lunedì 22 maggio 2017

Juve 6 leggenda

JUVENTUS – CROTONE   ( 3 – 0 )

Campioni d’Italia! Per la sesta volta consecutiva, mai nessuno ci era riuscito prima e chissà quando qualcun altro ci riuscirà ancora. L’abitudine alle vittorie forse offusca in parte la portata di questo risultato, impedisce di capire davvero l’immensità di quanto fatto. Forse lo capiremo tra 50 anni, quando ricorderemo la Juve dei 6 scudetti come ora si narra di quella mitica del quinquennio. Quest’anno, forse più che nei precedenti, è stata dura, Roma e Napoli, spronate anche dalla lotta per l’importantissimo secondo posto, non hanno mollato fino all’ultimo. Complice anche qualche passaggio a vuoto dei bianconeri, che però sono riuscito nell’impresa difficilissima di arrivare fino in fondo a tutte e 3 le competizioni. Sarebbe stato comprensibile lasciare per strada qualcosa, ma questa Juve è soprannaturale e non ha lasciato niente a nessuno, solo le briciole della SuperCoppa Italiana. Onore a Roma e Napoli che hanno lottato fino alla fine, dando ancor più valore al nostro trionfo. Contro il Crotone era però un match-point che non si poteva sprecare. I calabresi sono in lotta disperata per la salvezza, ma noi dovevamo vincere e l’abbiamo fatto, senza lasciare speranze. Dopo la Coppa Italia, spazio ad un altra festa, ancor più grande. Brindisi, abbracci, esultanze con mogli e figli, gavettoni e schiumate sulla testa di Allegri, coriandoli e poi la Coppa al cielo. Applausi e ovazioni per tutti, non perchè si deve ma perchè se lo meritano. Avrebbero meritato di sfilare anche coloro che questa squadra l’hanno costruita in questi anni, da Agnelli a Marotta, da Paratici a Nedved. Una squadra che è entrata di diritto nella storia del calcio, è gia leggenda, può diventare mito. Già perchè non è ancora finita, tra meno di 2 settimana a Cardiff ci giocheremo quella Coppa che manca da 21 anni. Potrebbe essere apoteosi, ma una sconfitta potrebbe annegare nella delusione tutto quanto di straordinario fatto quest’anno. No, la Champions non è la ciliegina sulla torta, è la torta. Adesso non basta più essere arrivati in finale, ora dobbiamo vincere, si può, si deve.

giovedì 18 maggio 2017

Il primo passo (X3)

JUVENTUS – LAZIO   ( 2 – 0 )

Si inizia sempre con il gradino più basso, giusto quindi che il primo trofeo della stagione sia la conquista della Coppa Italia, traguardo importante, anche perchè costituisce l’ennesimo record stabilito da questa squadra: la prima ad averla vinta X3 anni consecutivi. Se la sconfitta di domenica aveva generato qualche ansia nel mondo bianconero, questa vittoria ha ribadito che siamo ancora ben concentrati sul pezzo. Paradossalmente, se avessimo vinto lo scudetto contro la Roma forse questa sera non avremmo visto la stessa Juve cattiva e determinata, e forse non avremmo portato a casa anche questa coppa. Invece non c’è mai stata veramente partita, nonostante il centrocampo improvvisato dei bianconeri, orfani di Pjanic (squalificato) e Khedira (infortunato). Il palo iniziale di Keita è sembrato più casuale che altro, la Juve ha chiuso il primo tempo con 7 tiri in porta (mai la Lazio aveva subito tanto quest’anno) e soprattutto avanti di 2 gol. Nonostante il secondo tempo di pura gestione, avremmo potuto anche arrotondare il punteggio, se non fosse per un ottimo Strakosha che ha negato più volte la gioia personale ad un Pipita insolitamente impreciso sotto porta. Anche Neto ha potuto però mettersi in evidenza, ponendo il suo marchio su questa vittoria, la “sua” Coppa Italia. Questi cali nei secondi tempi, evidenziati soprattutto domenica contro la Roma, dovranno essere analizzati per bene a Vinovo. Problemi fisici o mentali? Perchè, anche se il rischio “zeru tituli” è stato scongiurato, bisogna ora portare a casa quelli più importanti. A cominciare da uno scudetto dato per vinto forse troppo presto, ma che domenica col Crotone bisognerà assolutamente vincere, per evitare un’ultima giornata ad altissima tensione, con rischio di acquazzoni… Perugia insegna.

