giovedì 30 settembre 2010

EuroJuve

MANCHESTER CITY – JUVENTUS   ( 1 – 1 )

Per una notte si torna a respirare l’aria dell’Europa che conta, anche qui, dall’esilio dell’Europa League. D’accordo, il City non è certo un’habitué della Champions, ma siamo pur sempre di fronte ad una squadra che negli ultimi due anni ha investito centinaia di milioni di euro, ed è sicuramente da considerare tra i top team continentali. Visti quindi gli enormi mezzi economici dei nostri avversari, ed anche il fatto che storicamente abbiamo sempre subito parecchio nelle trasferte oltre Manica (anche quando la Juve era uno squadrone che tremare il mondo faceva), il pareggio ottenuto dai ragazzi di DelNeri è più che lusinghiero. Ma non solo, anche il modo in cui è arrivato apre il cuore a grandi speranze. Nonostante l’ampio turn-over adottato dal tecnico friulano, la Juve è sembrata finalmente “squadra”, con un gioco ben definito, costruito su una fitta trama di passaggi a centrocampo, il cui fulcro è stato un ottimo Sissoko, il migliore da parecchio tempo a questa parte.

Benino anche la difesa, che ha retto con efficacia alla notevole pressione di gente come Tevez, Adebayor e compagni. Alla fine abbiamo ceduto solo per colpa di una disattenzione di De Ceglie, che si conferma il punto debole della squadra. Sul risultato pesano poi anche le assurde decisioni arbitrali, che hanno visto negare alla Juve un paio di rigori, clamoroso quantomeno quello su Krasic, costato addirittura l’ammonizione per simulazione al giocatore serbo. Un po' di rammarico, anche alla luce della traversa di Del Piero nel finale, con il pallone che rimbalza sulla linea di porta, ma alla fine portiamo a casa un buon risultato ed un punto prezioso. La classifica del girone ci vede però ad inseguire, dopo che i polacchi del Lech Poznan, che ci avevano già messo in difficoltà a Torino, hanno liquidato il Salisburgo. Lech e City guidano a quota 4 punti, noi inseguiamo a 2, ma questa Juve autorizza un cauto ottimismo.

 

PAGELLE

MANNINGER 6 Il solito Manninger, insicuro nelle uscite alte ma bravo tra i pali nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa.
GRYGERA 6 Avversari tosti per lui oggi, ma le buone sensazioni destate contro il Cagliari vengono confermate anche da questo test molto più probante.
BONUCCI 6,5 Partita impeccabile, con la consueta eleganza.
CHIELLINI 6,5 Quando non ci arrivano gli altri, ci arriva lui, in un modo o nell’altro.
DE CEGLIE 5,5 Discreta partita, rovinata però dal grave errore nell’applicazione del fuorigioco che ci costa il gol del pareggio di Johnson.
KRASIC 6 Partita piuttosto anonima, in cui per altro si procura un rigore solare, negato solo dall’incomprensibile decisione del direttore di gara.

SISSOKO

7

L’aria d’Inghilterra gli fa bene e per una sera torna il Sissoko che avevamo ammirato a Liverpool e, soprattutto, nel primo anno in bianconero.
MARCHISIO 6,5 Non incide molto, pur disputando una discreta partita.
MARTINEZ 5,5 Fuori forma e (forse) fuori ruolo, non si vede quasi mai, ma non ho perso le speranza di vederlo diventare un protagonista di questa Juve.
DEL PIERO 6,5 Gestisce quasi tutti i palloni, con la consueta intelligenza ma con ritmi ormai un po' troppo bassi; con le sue punizione resta sempre una minaccia per qualsiasi portiere.
IAQUINTA 6,5 Un gol bello e molto importante, ma poi diventa egoista e si perde.
     
PEPE 5,5 Poco servito, rimane isolato sulla fascia sinistra.
MOTTA 6 Entra nel finale, senza demeritare.
FELIPE MELO 6 Pochi minuti in cui mostra tutte le sue qualità.
     
DELNERI 6,5 La formazione iniziale lascia qualche perplessità, ma sicuramente la partita di domenica prossima pesa sulle decisioni del Mister, poi la bella gara dimostra invece che il suo lavoro sta iniziando a pagare, la squadra è in crescita costante e torniamo da Manchester con ancora un po' di convinzione in più.

domenica 26 settembre 2010

Furia serba

JUVENTUS – CAGLIARI   ( 4 – 2 )

Prima della partita guardavo la classifica e vedere la Juve solitaria al penultimo posto mi faceva un certo effetto e, nonostante siamo solo all’inizio del campionato, ho avuto paura. Poi è arrivata questa bella vittoria e la paura è passata, lasciando il posto anche a qualche timido sogno, ritrovandoci a soli 3 punti dalla vetta. Com’è strano questo campionato, dove dopo 5 giornate non sono già rimaste più squadre imbattute, l’ultima, il Cagliari, è capitolata questa sera all’Olimpico.

