità, quando la Juve gioca come nel primo tempo di oggi penso che sia una delle squadre più forti che abbia mai visto. Intensità di gioco, coralità ed individualità, finezze tecniche e forza fisica e, una volta tanto, anche cinismo sotto porta: non manca davvero nulla a questi ragazzi. Prima mezzora di spettacolo puro, Atalanta schiantata dalle reti di Vucinic (finalmente), di un grandioso Andrea Pirlo e del solito Marchisio. Quand’anche commettiamo l’unico errore della partita e consentiamo a Denis di presentarsi a tu per tu con Buffon, ci pensa SuperGigi a ricordare a tutti chi è il portiere più forte del mondo. Poi l’Atalanta ci mette del suo, Manfredini si fa stupidamente espellere e la partita finisce qui, per i bergamaschi, ma anche per noi. La Juve nella restante ora di gioco gestisce il cospicuo vantaggio senza voler infierire e le uniche emozioni sono date dalla voglia di segnare di Giovinco e poi anche di Quagliarella. La sensazione è che il ritorno in panchina di Conte abbia dato ancora una marcia in più alla squadra; l’andamento comunque positivo con Carrera prima ed Alessio poi, ci ha fatto dimenticare quanto sia importante il nostro condottiero, ma ora ci rendiamo conto di cosa significhi averlo a bordo campo durante le gare. La sconfitta dell’Inter ieri sera contro la Lazio, ci aveva spalancato un portone per questa mini-fuga, portone infilato in tromba dai ragazzi di Conte. La partita di questa sera tra Napoli e Bologna ci potrà togliere la matematica certezza del titolo (puramente platonico) di Campione d’Inverno, che però non dovrebbe comunque tardare ad arrivare. Vista la Juve oggi e visti i nostri avversari non vedo chi e come possa impensierirci, nonostante gli impegni europei. Ci avevano provato inventandosi un’assurda squalifica per Conte, ma noi abbiamo retto comunque ed ora, è finita. E allora, lo spettacolo deve ancora cominciare…

PAGELLE  (3-5-2)

BUFFON 7 Un solo intervento, fenomenale, è questa la differenza tra un buon portiere ed un fuoriclasse.
BARZAGLI 6 In questo periodo non sembra al top, giusto farlo rifiatare un po'.
MARRONE 6 Un solo errore, in compartecipazione con Barzagli, che poteva costarci caro, ma per sua fortuna in porta c’è un certo Buffon.
CHIELLINI 7 Mostruoso, divora palloni, avversari e campo come una belva assatanata.
LICHTSTEINER 6+ C’ha preso gusto e cerca ancora la gioia personale piuttosto che l’assist; bene anche nella difesa a 3.
VIDAL 7 Doveva riposare, ma il problemino a Pogba lo costringere a giocare, cosa che fa alla grandissima, come al solito.
PIRLO 8 Da vedere, rivedere e far vedere ai bambini nelle scuole calcio, un artista del pallone, da clonare.
MARCHISIO 7 Torna a frequentare assiduamente il tabellino marcatori.
ASAMOAH 6,5 Controlla con attenzione l’avversario forse più in palla, Schelotto, sfiorando anche il gol da cineteca su assist di Pirlo (tanto per cambiare…).
GIOVINCO 7 Sfortunato e forse poco “cattivo” sotto porta, però la sua è stata comunque una prestazione di altissimo livello, con Conte sta maturando tantissimo.
VUCINIC 7 Finalmente torna al gol, per altro bellissimo, con Giovinco forma una coppia ormai affiatata e altamente spettacolare.
     
QUAGLIARELLA 6,5 Cerca fortemente il gol, anche con pregevoli giocate, ma ormai la squadra non spingeva più con la stessa forza.
PADOIN 6,5 Buona prestazione come esterno destro per questo eclettico jolly, preziosa riserva per Mister Conte.
GIACCHERINI 6 Rileva Marchisio a partita largamente chiusa.
     
CONTE 8 E’ lui il vero top player, i tifosi lo amano, i giocatori lo riconoscono come leader indiscusso. Con lui in panchina abbiamo qualcosa un più, lo avevano capito, avevano tentato di togliercelo, ma ora è tornato…

domenica 9 dicembre 2012

Il ritorno del guerriero

PALERMO – JUVENTUS   ( 0 – 1 )

Oggi tutte le attenzioni erano per lui, finalmente è finita l’assurda squalifica e ha potuto ritornare a sedersi sulla sua panchina Mister Conte, un vero fuoriclasse degli allenatori, colui che più di tutti ha contribuito alla trasformazione dalla Juve post-calciopoli a questa corazzata che sta dominando in Italia e si sta ben comportando pure in Europa. E’ motivo di grande orgoglio avergli fatto ritrovare la squadra dove l’aveva dovuta lasciare, prima in campionato, vincitrice nel girone di Champions League e con una Supercoppa Italiana in più in bacheca. Ora sta a lui condurla a nuovi trionfi, con ancora più grinta e rabbia, come dimostrato anche quest’oggi.

