venerdì 31 agosto 2012

Finalmente è finita

Premetto che sono convinto che il mercato di una squadra non si valuti il 31 agosto ma a maggio dell’anno successivo. La lezione dello scorso anno dovrebbe esserci servita, quanti di noi un anno fa erano quanto meno perplessi del mercato juventino, eppure, sappiamo tutti com’è finita. Chi vince ha sempre ragione, quindi, nonostante degli innegabili errori, il saldo della gestione Marotta non può che essere positivo fino ad oggi. Ed anche quest’anno la storia sembra ripetersi, alcuni buonissimi acquisti ma anche molta perplessità tra tifosi e addetti ai lavori. Speriamo che l’epilogo sia lo stesso…

Come l’anno scorso il mercato bianconero è iniziato a gonfie vele, ottimi gli acquisti di Asamoah e Isla (ma non certo a buon mercato…), anche se quest’ultimo non abbiamo ancora avuto il piacere di vederlo in campo a causa di un brutto infortunio rimediato nel finale della scorsa stagione. Qualche perplessità, alla luce anche delle prime uscite, sull’arrivo, dagli odiati nemici nerazzurri, di Lucio, ma dopotutto si tratta di un rincalzo di esperienza e non certo di un titolare. Convincente invece il mercato dei giovani, investimento per il futuro, con la stellina francese Pogba, soffiata a Sir Alex Fergusson, su tutti. Positivo anche il rientro a casa di Giovinco (la cui maturazione a Parma ci è costata diversi milioni di euri), che andrà di fatto a sostituire in rosa Capitan Del Piero. Consolidati quindi difesa e centrocampo, due reparti che già avevano convinto lo scorso anno e che ora sembrano ancor più competitivi, anche sul grande palcoscenico europeo che ci vedrà di nuovo protagonisti dopo alcuni anni di lontananza. Tutto bene, ma…

Ma la scorsa stagione eravamo tutti concordi che il punto debole della Juve era l’attacco e che, con una struttura di squadra già consolidata, si potevano concentrare tutti gli sforzi sul famoso top player, l’attaccante in grado di farci fare il salto di qualità. E naturalmente il nostro AD Marotta confermava sempre tutto, alimentando, per il terzo anno consecutivo, i sogni dei tifosi e i titoloni dei giornali, con grandi nome del calibro di Van Persie, Higuain, Dzeko, Suarez, Cavani, Jovetic, etc. Com’è finita ormai lo sappiamo, non è arrivato nessuno di questi, ma ci dovremo accontentare ancora una volta di una seconda scelta last minute, il danese Bendtner, sui cui non voglio esprimere giudizi, lasciando il verdetto al campo, com’è giusto che sia. Probabilmente ha le caratteristiche che ci servivano, centravanti fisico in grado di giocare spalle alla porta e fare da sponda per gli inserimenti di centrocampisti e attaccanti, bravo a difendere il pallone e aiutare la squadra a gestire il risultato (una delle lacune della Juve dello scorso anno) e abile di testa per cercare una soluzione aerea ai cross che spiovono in area di rigore nelle partite complicate. Non è certo il top player che ci era stato promesso e che tutti si aspettavano, ma se riusciamo a fargli tener su i pantaloni forse ne può uscire un discreto giocatore. Forse è giusto non sperperare milioni come fanno certi club europei, ma allora perché Marotta tutti gli anni regolarmente fa promesse che non è poi in grado di mantenere?

A peggiorare la situazione c’è stato il brutto pasticcio Berbatov, meglio che il folle bulgaro non sia venuto, ma perché fare questo sgarbo alla Fiorentina allora? Nemmeno fosse stato Cristiano Ronaldo… Rischiando di compromettere i rapporti con la società che detiene il cartellino di Jovetic, uno per cui una follia sarebbe forse giustificata, e facendo una figuraccia colossale. Marotta, diciamo la verità, è sembrato un uomo in difficoltà in questi ultimi giorni. Anche i consueti problemi nelle cessioni non depongono a suo favore, quasi sempre per liberarci dei giocatori che non rientrano più nei piani societari siamo costretti a regalarli o comunque a rimetterci parecchi soldi, oppure a pagarli per tenerli fuori rosa. Spero che i risultati ancora una volta zittiscano le critiche e diano ragione a Marotta, d’altronde fare mercato è un mestiere difficile, ma i dubbi sulle sue reali capacità sono molti. Ma per fortuna il mercato ora è finito, almeno fino a gennaio possiamo concentrarci sul calcio giocato, sul campionato e sulla Champions League, che ci vedrà debuttare il 19 settembre nella prestigiosa cornice di Stanford Bridge a Londra, contro i campioni d’Europa del Chelsea. Bentornata Juve.