PAGELLE  (4-2-3-1)

NETO 7 Conquista da protagonista la “sua” coppa, determinante almeno in un paio di occasioni, compreso il colpo di mano di Immobile che nessuno aveva visto…
BARZAGLI 6,5 Rischia l’autogol in avvio con un involontario tocco di mano, poi però non lo saltano più.
BONUCCI 6,5 Qualche preoccupante incertezza difensiva, ma si riscatta con il gol che chiude la partita.
CHIELLINI 7 Monumentale, le prende tutte lui!
ALEX SANDRO 7 2 assist, di piede e di testa, giocatore determinante.
RINCON 5,5 Anche in una serata trionfale non può essere sufficiente la prestazione del General, tanti palloni persi e pochi recuperati.
MARCHISIO 6,5 Sempre molto ordinato, grande tecnica, ma ogni tanto ancora un po’ lento, avrebbe forse bisogno di giocare di più.
DANI ALVES 7,5
mvp
Non ci sono più aggettivi, mai avevo visto un terzino(?!?) tanto forte e determinante. E’ stato un acquisto molto criticato, ma ora si sta rivelando un gran colpo.
DYBALA 6,5 Imprendibile con i suoi movimenti rapidi e il pallone sempre attaccato ai piedi, peccato sia un pò impreciso nelle conclusioni in porta.
MANDZUKIC 6,5 L’immagine di Mario sanguinante è l’emblema dello spirito di questo incredibile giocatore.
HIGUAIN 6- Partecipa molto al gioco, aiutando anche in fase difensiva, ma gli errori sotto porta sono pesanti.
     
LEMINA 6- Dovrebbe dare sostanza al centrocampo, più che altro corre a vuoto.
     
ALLEGRI 7 Dimostra che la Juve non è scoppiata, ma è ancora ben presente. Entra nella storia di questa coppa con uno storico tris di vittorie, mai riuscito prima. Ora però deve portare a casa i trofei più importanti.

lunedì 15 maggio 2017

Allarme (giallo)rosso

ROMA – JUVENTUS   ( 3 – 1 )

Doveva essere il match-point scudetto, bastava un punto per poter festeggiare e invece rischiamo di rimettere tutto in discussione. Nelle ultime 3 partite la Juve ha chiaramente mollato in campionato, conquistando solo 2 punti e subendo ben 6 reti, contro le 20 subite nelle restanti 33 partite! E’ chiaro che il concentrarsi di impegni nel finale di stagione toglie inevitabilmente energie, fisiche ma soprattutto mentali. Tant’è che quasi tutte le sconfitte rimediate in campionato sono arrivate nel turno successivo ad una partita di Champions League. Il vantaggio accumulato era comunque importante, proprio per poter gestire con più tranquillità anche qualche passo falso. Ma ora stiamo un po’ esagerando e la tranquillità comincia a lasciare il passo ad una certa ansia…

Il vantaggio è stato dimezzato, sono rimasti ancora 4 punti e 2 partite da disputare, ma non sembrano più così tanti. Certo, con il ritmo tenuto nelle ultime giornate non basterebbero, ma sono fiducioso che già dalla prossima partita la Juve rientri in carreggiata, come ha sempre fatto dopo ogni sconfitta. Certo non sarà facile contro un Crotone che, da virtualmente retrocesso, ora si ritrova a sperare in una clamorosa salvezza. I calabresi saranno caricati a mille e giocheranno alla morte, ma noi pure ci stiamo giocando uno scudetto e abbiamo bisogno di quei 3 punti che chiuderebbero ogni discorso, senza doversi trascinare ancora all’ultima partita, la trasferta di Bologna, con gli emiliani che non aspettano altro che quest’occasione per vendicarsi (di cosa poi non mi è ben chiaro). D’altronde, se non saremo in grado di fare 3 punti contro Crotone e Bologna, allora è giusto che lo scudetto non lo vinciamo.

