domenica 31 ottobre 2010

Niente è impossibile

MILAN – JUVENTUS   ( 1 – 2 )

Chi ci credeva davvero alzi la mano, con il nostro miglior uomo squalificato da una sentenza ingiusta, con i giocatori contati, con Chiellini che si infortuna nel pre-partita e De Ceglie che dopo pochi minuti lo raggiunge in infermeria. Chi credeva davvero che potessimo suonarle al Milan, re del mercato con i suoi acquisti milionari? Soprattutto dopo i primi minuti, in cui abbiamo vacillato parecchio e rischiato più volte l’imbarcata. Invece ce l’abbiamo fatta, con una squadra tosta, solida come l’acciaio temprato, ben messa in campo da un allenatore capace e con motivazioni al limite del fanatismo (basta vedere le esultanze dello splendido Felipe Melo…). Abbiamo saputo giocare e segnare, ma anche soffrire fino all’ultimo secondo per difendere una vittoria d’oro. Forse mi sto facendo prendere la mano, ma a me è sembrato di rivedere la prima Juve di Lippi, un gruppo unito e motivato. La ricreazione è finita, la Juve è tornata!

Certo che questa sera DelNeri ha davvero dovuto raschiare il fondo del barile, costretto addirittura a schierare Pepe come terzino, una soluzione secondo me possibile per il futuro, ma sicuramente azzardata se non viene prima adeguatamente provata in allenamento o magari in partite un po' più semplici. Perché affrontare gente come Robinho, Pato o Ibrahimovic non è semplice per nessuno, nemmeno per chi il difensore lo fa per mestiere, vero Motta? Ma questa sera c’era la sensazione che chiunque giocasse potesse fare bene, perché questa è stata la vittoria del gruppo, più importante dei singoli, un gruppo che, adesso ne sono davvero convinto, può arrivare lontano.

Eppure i singoli che si sono messi in mostra ci sono, su tutti un sontuoso Felipe Melo, grandissimo, ma molto bene anche Marchisio e Quagliarella, per distacco il miglior attaccante della Juve. Che dire poi di Del Piero, non è più il giocatore brillante dei giorni migliori, ma conserva una freddezza davanti al portiere che pochi altri hanno, e che in partite come questa risulta decisiva. Per lui l’ennesimo record, superato Boniperti nel numero di gol segnati in Serie A, ora non ce ne sono più da battere, o forse se ne inventeranno qualcun altro, ma sicuramente, quando smetterà di vestire questa meravigliosa maglia, ne passerà di tempo prima di poter rivedere qualcuno che sappia ancora regalarci queste emozioni.

La classifica si accorcia, ma c’è ancora parecchio da fare. Inter e Milan sono comunque davanti a noi e la Lazio, libera da impegni europei, rischia di scappare via se domani riesce a fare risultato sul difficile campo di Palermo. Ma la strada intrapresa è quella giusta e questa sera, finalmente, possiamo andare a dormire con un po' di sano (e soprattutto giustificato) ottimismo. Grazie ragazzi.

 

PAGELLE

STORARI 6,5 Sempre attento e sicuro, aiuta a sbrigliare molte situazioni difficili.
MOTTA 5,5 Brutti clienti dalle sue parti e lui fa una dannata fatica ad arginarli, riuscendoci in verità assai poco.
BONUCCI 6 Come al solito si concede qualche leggerezza di troppo, ma dimostra di non patire più di tanto l’assenza del collaudato compagno di reparto Chiellini.
LEGROTTAGLIE 6 Rispolverato all’ultimissimo minuto, viene scaraventato in campo contro avversari mica da ridere, ma se la cava tutto sommato bene, nonostante qualche piccola sbavatura.
DE CEGLIE 6,5 Anche lui accusa inizialmente la pressione milanista, ma conferma di essere in grandissima crescita, e prova ne è anche lo splendido cross che deposita sulla testa di Quagliarella per il gol dell’1-0. Speriamo che l’infortunio che lo costringe presto a uscire sia di lieve entità, sarebbe un peccato perderlo proprio ora.
MARCHISIO 7,5 Grande jolly del centrocampo, gioca bene ovunque DelNeri lo sposti e diventa una preziosissima pedina per lo scacchiere tattico del tecnico friulano.