domenica 26 agosto 2012

Deja vu

JUVENTUS – PARMA   ( 2 – 0 )

Come l’anno scorso iniziamo allo Juventus Stadium contro il Parma, e come l’anno scorso iniziamo vincendo. Come l’anno scorso il primo gol del campionato è di Stephan Lichtsteiner, ma le analogie con il passato si fermano qui. La partita dello scorso anno fu una meravigliosa lezione di calcio spettacolo, vinta largamente, senza nessun problema, con quattro gol bellissimi. Non si può certamente dire altrettanto di quella di quest’anno, pur conclusa con una netta vittoria. Merito certamente di un Parma diverso e molto più attento in campo da quando sulla panchina siede Donadoni, ma anche la Juve, pur rinforzata dai nuovi acquisti, non ha destato la stessa impressione di quella che aveva meravigliato tutti un anno fa. Forse oramai ci siamo fatti la “bocca buona”, anche lo Juventus Stadium, a tratti stranamente silenzioso, non è sembrata più la bolgia infuocata che faceva tremare le gambe ai nostri avversari.

C’è sicuramente da dire che la partita dello scorso anno, complice lo sciopero dei calciatori, si giocò l’11 settembre, mentre oggi siamo solo al 25 agosto e il duro lavoro della preparazione estiva si fa ancora sentire. Infatti la squadra nel primo tempo è sembrata lenta ed imballata, senza idee ne intensità di gioco, come avvenne già nel primo tempo della finale di SuperCoppa contro il Napoli. Sono stati ripetuti anche alcuni errori difensivi (di Bonucci) che a Pechino ci costarono carissimi, ma che fortunatamente contro gli emiliani non abbiamo pagato, ma che dovranno per forza essere eliminati. Non abbiamo nemmeno saputo sfruttare la grande occasione del calcio di rigore concesso a nostro favore, malamente fallito da Vidal, anche se forse è stato meglio così, perché l’azione da cui è scaturito era viziata da un netto fuorigioco di Lichtsteiner.

Come in SuperCoppa però, nel secondo tempo è rientrata in campo un’altra squadra, da subito più determinata ed aggressiva ed il Parma è ben presto stato schiacciato dalla pressione juventina, fino al micidiale uno-due in 4 minuti che ha chiuso la gara, nonostante qualche pericoloso calo di tensione nel finale. Da quest’anno sono stati introdotti i giudici di porta e subito hanno avuto il battesimo del fuoco, con due decisioni difficili ma entrambe corrette in occasione del rigore (il fuorigioco non è di competenza del giudice di porta) e soprattutto del raddoppio di Pirlo, un classico caso di gol fantasma ben interpretato dal bravissimo collaboratore dell’arbitro. Io sono sempre stato un sostenitore della tecnologia piuttosto che aumentare il numero di arbitri, ma devo ammettere che con le telecamere è stato molto difficile determinare quello che il giudice di porta aveva giustamente sancito in tempo reale. Una decisione buona quella dell’introduzione dei 6 arbitri, come anche quella della panchina lunga, che evita l’onta della tribuna a molti giocatori, viste le rose sempre più ampie, e permette all’allenatore di poter sempre attingere a tutte le risorse della propria squadra. Quando la federazione prende delle buone decisione è corretto riconoscerlo, come è legittimo protestare e combattere contro le ingiustizie come quella subita da Conte.