Nel fango di Palermo, ha (ri)cominciato bene, con una vittoria resa ancor più complicata dal campo impossibile, soprattutto nel secondo tempo. Vittoria importantissima, in virtù anche del fatto che le due più prossime inseguitrici, Napoli e Inter, si scontreranno tra di loro, quindi, inevitabilmente, almeno una di esse perderà punti. Come al solito Conte non fa grande ricorso al turn-over, squadra confermata rispetto al mercoledì di Champions, ad eccezione dello squalificato Giovinco sostituito con il deludente Matri. A forzare questa decisione anche gli infortuni occorsi a coloro che si candidavano maggiormente a sostituire gli eroi di Donetsk, da Caceres a Lucio, da Isla a Marrone, senza parlare dello strano caso di Simone Pepe, un vero mistero, assai poco buffo. Questa volta però i ragazzi hanno risposto bene, nessun calo di tensione come successo contro il Milan. L’avversario non era certo irresistibile, questo Palermo, Miccoli a parte, ha poco da spartire con la squadra di qualche anno fa che ambiva all’Europa. Una volta rimasti in inferiorità numerica poi, la strada è stata spianata. A complicarci la vita, oltre al campo pesante, ci abbiamo pensato da soli, sbagliando come al solito l’inverosimile. Diverse occasioni da rete fallite con uno o più uomini soli davanti al portiere non sono ammissibili. Se malauguratamente avessimo subito il pareggio del Palermo su un calcio d’angolo o su un errore qualsiasi, non oso immaginare la reazione di Conte, e non avrei mai voluto trovarmi nei panni dei giocatori, soprattutto di quelli responsabili di quegli sciagurati errori. Purtroppo è un problema non nuovo, questa Juve è una squadra eccezionale, ma lì davanti manca qualcosa, che Marotta lo ammetta o meno.

Per fortuna però non è successo nulla, il Palermo la porta di Buffon l’ha vista solo da lontano, grazie ad una difesa di ferro che è il vero punto di forza della Juve. Tutte le grandi squadre hanno le loro fondamenta poggiate su una grande difesa, noi non facciamo eccezione. E allora adesso non ci resta che sederci in poltrona, con l’unica curiosità di sapere chi saranno i secondi e quanti punti di vantaggio avremo.

PAGELLE  (3-5-2)

BUFFON 6 Tanta pioggia e freddo, ma di pericoli pochissimi.
BARZAGLI 6 Ci aveva abituato bene, così qualsiasi piccola sbavatura risalta subito.
BONUCCI 6,5 Partita impeccabile in difesa, parzialmente rovinata dallo sciagurato errore a tu pe tu con Ujkani, che gli costa pure ammonizione e conseguente squalifica.
CHIELLINI 6,5 Impossibile da superare, soprattutto per nanerottoli come Miccoli o Brienza, che fanno quasi tenerezza contro un carro armato del genere.
LICHSTEINER 7 Sempre più a suo agio nel ruolo di esterno offensivo, sfrutta un fantastico assist di Vucinic per realizzare il gol vittoria: lui non sbaglia.
VIDAL 7 Si lotta nel fango e il guerriero si esalta, sradica palloni dai piedi avversari senza nessuna paura.
PIRLO 7 Metronomo del centrocampo, distribuisce assist e quando c’è da lottare duro su qualche pallone non si tira indietro.
MARCHISIO 6 L’unico che non ha giocato a Donetsk e avrebbe dovuto quindi essere più riposato, in realtà è stranamente fuori dal gioco ed è tra i meno brillanti.
ASAMOAH 6 Poco servito, risulta spesso prevedibile ormai con le sue solite finte con dribbling sulla sua sinistra.
VUCINIC 7 Sfortunato quando colpisce 2 legni, fenomenale quando inventa un assist di tacco per Lichtsteiner, sciagurato quando spedisce su Ujkani il pallone del possibile 0-2.
MATRI 5 Questo giocatore non c’è più, lotta come un leone, ma sembra più che altro impacciato come un ippopotamo, e la porta non la vede più.
     