FELIPE MELO

8

Incredibile che questo portento sia lo stesso giocatore dello scorso anno, con le sue giocate scombina completamente il pressing milanista ed è il punto di partenza di ogni azione juventina.
AQUILANI 5,5 Meno brillante del solito, scivola spesso e perde molti palloni che potevano diventare pericolosi.
MARTINEZ 6 Qualche buono spunto, ma Krasic è di un altro pianeta.
QUAGLIARELLA 7,5 Lotta come un indemoniato su ogni pallone e trova pure il tempo di segnare uno splendido gol, dimostrandosi ancora una volta giocatore di grande utilità e, soprattutto, di gran lunga il miglior attaccante della Juve.
DEL PIERO 7 Il Capitano è un discorso a parte, non è più brillante ma gioca sempre con grande generosità, sfiancandosi in un lavoro “sporco” per imbrigliare la fonte del gioco avversario, Pirlo, ma riuscendo comunque alla fine a piazzare la zampata del campione, che vale 3 punti, il record di gol in Serie A con la Juve e forse anche molto di più.
     
PEPE 6 Senza preavviso si ritrova a fare il terzino, certo soffre un po' Ibra, ma difficile condannarlo per questo, anzi, secondo me dimostra che, con un po' di allenamento, può ricoprire egregiamente questo ruolo, come a suo tempo fece Zambrotta.
SISSOKO 6 Gran pasticcione, sbaglia un gol facile facile ma riesce comunque a confezionare l’assist per Del Piero, rischia il clamoroso rigore al 95° ma il guardalinee lo salva, alla fine il saldo è comunque positivo, con un po' di buona sorte.
AMAURI s.v. Recuperato in tempo record giusto giusto per disputare pochi minuti in cui fa l’unica cosa che gli riesce in questo momento, lottare su ogni pallone.
     
DELNERI 8 E’ la sua vittoria, del suo gruppo, dei suoi uomini, della sua capacità di motivarli, di schierarli in campo, di renderli partecipi dell’unico grande progetto: vincere! Tante scuse Mister, avevamo dubitato di lei, ci dobbiamo ricredere, complimenti.

domenica 24 ottobre 2010

Non così, Milos

BOLOGNA – JUVENTUS   ( 0 – 0 )

Che fosse una trasferta difficile, quella di Bologna, lo si sapeva, ma era comunque importante centrare una vittoria per accorciare le distanze con la testa della classifica, in previsione anche della prossima difficile partita, che ci vedrà sfidare il Milan a San Siro, nel posticipo di sabato sera. Ma purtroppo così non è stato, nonostante un buon avvio, da grande squadra, consapevole dei propri mezzi. Prima abbiamo lasciato sfogare l’irruenza dei padroni di casa, poi pian piano abbiamo alzato il ritmo e guadagnato campo, diventandone ben presto padroni. Per gli emiliani c’è stato poco da fare, se non difendere il pareggio, cosa che per altro hanno fatto senza troppe difficoltà. Un po' per meriti propri, ma soprattutto per la totale inconsistenza dell’attacco bianconero, nonostante DelNeri abbia fatto ruotare tutte le punte a disposizione. Dopo lo sciagurato Amauri, che tanto per cambiare si infortuna subito, ma non prima di aver fallito un paio di clamorose palle gol, è il turno di un impresentabile Iaquinta, che, oltre a non combinare nulla di buono, riesce pure a fallire un calcio di rigore, dopo aver convinto Felipe Melo a lasciarglielo battere. C’è da dire in tutta onestà che il rigore non c’era assolutamente, anzi, francamente mi ha dato molto fastidio la brutta simulazione di Krasic. La Furia Serba era stata, fin a quel momento, uno tra i migliori in campo, ma questo gesto non è da Juve. MIlos ha sbagliato, non crocifiggiamolo, anzi, ha rovinato più se stesso che non altri, visto l’errore di Iaquinta dagli 11 metri. Da quel momento i fischi del Dall’Ara, o forse i rimorsi di coscienza, hanno completamente spento tutto il suo ardore agonistico, e rischia ora di farsi anche una pessima fama di simulatore. Mi piacerebbe vederlo davanti a telecamere e taccuini a scusarsi per il brutto gesto, perché lui non ha certo bisogno di buttarsi per terra per segnare.