La mancanza del Mister in panchina devo dire che non si è sentita particolarmente oggi. Io, dopo il primo tempo scialbo, avrei tolto lo spento VIdal ed inserito Matri, passando al modulo 4-3-3 che preferisco e che, tra l’altro, avrebbe riportato Lichsteiner nella posizione che esalta maggiormente le sue caratteristiche, sulla linea dei difensori, mentre nella prima parte della gara era rimasto dimenticato da tutti, largo e isolato alla destra del centrocampo. Invece Carrera ha lasciato tutto com’era, cercando solo di allargare di più il gioco e di conseguenza la difesa gialloblu, ed il risultato si è visto con il gol nato da una spettacolare discesa sulla sinistra di Asamoah, chiusa con il taglio di Lichsteiner dalla corsia opposta. Il ghanese si sta dimostrando un acquisto di grandissimo livello e penso che sarà impossibile toglierlo dalla formazione titolare finché giocherà su questi livelli. Un vero “top player” si potrebbe dire, visto che ormai le speranze di veder arrivare un grande attaccante sono ridotte al lumicino, a pochissimi giorni dalla fine del mercato. Un peccato, perché anche contro il Parma, pur non giocando benissimo, la squadra ha dimostrato che con un goleador di razza là davanti avrebbe potuto chiudere la partita prima.

 

PAGELLE  (3-5-2)

STORARI 6 Poco impegnato, quando viene chiamato in causa risponde sempre presente, anche se con qualche incertezza di troppo.
BONUCCI 5,5 Eleganti chiusure alternate a paurosi svarioni che deve assolutamente evitare.
MARRONE 6,5 Impressiona la calma con cui gestisce il pallone anche nelle situazioni più calde, anche se i movimenti difensivi sono ancora da mettere a punto (a volte “rincula” troppo).
BARZAGLI 6,5 A sinistra come a destra, dove c’è lui non passa nessuno.
LICHTSTEINER 6,5 Primo tempo non pervenuto, ad eccezione dell’azione del rigore, ma nella ripresa spiana la strada alla vittoria con uno splendido taglio da destra. Penso però che questo non sia il suo ruolo e quando rientreranno Pepe e soprattutto Isla, dovrà accomodarsi in panchina con questo modulo.
VIDAL 5,5 Non è brillante, forse la pubalgia lo condiziona ancora, ed anche il rigore malamente calciato è un segale.
PIRLO 6,5 Come al solito è guardato a vista e si limita al minimo sindacale, trovando più spazi quando la partita si sblocca. Calcia astutamente la punizione del definitivo 2-0.
MARCHISIO 6,5 Giocatore di classe superiore, strappa applausi e oh di meraviglia al pubblico con giocate sopraffine.
ASAMOAH 7 Ancora una volta il migliore in campo, nonostante giochi in un ruolo diverso rispetto a quello a cui ci aveva abituato a Udine. Attento in difesa, entusiasma lo stadio con i suoi recuperi e quando arriva sul fondo piazza l’assist vincente.
GIOVINCO 6 Da lui ci si aspetta di più, da sempre la sensazione di poter inventare qualcosa ma manca sempre sul più bello, soprattutto sotto porta dove serve più cattiveria.
VUCINIC 6,5 E’ ancora lui l’uomo più pericoloso, anche se manca un po' di concretezza.
     
PADOIN 6 Onesto mestierante, da il cambio a uno sfinito Lichtsteiner.
MATRI 6 Visto che non arriva il top player, si gioca il posto in attacco a fianco dell’intoccabile Vucinic; forse poteva entrare prima, quando gli spazi a disposizione degli attaccanti erano aumentati.
DE CEGLIE s.v. Rileva l’infortunato Giovinco per pochi spiccioli di gara, per lui, con un Asamoah così, sarà dura trovare spazio.
     
CONTE
CARRERA
6,5 Primo tempo deludente, nella ripresa la squadra cambia ritmo e vince senza problemi: cosa avrà detto Carrera negli spogliatoi? Conte è nascosto dietro i vetri a specchio che prende a pugni quando i ragazzi sbagliano qualcosa, ma è come se fosse in panchina.