POGBA 6,5 Con il fisico che ha non fatica sul campo pesante e non fa rimpiangere la prematura uscita di Vidal.
PADOIN 6 Non ha l’irruenza di Lichtsteiner ma fa quel che basta per blindare la fascia destra da qualsiasi possibile velleità del Palermo.
BENDTNER 6 Sicuramente meglio di Matri, si mette discretamente in evidenza, ma sembra che gli piaccia più che altro giocare largo, mentre a noi serve come il pane una punta centrale.
     
CONTE 6,5 Ci sei mancato ma ora è finita ed è uno spettacolo vederti lì ad agitarti sotto il diluvio di Palermo, ad arrabbiarti, a gioire e alla fine ad esultare sotto la curva, sotto la tua gente che ti acclama come un eroe. Bentornato Mister!

mercoledì 5 dicembre 2012

Altro che biscotto

SHAKTHAR DONETSK – JUVENTUS   ( 0 – 1 )

Bastava un pareggio, sembrava perfino difficile da raggiungere su un campo dove i padroni di casa non perdono quasi mai, alcuni auspicavano un pareggio “comodo” che facesse contenti tutti, lo Shakthar primo nel girone e noi che saremmo stati qualificati come secondi. Insomma, il classico “biscotto” all’italiana… Invece la Juve è andata a Donetsk a vincere, giocando una partita straordinaria, senza ansia, sempre ragionando, bloccando il gioco degli ucraini e imponendo il proprio. Non era facile, ma questa squadra sta prendendo coscienza pian piano del proprio valore. La vittoria contro il Chelsea ce l’aveva fatto capire, questa sera lo abbiamo confermato: questa Juve può giocarsela anche a livello europeo. Contro chi, lo sapremo tra pochi giorni, ma la vittoria e il conseguente primo posto nel girone ci permetteranno probabilmente un sorteggio più “morbido”. E poi, da domenica, tornerà in panchina finalmente il nostro Mister. Quella che ritroverà è una grande squadra, prima in campionato, prima nel girone di Champions e qualificata agli ottavi. L’obiettivo minimo, quello di passare la fase a gironi, è stato raggiunto brillantemente, ora non smettiamo di sognare.

PAGELLE  (3-5-2)

BUFFON 6- Non sembra sicurissimo, una respinta troppo centrale e poi ringrazia il palo sulla deviazione di Asamoah.
BARZAGLI 6 Un po' meno attento e preciso del solito.
BONUCCI 6,5 Comanda la difesa con la solita autorevolezza.
CHIELLINI 8 Si (e ci) spaventa per un fastidio allo stesso polpaccio che l’ha tenuto fuori nel derby, ma poi disputa una partita stratosferica, bloccando chiunque passi dalle sue parti ed essendo anche inaspettatamente preciso nei rilanci; peccato per quella assurda ammonizione che lo costringerà a saltare l’andata degli ottavi.
LICHTSTEINER 7,5 Finalmente una prestazione da esterno “vero”, bravo anche a puntare e saltare l’avversario, piazzando il cross decisivo, il tutto senza dimenticare di chiudere la porta ai pericolosi avversari che frequentavano la sua fascia.
VIDAL 7,5 La brutta ammonizione dopo pochi minuti poteva condizionarne la gara, invece il cileno non tradisce mai, soprattutto in Champions, recupera infiniti palloni e macina chilometri ringhiando su ogni avversario.
PIRLO 7,5 Non può giocare tutte le partite, ma quelle che gioca da Pirlo dimostrano quanto vale e quanto sia importante per la Juve questo straordinario giocatore.
POGBA 7 Qualche errore di inesperienza, ma non fa pesare l’assenza di Marchisio, non uno qualsiasi.
ASAMOAH 7 Questa volta la partita sulle fasce l’abbiamo vinta noi, impeccabili entrambi gli esterni.
GIOVINCO 7 Il gol forse non gli verrà assegnato, ma la partita della Formica Atomica conferma che può fare la differenza anche a grandi livelli.
VUCINIC 7 Fa smoccolare quando perde certi palloni, ma il saldo è ampiamente positivo e resta comunque giocatore insostituibile nell’attacco bianconero.
     
MATRI 6,5 Pochi minuti nel tesissimo finale in cui si comporta però molto bene.
GIACCHERINI s.v. Cambio perdi-tempo.
     