Venendo un po' alle cose che invece hanno funzionato, la difesa si è confermata attenta e non abbiamo rischiato praticamente nulla. Bene Motta, ritornato titolare dopo l’infortunio di Grygera, molto bene De Ceglie, in grande crescita dopo un avvio di stagione assai complicato, un po' come tutta la retroguardia juventina. Positivo anche il centrocampo, con Aquilani su tutti, che spicca per personalità, geometrie e freddezza, anche nelle situazioni più complicate. Ma dalla cintola in su, come direbbe l’Avvocato, è un pianto greco, l’unica nota positiva sono i buoni 20 minuti (abbondanti) di Martinez. Forse a gennaio si potrà fare qualcosa sul mercato, se non si sveglia qualcuna delle nostre punte, ma il problema è che nel frattempo, chi segna? Quando non ci pensa Krasic o uno degli altri centrocampisti, siamo a secco; anche oggi il più pericoloso alla fine è stato Marchisio. Speriamo ancora una volta in San Gigi DelNeri, se è riuscito a rendere invalicabile la difesa colabrodo vista nelle prime partite di stagione, chissà mai che non riesca a fare un miracolo anche con Amauri e Iaquinta.

 

PAGELLE

STORARI 6 Praticamente inoperoso, un brivido solo nel finale, quando si infortuna leggermente dopo che tutti e tre i cambi erano già stati fatti.
MOTTA 6 Una brutta ammonizione dopo 10 minuti rischia di condizionarne la partita, invece Motta si dimostra comunque all’altezza della situazione.
BONUCCI 6 Alterna eleganti giocate a svarioni imbarazzanti, ma questa volta almeno non combina guai.
CHIELLINI 6,5 Guida con esperienza e grande attenzione tutta le linea difensiva, da vero leader, peccato che ogni tanto decida di buttare via il pallone invece che passarlo al compagno più vicino.
DE CEGLIE 6,5 E’ una grande soddisfazione vedere questo ragazzo che, sotto la guida di DelNeri, cresce partita dopo partita, attento in difesa e pericoloso con le sue incursioni sulla fascia.
KRASIC 5 Inizia alla grande, come al solito, poi commette la sciocchezza di tuffarsi in area e guadagnare un rigore immeritato, ma da lì in avanti la sua partita finisce, tra gli ululati di uno stadio intero e la consapevolezza di averla fatta grossa; DelNeri giustamente lo toglie.

AQUILANI

7

Mi piace un sacco questo giocatore, sempre calmo e tranquillo, a suo agio con il pallone tra i piedi, sa sempre fare la cosa più giusta; anche la squadra dimostra di fidarsi di lui e quasi tutti i palloni passano tra i suoi educati piedi.
FELIPE MELO 6,5 Ormai non stupisce più, si integra alla perfezione con Aquilani ed è una sicurezza, anche quando si lascia andare a qualche numero “da brasiliano”.
MARCHISIO 7 A sua agio nel modulo pensato da Delneri, gioca con grande attenzione, consapevole di essere a rischio squalifica per la prossima partita di San Siro, ciò nonostante è uno dei migliori ed anche più pericoloso di tutti gli attaccanti.
QUAGLIARELLA 5,5 Combina pochino, sbagliando una clamorosa occasione da gol a porta quasi vuota, levando il pallone dai piedi di Amauri, anche se è tutto da dimostrare che il numero 11 avrebbe segnato…
AMAURI 4,5 Arrivano parecchi cross, dovrebbe essere un paradiso per uno con le sue caratteristiche, ma ormai per lui inquadrare la porta è diventata una missione impossibile; tanto per cambiare si infortuna ed esce dopo poco più di 20 minuti, senza lasciare grandi rimpianti.
     
IAQUINTA 4 Una prestazione penosa, resa ancor più tragica dal rigore malamente calciato, anche se forse è stato giusto così, visto che non c’era.
DEL PIERO 5,5 Di fronte alla prepotenza fisica dei felsinei, nemmeno entrando a partita avanzata riesce a competere.
MARTINEZ 6 Nell’assoluta pochezza dell’attacco bianconero, l’unico raggio di sole è l’incoraggiante prestazione del Malaka, autore di uno splendido slalom “alla Del Piero” dei tempi d’oro, rovinato però da una conclusione maldestra.
     