Prima però c’è anche una finale di Coppa Italia da giocare, il bello e il brutto di essere ancora in corsa su 3 fronti a maggio, puoi vincere tutto, ma puoi anche perdere.

PAGELLE  (4-3-3)

BUFFON 5,5 Poteva fare meglio, in tutti e 3 i gol.
LICHTSTEINER 4,5 Era un’ottimo terzino, fino a un paio d’anni fa.
BONUCCI 5,5 A parole è bravissimo, ma in campo non da il buon esempio.
BENATIA 5,5 Qualche leggerezza di troppo.
ASAMOAH 6,5
mvp
Cancella dal campo Salah, colpisce un palo clamoroso, peccato però che non azzecchi mai un cross.
LEMINA 6,5 Trova un gol che poteva essere decisivo, ma la prestazione è sempre senza grinta.
PJANIC 6 Marcato dall’amico Naingollan fatica a trovare spazi.
STURARO 6 Spinge molto, stupendo il lancio per Higuain nell’azione del gol, ma si perde Manolas in quella del pareggio.
CUADRADO 5 Da qualche partita è l’ombra del giocatore sempre decisivo che abbiamo ammirato per tutta la stagione.
HIGUAIN 6 Intelligente nell’assist a Lemina, poi però fatica a inquadrare la porta.
MANDZUKIC 5,5 Ormai gioca da centrocampista anche quando può stare più alto, una botta alla schiena nel finale lo esclude dal gioco.
     
DANI ALVES 5,5 Non migliora di molto la pessima prestazione di Lichsteiner.
DYBALA 5,5 Si intestardisce troppo in azioni personali che vengono fermate senza fatica dai difensori romanisti.
MARCHISIO 5,5 Non è al meglio e non può invertite le sorti di una partita già persa.
     
ALLEGRI 5 Quando cambi 6/11 di formazione se vinci sei un genio, se perdi sei un coglione, la differenza è sempre minima. Oggi per Allegri la seconda opzione.

mercoledì 10 maggio 2017

E adesso vinciamola!

JUVENTUS – MONACO   ( 2 – 1 )

Andiamo a Cardiff! Per la seconda volta in 3 anni la Juve accede alla finale di Champions League, un traguardo straordinario per Allegri e i suoi ragazzi. Lo 0-2 dell’andata ci dava un grande vantaggio, ma fin da subito si è capito che non sarebbe stata una serata facile, com’è normale che sia in una semifinale. Il Monaco ha iniziato subito fortissimo alla ricerca di un gol che poteva riaprire il discorso qualificazione, mentre la Juve non è partita con il piede giusto. Anche l’infortunio di Khedira dopo pochi minuti sembrava un oscuro presagio… Ma poi i bianconeri si sono ritrovati e, dopo aver fallito alcune clamorose occasioni da gol, hanno trovato l’uno-due che ha chiuso ogni discorso. Protagonista assoluto ancora una volta Dani Alves che ,dopo aver mandato in gol Manduzkic, si mette in proprio e con un destro da cineteca abbatte ogni speranza dei monegaschi. Il resto della partita è vissuto più che sul gol della bandiera realizzato dal bravissimo Mbappè, sul fallaccio di Glik su Higuain. Il polacco ha dimostrato ancora una volta di essere un poveraccio. Pensavo (speravo per lui) che le buffonate social erano solo un modo per far parlare di se, per arruffianarsi i tifosi, invece Camillo è scemo sul serio! Mi auguro che la UEFA prenda provvedimenti, ma la sua condanna peggiore è già essere Glik. Per fortuna non sembra nulla di grave per il Pipita, più che altro ho temuto che lui o Mandzukic perdessero la testa rischiando un cartellino che avrebbe precluso la finale. Il ricordo del 2003 e di Nedved in lacrime è ancora fortissimo.