mercoledì 22 agosto 2012

Banditi

Forse c’era da aspettarselo, almeno stando alle statistiche, che il processo d’appello confermasse le sentenze di primo grado per Antonio Conte e gli altri. Ma dopo l’impareggiabile arringa della bravissima Avvocato Bongiorno, un po' ci avevamo sperato, almeno in uno sconto di pena. In realtà per uno dei capi d’accusa (Novara-Siena), quello della famosa “riunione tecnica”, il Mister è stato prosciolto, ma per l’altro (AlbinoLeffe-Siena) viene confermata la colpevolezza aumentando la pena a 10 mesi. In sostanza non cambia nulla. Sembra quasi una presa in giro, o forse lo è, una vergogna per un paese democratico quale crediamo che sia quello in cui viviamo. Purtroppo non fanno solo danno alla Juve e a Conte, ma a tutto il calcio italiano. In un momento in cui la crisi economica sta colpendo duramente anche il mondo dorato del pallone, è ancor più  difficile attirare gli interessi stranieri, investitori o giocatori che siano, sapendo che devono affidarsi ad un sistema tanto assurdo e fuori da ogni regola e da ogni logica.

Non è ancora detta l’ultima parola, rimane l’ultimo grado di giudizio, l’appello al TNAS Coni (Tribunale Nazionale Arbitrato per lo Sport). Le speranze, dopo oggi, non sono moltissime, ma non bisogna arrendersi, Conte deve continuare questa guerra contro i banditi che governano il calcio italiano. Non è solo una questione personale, deve farlo anche per quei nomi meno noti che hanno subito e continuano a subire gravissime ingiustizie. Conte comunque continuerà ad allenare e sarà uno dei più grandi allenatori in Italia e in Europa per i prossimi 20 anni almeno, ne sono certo, ma ci sono persone che per questa assurda giustizia si vedono rovinata la carriera e forse anche la vita. Fermiamoli.

domenica 12 agosto 2012

Volevano vincere…

JUVENTUS – NAPOLI   ( 4 – 2  d.t.s. )

L’avevano preparata bene i napoletani, prima hanno fatto carte false per poter giocare in Cina, come spot per il calcio italiano nel mondo dicevano, costringendoci ad annullare la ricca tournée americana, salvo poi cambiare idea quando ormai era troppo tardi. Chissà come i loro giocatori coinvolti nello scandalo scommesse hanno visto posticipate le proprie audizioni, mentre i nostri dovevano difendersi da accuse infamanti. Era una festa annunciata, con i vergognosi telecronisti Rai, che naturalmente erano tutti di parte… nopea, ad esaltare i propri beniamini pronti a battere l’odiate “giuve”. Volevano vincere. Ma non avevano fatto i conti con la rabbia e l’orgoglio di chi per l’ennesima volta si sente vittima di una grande ingiustizia, di chi con fatica è riuscito ad uscire dal fango e tornare davanti a tutti, tra l’invidia di chi sa di essere inferiore e tenta in ogni modo di metterci i bastoni fra le ruote. Ma la Juve è cuore e anima, è voglia di vincere, perché “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”, ce l’abbiamo scritto pure nelle maglie ora. Volevano vincere, volevano vincere, e…

In campo è stata dura, il Napoli era sicuramente più brillante, arrivava da buone amichevoli ed era al gran completo, dopo il rientro dalle Olimpiadi di Cavani. Al contrario la Juve accusava qualche assenza di troppo, soprattutto in difesa, molti elementi hanno iniziato la preparazioni in ritardo a causa degli Europei e la vicenda scommesse sicuramente non può non aver disturbato l’ambiente, tanto più che in panchina non c’è lo squalificato Antonio Conte ma il fido SuperMasssimo Carrera. Ciononostante il pallino del gioco lo teniamo noi, come d’abitudine, ma in attacco ci sono ancora grossi problemi che, al momento, non sono stati risolti dal mercato, ed in difesa le assenze si fanno sentire. Così, mentre Giovinco tenta inutilmente di dialogare con lo spaesato Matri, ci facciamo infilare da un incredibile contropiede napoletano e, nonostante un mezzo miracolo di Buffon, passiamo in svantaggio. Non basta il bellissimo pareggio di un ottimo Asamoah, perché Bonucci quando vede Napoli ne combina sempre una e concede a Pandev, bravissimo a tu per tu con Gigi, l’occasione di terminare il primo tempo in vantaggio.