DELNERI 6 Schierando la formazione migliore lancia un segnale forte alla squadra, che rischiava di avere già la testa alla partita con il Milan, ma purtroppo le sue buone intenzioni si infrangono su un reparto offensivo assolutamente inconcludente; speriamo che riesca a ripetere con gli attaccanti il miracolo già riuscito con la difesa, diventata ormai solidissima.

giovedì 21 ottobre 2010

Senza alternative

SALISBURGO – JUVENTUS   ( 1 – 1 )

Per questa sfida di Europa League DelNeri sceglie giustamente di far riposare qualche giocatore fondamentale in questo inizio di stagione, come Krasic e Felipe Melo, cercando contestualmente di inserire in squadra qualcuno che finora ha avuto poche occasioni, come Martinez o Sissoko, o altri che ultimamente sono stati un po' messi da parte, come Pepe, approfittando anche dell’impossibilità di schierare Aquilani e Quagliarella. Purtroppo però le risposte avute dai “nuovi” non sono state all’altezza delle aspettative. Il bel centrocampo che ci ha tanto impressionato nelle ultime gare, ha lasciato il posto ad un quartetto improponibile, in cui non si salva nessuno. Soprattutto i due esterni, Pepe e Martinez, deludono tantissimo, non allargano mai il gioco e tendono sempre ad accentrarsi, evidenziando il fatto che forse questo ruolo non gli si addice molto. Male anche Sissoko, che sbaglia passaggi elementari, e nel marasma generale affonda pure Marchisio, l’unico titolare sopravvissuto alla legge del turn-over. Sonora bocciatura anche per Amauri, ancora lontanissimo da una forma quanto meno accettabile.

Con queste premesse scaturisce un primo tempo da brividi, che ricorda tanto la Juve dello scorso anno, in cui si salvano soltanto un roccioso Chiellini, che limita fin che può i danni, e il solito Del Piero, che con intelligenza ed esperienza cerca di combinare qualcosa là davanti, con scarsi risultati però. Inevitabile che prima o poi arriva il gol degli austriaci, che convince DelNeri a rivedere le sue scelte. Dentro allora Milos Krasic e per magia cambia tutto, non solo per la rete messa a segno dal serbo al primo pallone toccato, ma soprattutto per la carica che riesce a trasmettere a tutta la squadra. Purtroppo però non basta nemmeno questo per ottenere una vittoria quanto mai importante, contro la squadra probabilmente più scarsa del girone. La contemporanea vincita del Manchester City contro i polacchi del Lech Poznan ci lascia ancora in corsa per la qualificazione, ma come giustamente ha detto il Mister, giocando così sarà difficile andare avanti. Sicuramente non ci sono gli stimoli della Champions, come si vede anche dai risultati delle altre italiane, ma per noi sarebbe comunque un palcoscenico importante, in attesa di riconquistare quello più prestigioso. Ma soprattutto c’è molto da riflettere sulla rosa juventina, questa sera è sembrato evidente che, alle spalle di una buona formazione titolare, c’è il vuoto assoluto. Speriamo che, quando acquisteranno una forma migliore, i vari Martinez, Pepe, Sissoko, Amauri, mi smentiscano sul campo, ma, al momento, c’è poco da stare tranquilli, siamo senza alternative valide.

 

PAGELLE

MANNINGER 7 Gioca in casa e salva la baracca con una gran parata nei minuti di recupero.
GRYGERA 6 Qualche difficoltà di troppo, ma soprattutto un brutto infortunio che temo lo terrà fuori per un po'.
BONUCCI 5,5 Un gravissimo errore sul gol austriaco, imperdonabile per un difensore giovane ma già molto esperto.
CHIELLINI 6,5 Cerca di coprire le mancanze altrui con grande grinta, ma quando imposta l’azione è sconsolante.
DE CEGLIE 6,5 E’ in grande crescita, anche questa sera disputa un’ottima gara, sia in difesa, sia quando si spinge in avanti e, da un suo cross, nasce il gol del pareggio.
MARTINEZ 5 Lontano da una forma accettabile, sembra sempre fuori ruolo, non si è ancora adattato né alla posizione né alla squadra in cui sta giocando.
SISSOKO 5 Non si può giocare con questo ragazzo in cabina di regia, visto che non riesce nemmeno ad azzeccare passaggi di 5 metri.
MARCHISIO 5,5 Nel marasma generale affonda pure lui, meglio nella ripresa.
PEPE 5 L’aver perso il posto da titolare ha forse minato le sue convinzioni, perché ora non riesce più nemmeno a fare il compitino sulla fascia.
DEL PIERO 6 Esperienza, intelligenza tattica e tanta classe, gli consentono di giocare sempre ad un certo livello, anche se ha sulla coscienza qualche errore di troppo sotto porta.
AMAURI 5 Improponibile un centravanti che non riesce a fare un tiro in porta degno di questo nome in 90 minuti, così non si va lontano.
     