Dunque ci siamo rimessi in carreggiata dopo la batosta subita contro il Palermo, siamo ritornati sulla strada intrapresa con la vittoria di Udine e bruscamente interrotta giovedì sera. DelNeri ha cambiato un po' la squadra, soprattutto fa rumore l’esclusione di Motta, spedito in tribuna ed evidentemente individuato come il maggior responsabile dei problemi difensivi. Al suo posto gioca Rinaudo, un centrale prestato alla fascia, che bada più a coprire che ad offendere. Ma secondo me la soluzione definitiva nel futuro potrebbe essere quella di spostare Pepe nel ruolo di terzino destro, inserendo il Malaka Martinez, che oggi si è rivisto in panchina, all’ala sinistra.

Cambiano anche gli attaccanti, spazio alla coppia “tutto fisico” Amauri e Iaquinta, con un turno di riposo a Del Piero a Quagliarella. Turno di riposo anche per Marchisio e finalmente vediamo dal primo minuto uno dei colpi secondo me più importanti del mercato bianconero, cioè Aquilani. L’ex di Roma e Liverpool non può certo essere al meglio, ma dimostra già le sue qualità geometriche che lo rendono unico come caratteristiche tra i centrocampisti in rosa.

Ma soprattutto questa è stata la partita di Milos Krasic, il serbo che ricorda tanto Nedved, non fosse per la scarsa efficacia in zona gol rispetto al ceco. Almeno fino ad oggi. Tre gol, splendido soprattutto il primo, che lo consacrano definitivamente come uno degli idoli della Curva Scirea. I paragoni non sono mai belli, ma quando ho visto calciare quel pallone al volo che si è infilato nell’angolino, ho avuto un deja vu. Furia ceca ora ha un vero erede, chiamatelo Furia serba, se volete.

Ora ci aspetta una settimana molto importate, prima una trasferta di Europa League dal sapore di Champions, contro il Manchester City di Mancini. Sarebbe davvero importante fare risultato, sia per la classifica del girone, che ci vede già ad inseguire, sia per la convinzione della squadra, che si renderebbe conto di potersela giocare alla pari anche contro uno dei top team europei. Ma la partita sicuramente più sentita ed importante sarà quella che ci vedrà di scena domenica sera a San Siro contro gli odiati nemici nerazzurri, reduci dalla sconfitta di Roma. Una partita “speciale”, soprattutto dopo i fattacci del 2006, anche se ormai sono rimasti in pochi di quella squadra. Ma noi tifosi non dimentichiamo.

 

PAGELLE

STORARI 6 Poco impegnato, impotente sui gol, puntuale nelle poche volte in cui è stato chiamato in causa.
RINAUDO 6 Gioca con grande umiltà in un ruolo non suo, ma protegge bene la fascia e, prima di uscire stremato, si concede anche qualche sortita offensiva.
BONUCCI 6 Difensore di grande personalità, che però a volte difetta di eccessiva sicurezza.
CHIELLINI 5,5 Nettamente sorpreso da Matri, ha sulla coscienza il gol del temporaneo pareggio cagliaritano; se ci tradisce anche lui…
GRYGERA 6,5 Incredibile ma vero, il migliore della difesa, una partita senza fronzoli ne concessioni allo spettacolo, ma impeccabile.

KRASIC

7,5

Nella giornata in cui incide meno con le sue galoppate sulla fascia, diventa improvvisamente infallibile sotto porta; tre gol ed è già un idolo.
FELIPE MELO 7 Ormai non sorprende più, pilastro insostituibile del centrocampo bianconero.
AQUILANI 6,5 Buone geometrie davanti alla difesa, il giocatore che ci mancava, anche se non è ancora al top.
PEPE 7 Il suo zampino in tutti i gol, che arrivano sempre o da un suo calcio piazzato o da un suo cross.
IAQUINTA 5,5 Litiga con il pallone e sbaglia almeno un’occasione facile facile.
AMAURI 6,5 Partita di grande sacrificio, bravissimo a difendere il pallone e far salire la squadra, ma serviranno anche i suoi gol; purtroppo esce in barella e si teme un nuovo stop.
     
LEGROTTAGLIE 5,5 Entra giusto in tempo per farsi uccellare anche lui dall’ottimo Matri, per fortuna che il risultato è ormai al sicuro.
SISSOKO 6 Relegato ormai a quarta scelta del centrocampo, cerca di inserirsi con qualche apprezzabile discesa.
DEL PIERO 6 Giocatore di grande esperienza, entra e cerca di mantenere il possesso palla per controllare il prezioso risultato.
     