Nella ripresa con Vucinic al posto di Matri è tutta un’altra musica, pareggiamo con un sacrosanto rigore (incredibile che lo si possa negare!), giustamente fischiato da Mazzoleni che già nel primo tempo aveva sorvolato su un altro, altrettanto netto, su Matri. Poi la partita, incattivita dai fallosissimi azzurri, sfugge un po' di mano all’arbitro, che forse poteva chiudere un occhio, anzi un orecchio, sugli insulti di Pandev. Il doppio rosso ci spiana la strada verso la meritata vittoria ed apre un interminabile gazzarra di polemiche, culminata con l’incredibile e VERGOGNOSA decisione napoletana di non partecipare alla cerimonia di premiazione. Altro che spot per il calcio italiano, caro De Laurentis, il Napoli è stato protagonista di una figuraccia colossale in mondo visione, dimostrando poco rispetto verso tutti, compresa la Juve, che a Roma applaudì ugualmente i vincitori della Coppa Italia, nonostante un netto rigore negato. Sempre colpa degli arbitri e della Juve che “rubba”, ma un po' di autocritica non farebbe male, vero Mazzarri? Hamisk a uomo su Pirlo, sostituire Cannavaro con Fernandez,… Mi auguro che saranno presi provvedimenti, ma visto come vanno le cose a Roma, c’è poco da sperare. Speriamo almeno che quanto successo non sia un alibi per poter poi farcela pagare in campionato.

Sicuramente il Napoli si presenta come l’avversaria più credibile, con le milanesi in svendita e la Roma con l’incognita Zeman. La Juve dovrà rinunciare al suo tecnico in panchina, sperando in decisioni positive nei prossimi gradi di giudizio, ma per il resto è la squadra dello scorso anno con qualche innesto prezioso a centrocampo come Asamoah. La difesa non è sembrata impeccabile, Lucio è un corpo estraneo, ma le assenze sono pesanti e con i rientri di Chiellini e Caceres possiamo ben sperare. Il problema è ancora una volta là davanti, bene Giovinco ma Matri non ne azzecca una. Anche Qugliarella non ha entusiasmato in questo precampionato, così oltre a Vucinic c’è poco. Impossibile presentarsi al via di Campionato e Champions con questo attacco, urge un intervento dal mercato, i tempi stringono, i pezzi pregiati si accasano da altre parti e un po' di ansia inizia a serpeggiare tra noi tifosi.

 

PAGELLE (3-5-2)

BUFFON 6,5 Improvvisamente lasciato alla mercé degli avversari non può fare molto, ma dimostra che lui comunque c’è, in campo e fuori, come si vede dalle dichiarazioni a fine partita, quelle rilasciate e, soprattutto, quelle negate ai bordocampisti ultrà.
LUCIO 5,5 Spaesato, commette diversi errori, soprattutto quando non riesce a chiudere su Cavani dopo il miracolo di Buffon.
BONUCCI 5,5 Costretto a fare il regista, visto che Pirlo è guardato a uomo da Hamsik, eccede un po' troppo nei lanci lunghi e poi macchia la sua partita con l’erroraccio che ci costa il provvisorio 1-2.
BARZAGLI 6 L’unico in questa difesa rabberciata che non sbanda, a sinistra come a destra.
LICHTSTEINER 6 Tanta corsa, ma quando serve il cross si evidenziano grossi limiti; con il rientro di Isla e Pepe sarà dura trovare spazio per Licht.
VIDAL 6,5 Dopo l’assist per Asamoah, realizza anche il rigore del pareggio, finalmente sembra che abbiamo trovato il rigorista.
PIRLO 6 Non è ancora in forma e la marcatura ad uomo di Hamsik lo limita ulteriormente.
MARCHISIO 7 Tanto talento, come quello che gli permette quell’assist fantastico per il 4-2 di Vucinic.
ASAMOAH 7,5 Già nelle prime amichevoli era sembrato il più in palla, anche in una posizione non propriamente “sua”, sull’esterno, è comunque il migliore in campo.
GIOVINCO 6,5 E’ sempre un po' leggerino, ma la classe è cristallina e quando trova il partner giusto per gli scambi è devastante.
MATRI 5 Pesce fuor d’acqua, cerca sempre la profondità e non riesce mai a dialogare con Giovinco, d’altronde parlano due lingue calcistiche diverse.
     