KRASIC

7

Come Cimabue, ne fa uno e ne sbaglia due, ma quando entra lui è tutta un’altra musica.
FELIPE MELO 5,5 Giocatore molto umorale, quando inizia a sbagliare è difficile che si riprenda.
MOTTA 6 L’infortunio di Grygera gli offrirà probabilmente una seconda opportunità, dopo che ha fallito la prima, speriamo questa volta sappia coglierla.
     
DELNERI 6 Giusto fare turn-over, anzi, io avrei messo dal primo minuto anche Motta e Legrottaglie, ma purtroppo è evidente che questa è un’altra squadra rispetto alla Juve che ha spianato il Lecce domenica scorsa.

domenica 17 ottobre 2010

Goal machine

JUVENTUS – LECCE   ( 4 – 0 )

Questa era una partita importantissima per la Juve, non tanto per l’avversario in se, quanto per dimostrare di essere davvero una grande squadra. Perché le grandi squadre, nelle partite contro le piccole, vincono, senza che il risultato sia mai in discussione, senza se e senza ma, senza rischiare, vincono e basta. Ed oggi la Juve ha vinto, alla grande, asfaltando i malcapitati salentini sotto un diluvio di reti, come ci ha abituato quest’anno, ma concedendo agli avversari una sola vera occasione da gol, in cui per altro Storari ha dimostrato davvero di non far rimpiangere un colosso come Buffon.

Una Juve perfetta in tutti i reparti, ma soprattutto la marcia in più di questa squadra è il centrocampo, un mix di qualità e forza fisica con pochi eguali, non solo in Italia, ma azzardo addirittura in Europa. Del resto ricordo che lo scorso anno Zaccheroni andava ripetendo che le partite si vincono a centrocampo, ed aveva ragione. Quest’anno però sembra che abbiamo trovato davvero la quadratura del cerchio, con due innesti fondamentali come Aquilani e Krasic. L’ex romanista è il giocatore che ci mancava, la mente della squadra, uno a cui il pallone non scotta mai tra i piedi, mentre il serbo è una vera e propria arma letale, un carrarmato che spiana il campo davanti a se. Affonda nelle difese avversarie come un coltello caldo nel burro, quasi impossibile fermarlo senza commettere fallo, le ammonizioni degli avversari si contano ad ogni partita e spesso chi giostra nella sua zona rimedia figuracce. Con questi due è tutta un’altra musica ed anche il bistrattato Felipe Melo è rinato a nuova vita, ritrovando gioia nel giocare e, di conseguenza, giocando benissimo. Lo stesso Marchisio ha messo da parte le remore a giocare a sinistra e sembra integrarsi benissimo con i suoi tre compagni, a formare una linea mediana da sogno.

Se proprio vogliamo trovare qualcosa che non va, bisogna spostarsi più avanti, dove Amauri non riesce a sbloccarsi e, nonostante qualche buon uno-due, non trova mai la porta. Per carità, la Juve segna (e pure tanto) anche così, certo che, con il gran numero di cross che spiovono in mezzo, il centravanti qualcuna la deve pur buttare dentro. Non a caso sui giornali circolano i soliti nomi accostati alla Juve, da Dzeko a Luis Fabiano, ma a me basterebbe ritrovare quel gran bel giocatore che abbiamo ammirato nella prima mezza stagione alla Juve, ormai due anni fa. Quell’Amauri è stato in grado di sostenere l’attacco da solo, ma purtroppo si è eclissato dopo alcuni infortuni e un’annata infelice per tutta la squadra. Ora abbiamo ancora bisogno di lui, se vogliamo davvero puntare in alto.