Ora siamo in finale ma, come giustamente ha detto Buffon, non vale niente. E’ la nona della storia juventina, ne abbiamo vinte solo 2, di cui 1 in modo tragico, è ora di invertite la rotta. Chiunque sarà il nostro avversario, Real o Atletico, a Cardiff dobbiamo vincere e riportare a Torino quella maledetta coppa che per noi bianconeri è un’ossessione.

PAGELLE  (3-4-2-1)

BUFFON 7 Sempre al posto giusto, da un’impressione di sicurezza che deve essere disarmante per gli avversari.
BARZAGLI 6 Quando lascia partire Mbappè diventa difficile fermarlo, alla fine esce sfinito, con i crampi.
BONUCCI 7 Imperioso, in mezzo all’area le prende tutte lui.
CHIELLINI 7,5 Un salvataggio incredibile, vale come un gol.
DANI ALVES 8
mvp
Ancora una prestazione mostruosa, distribuisce assist a tutti, solo Mandzukic ne approfitta. Poi il gol…
PJANIC 7 Rapido e preciso nel far girare il pallone, una tecnica sopraffina.
KHEDIRA s.v. Alla prima percussione sente tirare il muscolo, finora era stata una stagione senza problemi, speriamo il guaio non arrivi proprio sul più bello.
ALEX SANDRO 6,5 Resta abbastanza prudente, ma l’azione del primo gol nasce da lui (e da Buffon che lo lancia).
DYBALA 7 Sempre grandissima tecnica, ma ancora una volta davanti al portiere difetta un pò di freddezza.
MANDZUKIC 7,5 Prima si fa ipnotizzare da Subatic, poi trova il gol, di forza, di prepotenza, da Mario.
HIGUAIN 6,5 Un errore sotto porta non da lui, ma comunque un’ottima prestazione, al servizio della squadra.
     
MARCHISIO 7 Perde qualche pallone di troppo, ma conferma di essere tutt’altro che una riserva, un grandissimo centrocampista.
CUADRADO 6 Rileva Dybala e ha subito una grandissima occasione per il tris, che spreca.
BENATIA s.v. Pochi minuti per lo stremato Barzagli, a partita ormai chiusa.
     
ALLEGRI 8 I risultati parlano chiaro, con lui siamo diventati una super potenza europea, ha fatto un lavoro straordinario, con umiltà e senza grandi proclami. Ora l’ultimo passo per entrare definitivamente nella leggenda.

domenica 7 maggio 2017

Festa rinviata

JUVENTUS – TORINO   ( 1 – 1 )

Il peso della Champions si fa sentire in questo intenso finale di stagione, Allegri saggiamente dosa le energie e cambia ben 8 uomini rispetto alla partita di mercoledì a Montecarlo. Nonostante la rosa bianconera sia ben attrezzata per fronteggiare periodi impegnativi come questo, il gioco inevitabilmente ne risente. Molti errori in fase offensiva non ci consentono di perforare la difesa di un Toro come al solito agguerritissimo, d’altronde per i granata, ormai lontani da qualsiasi traguardo, l’obbiettivo stagionale è ancora una volta fare lo sgambetto agli odiati concittadini. Addirittura si sogna il colpaccio quando Ljajic porta in vantaggio gli ospiti con una punizione fantastica, imprendibile per l’incolpevole Neto. Allegri allora è costretto a ricorrere ai pezzi grossi, lasciati inizialmente a riposo, per evitare la sconfitta. Pjanic, Alex Sandro ma soprattutto Higuian cercano di rimediare nel finale. Ma è ancora una volta l’eccessiva foga dei nostri avversari a darci una mano: Acquah, già ammonito, entra in modo sconsiderato su Mandzukic e per Valeri è secondo giallo e quindi espulsione. Effettivamente il ghanese tocca prima il pallone, ma l’entrata con il piede a martello è pericolosa e rischia davvero di far male al croato e quindi la decisione dell’arbitro non mi pare così folle. Di parere diverso ovviamente l’allenatore granata, la tigre di Arkan perde la testa e si rende protagonista di una sceneggiata di cui spero si vergognerà lui stesso, rivedendosi.