CONTE
(ALESSIO)
7,5 E’ finita, finalmente, da domenica il Mister smetterà di prendere a pugni il plexiglass dello Sky Box e tornerà al posto che è suo di diritto, in panchina. Questa sera la squadra gli ha regalato gli ottavi di Champions con una prestazione eccezionale. Qualche dubbio sulle sostituzioni un po' ritardate, ma in campo c’erano 11 leoni.

sabato 1 dicembre 2012

Mucca pazza

JUVENTUS – TORINO   ( 3 – 0 )

Primo derby della Mole nello Juventus Stadium e grande vittoria della Juve, anche se meno facile di quanto il punteggio possa far pensare. Soprattutto all’inizio, con i granata che riuscivano a contenere la sterile pressione juventina, riuscendo anche ad essere pericolosi in contropiede con Meggiorini. Poi la follia di Glik, con un’entrata da codice penale sul malcapitato Giaccherini, giustamente punita dal pessimo arbitro Rocchi con l’espulsione diretta. Il limite del Toro è sempre quello, di considerare il derby come una corrida, confondendo l’intensità agonistica con la mera stupidità. Vergognoso anche solo protestare per un fallo del genere (o tentare di giustificarlo come ha penosamente fatto Mister Ventura a fine partita) e, visto che non è la prima volta, auspico una lunga squalifica per lo sconsiderato giocatore polacco.

Nonostante la giusta espulsione, che ha indirizzato la partita a nostro favore, le decisioni dell’arbitro hanno comunque penalizzato la Juve: Pogba fermato a porta vuota per un inesistente fallo sul portiere, Basha non espulso nonostante, già ammonito, commetta un doppio fallo su Pogba causando un nettissimo calcio di rigore, una sospetta trattenuta su Vucinic in area e tutta una serie di ammonizioni date e non date in modo non proprio chiarissimo. Non è però nostro costume lamentarci dei torti arbitrali, ma concentrarci sui nostri errori, a cominciare dal rigore malamente fallito da Pirlo (ancora lui!) che ha fatto riemergere i fantasmi del Matador Salas.

Per fortuna ci sono dei giocatori nella Juve che sono di un livello superiore e sono in grado con la loro classe di decidere la partite, come Giovinco e, soprattutto, Marchisio, non a caso due prodotti della “cantera” bianconera. Orgoglio piemontese e cuore bianconero, classe e sostanza, rappresentano la storia di questo club e dei tanti campioni che li hanno preceduti. Peccato che Marchisio purtroppo non sarà in campo mercoledì a Donetsk, dove giocheremo una partita ben più importante, che può già segnare in modo pesante la stagione della Juve. Coraggio ragazzi, andiamo a prenderci questo punto!

 

PAGELLE  (4-3-3)

BUFFON 6 Un brividone da Meggiorini poi serata tranquilla, come spesso accade.
LICHTSTEINER 6 A suo agio sia nella linea dei difensori sia quando torna a centrocampo.
BARZAGLI 7 Baluardo difensivo e, complice qualche problemino di Bonucci, si inventa pure play-maker.
BONUCCI 6 Condizionato da un problema al ginocchio, gioca con sicurezza, a volte troppa.
DE CEGLIE 6 Dopo qualche prestazione non all’altezza, si riscatta nel “cantera day” e, nonostante lui non segni, gioca comunque una buona gara.
POGBA 7 Sbaglia qualcosa di troppo sotto porta, ma è calciatore completo, fisico e tecnico al tempo stesso.
PIRLO 5,5 Il problema dei rigori falliti sta diventando serio, in attesa che Andrea lo risolva, sarebbe forse il caso di far calciare altri.
MARCHISIO 8 E’ la sua partita e non la fallisce, due reti e giocate da applausi che rimangono negli occhi anche quando la partita è finita.
GIACCHERINI 5 Rischia gamba e carriera con l’entrata killer di Glik, ma fino ad allora era stato il peggiore in campo e viene quindi giustamente sostituito.
VUCINIC 6 Da sempre l’impressione di poter inventare qualcosa, ma solo a tratti ci riesce.
GIOVINCO 7 Difficile saltare gli attenti difensori granata, ma quando ci riesce sono guai… per il Toro.
     
BENDTNER 5,5 Sembra un corpo estraneo e poi questo non segna manco a porta vuota.
ASAMOAH 6,5 Aumenta la spinta sulla fascia mancina.
MATRI 6 Qualche buono spunto e forse forse non è peggio di Bendtner.
     
CONTE
(ALESSIO)
6,5 Nonostante cambi il modulo di partenza, tornando a quel 4-3-3 che non si vedeva più dallo scorso anno, la Juve fatica fino a quando la partita resta in parità numerica; nella ripresa, con un uomo in più, si torna al 3-5-2 e si vince facile.