Intanto la classifica inizia ad assumere una fisionomia più realistica ed i valori iniziano a delinearsi. A parte la sorpresa Lazio e con Roma e, soprattutto, Fiorentina ancora un po' attardate, comunque le favorite della vigilia stanno emergendo dal gruppone, le milanesi davanti a lottare per il vertice e Napoli, Juve, Palermo e Sampdoria, nell’ordine, ad inseguire, con l’obbiettivo di un posto nell’Europa della ricca Champions League. Lo scetticismo iniziale sta lasciando lentamente spazio ad un cauto ottimismo, il lavoro di DelNeri inizia a dare i frutti sperati, gli acquisti effettuati stanno dando ragione a Marotta ed al suo staff, ma la delusione della scorsa stagione frena ancora ogni possibile entusiasmo. Procediamo a piccoli passettini, prima l’impegno di giovedì in Europa League (finalmente in TV in chiaro!) e poi domenica prossima a Bologna, una trasferta difficile in uno stadio che ci detesta (come spesso accade, alla faccia dell’operazione “simpatia”…), insomma altri esami per questa Juve.

 

PAGELLE

STORARI 6,5 Essere il portiere della Juve significa dover fare magari un solo intervento in tutta la partita, ma non poterlo sbagliare, e Storari dimostra di essere un portiere da Juve.
GRYGERA 6 Partita umile e concreta, coprendo le spalle a Turbo Krasic.
BONUCCI 6 Qualche svarione su alcuni cross dalla trequarti.
CHIELLINI 6,5 Lui invece non molla un pallone e dalle sue parti non si passa, mai.
DE CEGLIE 6 Discreta partita, con qualche pregevole incursione sulla fascia, anche se i cross non sono sempre precisissimi.

KRASIC

8

Un’ira di Dio, veloce, intelligente, con grande tecnica e un fisico possente, quando cambia passo per gli avversari non c’è scampo.
AQUILANI 7,5 Oggi trova anche il gol da lontano, una delle sue armi, ma il meglio lo da soprattutto nella grande capacità di gestire il pallone.
FELIPE MELO 7,5 Scopriamo di aver un nuovo rigorista (almeno quando non gioca Del Piero), ma soprattutto abbiamo la conferma di aver trovato un signor centrocampista, ed ogni pallone vagante in zona è suo.
MARCHISIO 7 Lontani i tempi in cui si intristiva giocando largo a sinistra, gli schemi di DelNeri lo esaltano e si scopre bravo anche da esterno, lasciando la zona centrale al Principino Aquilani.
QUAGLIARELLA 6,5 Un gol in tuffo a “pelle d’orso” e un altro malamente sbagliato, ma è pur sempre il miglior marcatore della Juve in campionato.
AMAURI 6 Sufficienza di stima e per il bel uno-due con Krasic da cui nasce l’azione del terzo gol, ma un centravanti deve segnare.
     
SISSOKO 6 E’ stato messo un po' in disparte e ne soffre, ma sarebbe un peccato perdere un giocatore così, anche se in questo momento è senza dubbio una riserva, di lusso, ma una riserva.
PEPE 6 Dopo un discreto inizio di stagione, sembra che DelNeri abbia trovato la quadratura del cerchio con Marchisio esterno sinistro, ma ci sarà ancora spazio anche per Pepe.
DEL PIERO 7 Se si convince a giocare così, cioè entrando a partita in corso, può diventare un’arma micidiale, con il suo fantastico fiuto del gol, lo stesso che l’ha portato ad eguagliare l’ennesimo record, i 178 gol in serie A di Giampiero Boniperti.
     
DELNERI 7 La squadra cresce di giornata in giornata, il suo lavoro inizia a dare i frutti sperati e lui non molla di un millimetro, urlando e agitandosi anche sul 3-0 come se fossimo ancora 0-0.

domenica 3 ottobre 2010

La Juve c’è

INTER – JUVENTUS   ( 0 – 0 )

Chi cercava in questa partita delle conferme, le ha trovate. E’ finita a reti bianche ma la Juve ha dimostrato di saper giocare alla pari con i campioni d’Europa, ha dimostrato di essere una squadra che può lottare fino in fondo per qualsiasi obbiettivo. E’ stata una partita bellissima, nonostante non siano arrivati i gol, con occasioni da una parte e dall’altra e, alla fine, con un pareggio giusto, che può soddisfare entrambi. Ma soprattutto la Juve, che sta crescendo di giornata in giornata, questa sera ha dimostrato di sapere costruire gioco con manovre organiche, non solo difesa e contropiede. Ora anche il reparto arretrato dimostra solidità, dopo due prove difficilissime come quella di Manchester e quella contro l’Inter, ma soprattutto contro uno straordinario Eto, in condizioni di forma impressionanti ma ben contenuto dai nostri difensori. Grande merito di tutto ciò va ascritto ai giocatori, ma soprattutto a Mister DelNeri, tanto bistrattato ma che in realtà sta dimostrando sul campo di sapere il fatto suo.