Nonostante il vantaggio numerico però abbiamo faticato molto per recuperare la partita e solo l’ennesima prodezza del Pipita è riuscita ad evitarci la sconfitta. Per il Toro ancora una volta una beffa nei minuti di recupero, ad alimentare una rivalità sempre accesissima. Ma comunque un risultato riescono ad ottenerlo, quello di interrompere dopo 33 partite la lunghissima serie di vittorie consecutive della Juve allo Stadium. Prima o poi si doveva fermare, meglio farlo adesso quando abbiamo comunque un buon vantaggio da gestire. Il pareggio ci impedisce di conquistare matematicamente lo scudetto in questo weekend, indipentemente dal risultato della Roma, ma questo non è poi un male. Troppi festeggiamenti alla vigilia del ritorno contro il Monaco sarebbero stati pericolosi, il risultato dell’andata è ottimo, ma attenzione, non siamo già in finale, ci sono ancora 90’ e i monegaschi non hanno intenzione di venire a Torino a fare le comparse! Meglio rimanere concentrati, domenica prossima all’Olimpico di Roma basterà un pareggio per conquistare il 6° titolo consecutivo ed entrare nella storia, festeggiare nello scontro diretto con la principale avversaria di quest’anno, in casa loro, sarebbe una soddisfazione ancor più grande.

PAGELLE  (4-2-3-1)

NETO 6 Una sola vera parata, sulla punizione di Ljajic non avrebbe potuto far nulla nemmeno Superman.
LICHSTEINER 6 Inizia davvero molto bene, ma non sembra più reggere 90’ a questo ritmo e nel finale non sta in piedi.
BONUCCI 6 Si sente leader e vuole prendere per mano la squadra, peccato ogni tanto voglia fare il fenomeno quando un pò più di concretezza sarebbe stata meglio.
BENATIA 6,5 Partita di grande attenzione, si conferma un ottimo difensore bravo anche in zona gol, solo la traversa lo ferma.
ASAMOAH 6 Buona partita in questo suo nuovo ruolo, peccato manchi sempre lo spunto per arrivare sul fondo e crossare.
RINCON 6 Grande grinta, strappa applausi allo Stadium, peccato solo sia un pò impreciso sotto porta, ma sta crescendo e il prossimo anno potrebbe essere un’ottima alternativa.
KHEDIRA 5,5 Ha perso un pò di precisione sotto porta, ancora un’occasione incredibilmente fallita.
CUADRADO 5 Forse la panchina di Montecarlo gli ha tolto qualche certezza, certo è che questa sera sbaglia proprio tutto.
DYBALA 6,5 Velocità di pensiero e di azione sopra la media, quando chiede il cambio a pochi minuti dalla fine restiamo tutti con il fiato sospeso.
STURARO 5,5 Continuo a pensare che questo ruolo non gli si addica molto.
MANDZUKIC 6 Sembra ormai un po’ fuori posto nel suo antico ruolo di centravanti.
     
HIGUAIN 7
mvp
Ancora una volta la decide lui, con un destro ad incrociare dal limite dell’area. Bomber incredibile.
PJANIC 6 La sua mancanza lì in mezzo si è sentita, ma quando entra non incide più di tanto.
ALEX SANDRO 5,5 Entra un pò fuori posizione, pochi minuti in cui rimedia solo un giallo.
     