VUCINIC 7,5 Con il suo innesto cambia la partita, colpisce una traversa, si procura il rigore e firma il gol che chiude la gara.
PADOIN 6 Da il cambio a Lichtsteiner, senza aggiungere ne togliere nulla.
GIACCHERINI s.v. A partita ormai chiusa rileva Giovinco.
     
CARRERA(CONTE) 7 Conte insiste su Matri ma il campo gli da torto, pronto allora il cambio con Vucinic e la musica cambia. Chi sia stato a decidere non importa, la Juve è una squadra e lo sono anche i suoi allenatori. Vedere Carrera impassibile sotto l’acqua ad incitare i ragazzi mi ha fatto capire che, comunque, siamo in buone mani.

sabato 4 agosto 2012

#CampagnaNazionaleAbolizioneFedercalcio

Le cose che stanno succedendo in questi giorni in Italia sono davvero incredibili. A volte verrebbe da pensare che è tutto uno scherzo, a volte viene voglia di mandare tutti al diavolo e lasciar perdere. Ma l’amore per il calcio e per la Juve è troppo forte per poterlo mettere da parte, anche quando la nausea e lo schifo che provo per il mondo che li circonda è tanto. Ancora una volta l’attacco alla Juve è stato lanciato, pesantissimo, come nessuno forse si aspettava. La Juve è 10 anni avanti a tutte le squadre italiane, dal punto di vista economico, manageriale e sportivo. Siamo gli unici con uno stadio di proprietà, mentre gli altri stanno ancora a litigare su chi lo debba pagare, siamo gli unici che si permettono ancora di investire, mentre gli altri svendono in fretta e furia i pezzi pregiati. E siamo tornati a vincere. Sarebbe un esempio da seguire, si lo sarebbe, in un paese normale, ma in questa piccola piccola italia dei campanili, meschina ed invidiosa, la Juve è un terribile incubo da fermare, subito e con qualsiasi mezzo.

Ancora una volta il mezzo più semplice è utilizzare le procure, un modus operandi già adottato in altri ambiti in questo povero paese, tanto più che le assurde leggi della giustizia sportiva non rispondo a nessun diritto civile. Palazzi e soci sono liberi di fare il bello e il cattivo tempo, di condannare chi vogliono senza bisogno di prove ne controprove, assecondando il potente di turno. Inutili le testimonianze raccolte dai legali di Conte, Bonucci e Pepe, per loro non sono attendibili, quelle buone sono solo quelle di chi accetta di accusare altri. Non voglio entrare nel merito delle accuse perché ormai abbiamo capito che non ha importanza, si deve colpire la Juve, se non si può si colpiscono i suoi tesserati che per i casi della vita sono venuti a contatto con personaggi loschi. Nel mio ultimo post cercavo di giustificare il previsto patteggiamento di Conte, turandomi il naso solo per limitare i danni. Sbagliavo, e ha sbagliato la Juve nel cercare di scendere a patti con questi individui, rimediando solo una pernacchia.

Patteggiamento raggiunto con il procuratore e poi respinto dalla commissione disciplinare, una cosa che non si era mai vista, ma forse è stato meglio così. Non per Conte, ne per Bonucci o Pepe, che subiranno sicuramente pesantissime squalifiche, ma per il calcio italiano sì. Ora infatti l’opinione pubblica si è svegliata e non solo quella juventina, chiunque sia dotato di onestà intellettuale non può non ammettere le porcherie che stanno avendo luogo a Roma. Sui social network i tam tam virtuali rilanciano rabbia e indignazione dall’Italia e dal resto del mondo, Andrea Agnelli deve farsi portavoce di questo movimento e andare fino in fondo. Questa volta non ci dobbiamo fermare di fronte a nulla, giocheremo tutto l’anno senza allenatore in panchina, il povero Leo Bonucci vedrà probabilmente compromessa una promettente carriera, ma l’obbiettivo deve essere fermare una volta per tutte la FIGC. Questo organismo vecchio e inutile è una palla al piede per tutto il calcio italiano, bisogna andare fino in fondo ed abbatterlo, ricorrendo ad ogni mezzo lecito, di tribunale in tribunale, denunciando e chiedendo i danni per le assurde azioni perpetrate in questi anni, finche non si farà saltare il banco, costi quel che costi. Solo allora il sacrificio di Antonio, Leonardo e Simone, sarà valso qualcosa.