Anche le scelte di mercato, che avevano fatto storcere il naso ai sostenitori della teoria del “ridimensionamento”, si stanno rivelando per la gran parte azzeccate. Di Krasic si è già detto e scritto molto, ma soprattutto questa sera hanno impressionato i due centrocampisti centrali. Felipe Melo molti, tra cui il sottoscritto, l’avrebbero (s)venduto al miglior offerente, invece è stato confermato ed ora è un centrocampista tra i più forti in circolazione. E che dire di Aquilani, una sorpresa estratta dal cilindro di Marotta (esperto nel rivalorizzare giocatori italiani in crisi all’estero), che sembra proprio essere il giocatore di qualità che mancava al centrocampo bianconero. Se proprio dobbiamo fare delle critiche a questa squadra, manca qualcosa in attacco, Iaquinta e Quagliarella hanno deluso un po', in attesa del rientro di Amauri possiamo rammaricarci di non avere preso un bomber tipo Dzeko, che ci avrebbe reso ancor più forti.

Il buon pareggio alla fine ci allontana però ancora di più dalla testa della classifica, che ora è la sorprendente Lazio a 5 punti, anche se agganciamo il settimo posto e siamo comunque a tiro delle principali avversarie, le due milanesi, mentre la Roma di Ranieri è partita un po' maluccio. Dopo la sosta per le nazionali dovremo riprendere il cammino per riavvicinarci alla vetta, approfittando di due partite non impossibili, come Lecce e Bologna, prima di tornare a San Siro per sfidare l’altra padrona di casa, il Milan di Ibrahimovic. Speriamo solo che la sosta non interrompa questa crescita continua della Juve.

 

PAGELLE

STORARI 6,5 Un solo intervento ma determinante.
GRYGERA 6 Brutti clienti dalle sue parti, ma ben contenuti da un difensore ritrovato.
BONUCCI 6 Si fa saltare troppo facilmente ed ha qualche esitazione di troppo.
CHIELLINI 7 E’ tornato il muro invalicabile per gli avversari.
DE CEGLIE 6,5 Ben aiutato dalla squadra, disputa la miglior partita dell’anno, contro gli avversari più complicati, poi l’ennesimo infortunio lo costringe ad uscire.
KRASIC 6,5 Si vede a tratti, ma quando accelera fa la differenza ed anche per la solida difesa nerazzurra fermarlo è un bel problema.
FELIPE MELO 6,5 Fa un po' di confusione all’inizio, forse per la voglia di strafare, poi diventa padrone assoluto delle linea mediana.

AQUILANI

7

Il giocatore che ci mancava, tanta qualità nelle giocate semplici come in quelle più complicate, si integra alla perfezione con Felipe Melo.
MARCHISIO 6,5 Forse non ama molto giocare a sinistra, ma questa sera è stato determinante per frenare le pericolose avanzate di Maicon.
QUAGLIARELLA 5,5 Ha sulla coscienza un gol clamorosamente fallito a tu per tu con Julio Cesar.
IAQUINTA 5,5 Sgomita, lotta, ma pasticcia molto, troppo, senza rendersi quasi mai pericoloso.
     
MOTTA 6 Quando l’abbiamo visto entrare abbiamo temuto il peggio, considerando l’Eto di questa sera, invece se l’è cavata discretamente.
DEL PIERO 6 Importante nel finale di partita, con la squadra un po' stanca, per mantenere il possesso di palla, anche se a volte sembra un po' troppo egoista.
SISSOKO 6 Rileva uno spossato Aquilani, ma la qualità non può essere la stessa, anche se il Sissoko visto a Manchester è un signor centrocampista.
     
DELNERI 7 Prepara bene la gara, giocando la carta Marchisio a sinistra che si rivela azzeccata, ma soprattutto la squadra cresce di partita in partita e la sua mano si vede sempre di più.