ALLEGRI 6 Gestisce saggiamente questa settimana complicata, speriamo tutti che da domenica prossima possa pensare solo alle 2 finali.

giovedì 4 maggio 2017

Principeschi

MONACO – JUVENTUS   ( 0 – 2 )

La Juve sbanca il Principato di Monaco, archivia la prima semifinale di Champions con un perenterio 0-2, compiendo un importante passo verso la finale di Cardiff. Una partita giocata con autorevolezza, padroni del campo fin dal primo minuto, soffrendo il giusto (dopotutto è una semifinale di Coppa Campioni, mica il torneo inter-parrocchiale…), portando a casa una vittoria tanto importante quanto meritata. E’ una vittoria che nasce da lontano, dalla programmazione di una società vincente, che ha investito 90mln per un centravanti che sa essere decisivo, e bisogna tornare ai tempi di Del Piero e Trezeguet per trovare un attaccante che abbia superato i 30 gol in stagione. Che ha preso Dani Alves che sembrava sul viale del tramonto al Barça, perchè la sua esperienza (e classe) poteva essere fondamentale in partite come questa. Che ha sempre appoggiato Allegri, anche quando i tifosi lo insultavano, anche quando ha sbagliato, anche quando sostenerlo voleva dire mettere in tribuna Bonucci in un ottavo di Champions. Ora si raccolgono i frutti.

Le cose si mettono bene. In campionato, dopo la sconfitta della Roma nel derby della capitale, manca davvero poco al sesto titolo consecutivo, 4 punti da conquistare e 4 partite per farlo. La finale di Coppa Italia da giocare, e per la Champions… Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco, direbbe il Trap, ma dopo la vittoria esterna per 0-2 c’è di che essere ottimisti. Francamente è difficile pensare ad un Monaco che viene allo Juventus Stadium a fare 3 gol (senza subirne), impresa non impossibile ma ardua per chiunque. E poi… sognare non costa nulla.

PAGELLE  (4-2-3-1)

BUFFON 8 Vuole fortemente questa Champions e se siamo qui è tanto merito suo, quando conta davvero lui c’è sempre.
BARZAGLI 6,5 Qualche sofferenza contro i pericolosi attaccanti monegaschi, ma con l’esperienza se la cava.
BONUCCI 6,5 Bruciato da Mbappè, ma per fortuna Buffon salva.
CHIELLINI 6,5 Esuberante come sempre, con qualche errore di troppo negli appoggi.
ALEX SANDRO 6,5 Partita più di copertura che di spinta.
MARCHISIO 7 Non tradisce la fiducia, peccato non sfrutti al meglio una golosissima palla gol che gli capita sul piede.
PJANIC 7 Gran cervello del centrocampo juventino, con qualche leggerezza di troppo, almeno un paio di volte rischia di mandare in porta gli avversari.
DANI ALVES 8,5
mvp
Giocatore mostruoso, la classe di un trequartista e la corsa di un terzino, queste sono le partite per cui è stato preso e si capisce il perchè.
DYBALA 7,5 Non arriva mai al tiro ma mette lo zampino in tutte leazioni importanti, sempre con tanta qualità.
MANDZUKIC 7 Ormai non è più una sorpresa, spesso gioca più basso di Alex Sandro, con grande spirito di sacrificio. E’ il simbolo di questa squadra.
HIGUAIN 8 Sembrava fosse una serata no dopo i primi minuti, poi esplode in tutta la sua forza realizzativa, mettendo a segno una doppietta che zittisce tutti i detrattori. Che poi, davvero, come si fa a criticare Higuain?
     
CUADRADO 6 Sicuramente sperava di giocare dal primo minuto, forse per quello quando entra non lo fa con lo spirito giusto.
RINCON 6 In teoria avrebbe dovuto portare energia per pressare il Monaco e tenerlo lontano dalla porta di Buffon, in realtà rincula in area come tutta la squadra nei minuti finali.
LEMINA s.v. Come per Rincon, con meno tempo a disposizione.
     
ALLEGRI 8 Sembrava fosse tornato il “cagon” dei tempi dell’Apache, ma ancora una volta ha avuto ragione lui, Dani Alves è stata una mossa azzeccata e devastante.