DELNERI 6,5 Rivolta la squadra ed i risultati gli danno ragione; bene soprattutto dalla metà campo in su, con il gioco che ora si sviluppa sulle fasce, mentre in difesa c’è ancora molto da lavorare, anche sui difensori centrali.

giovedì 23 settembre 2010

C’eravamo tanto illusi

JUVENTUS – PALERMO   ( 1 – 3 )

Doveva essere la partita della svolta, per confermare i progressi visti a Udine e rilanciarci come seconda forza del campionato, invece è stato un vero e proprio tracollo, a conferma che il lavoro da fare è ancora moltissimo. Soprattutto in difesa, dove l’ennesimo errore ci costa lo svantaggio dopo nemmeno 2 minuti e da lì in poi è stato tutto più difficile. Anche Storari questa volta ha più di qualche colpa sui gol ed in questo momento ci va tutto male. Mettiamoci pure un po' di malasorte, qualche decisione arbitrale discutibile (come il clamoroso rigore negato a Del Piero, evidentemente il circo mediatico allestito da Zamparini ha sortito effetto), ma questa Juve è ancora troppo poca cosa.

Non basta un ottimo Krasic e l’esperienza di Del Piero, nonostante lo svantaggio per tutto il primo tempo abbiamo fatto fatica a creare palle gol davvero pericolose, se non sfruttando qualche errore in fase di ripartenza dei siciliani. Meglio nella ripresa, quando gli ingressi di Iaquinta e, soprattutto, di Amauri hanno dato maggior peso al nostro attacco; da rivedere invece un anonimo Aquilani. Però invece di ribaltare il risultato, abbiamo subito ancora due reti da un ottimo Palermo, con alcune individualità davvero interessanti. Una su tutte, Pastore, un giocatore di un altro pianeta e mi chiedo come mai certi talenti li scovano sempre gli altri…

Sconfitta pesante che speriamo non incida sul morale della squadra che si era appena rinfrancato dopo la bella vittoria di domenica. Certo, l’Udinese non è sicuramente al livello del Palermo, ma comunque la prestazione della Juve non è stata tutta da buttare. Sicuramente, nonostante lo scoramento generale, non siamo gli stessi dello scorso anno. Lo hanno capito anche i tifosi allo stadio, che hanno applaudito comunque la squadra, un’apertura di credito verso DelNeri e i suoi ragazzi, che dovranno però dimostrare il prima possibile di meritarlo.

 

PAGELLE

STORARI 5 Incolpevole (forse) sul primo gol, da censura invece sugli altri due che ci costano la gara.
MOTTA 5 Ancora incertezze difensive, ma questa volta lascia a desiderare anche in fase offensiva.
BONUCCI 6 Non ha colpe particolari, ma i due centrali concedono un po' troppo spazio agli uno-due avversari.
CHIELLINI 6 Come Bonucci.
GRYGERA 5,5 Giocatore troppo modesto per le ambizioni della Juve.

KRASIC

6,5

L’unico veramente in grado di mettere in difficoltà il Palermo, peccato non abbia gran feeling con il gol.
FELIPE MELO 6 Giocatore di grande affidabilità oramai, anche se ogni tanto manca il suo aiuto alla difesa.
MARCHISIO 5,5 Il parente povero del giocatore visto a Udine e non solo per il gol.
PEPE 5 Solito grande impegno, ma commette davvero troppi errori.
DEL PIERO 6,5 Il più pericoloso con le sue conclusioni da fuori e, insospettabilmente, anche uno dei più mobili… immaginatevi gli altri!
QUAGLIARELLA 5 Non entra mai in partita e viene sostituito per inserire un attaccante come Amauri, con caratteristiche diverse.
     
IAQUINTA 5,5 Il gol a partita chiusa non basta per riabilitare un secondo tempo deludente.
AMAURI 6 Ancora impreciso sotto porta, ma la Juve non può prescindere da lui.
AQUILANI 5,5 Non convince, troppo timido e insicuro, ma bisogna dargli ancora tempo.
     
DELNERI 5 Non riesce a confermare le belle cose di Udine, anche perché la partita è subito in salita; nel secondo tempo ha forse troppa fretta e sbilancia un po' troppo la squadra, alla fine i vantaggi non sono pari agli svantaggi.

domenica 19 settembre 2010

Iniezione di fiducia

UDINESE – JUVENTUS   ( 0 – 4 )

Questa sì che si può chiamare Juventus! Finalmente abbiamo rivisto una squadra decisa, determinata, concentrata, con i giocatori giusti al posto giusto e con alcune individualità di spicco che hanno fatto la differenza. Per l’Udinese alla fine non c’è stato scampo, ma quello che mi è piaciuto di più di questa vittoria è stato il modo in cui la squadra ha giocato quando il risultato era ancora in bilico. Ho rivisto “gli occhi della tigre” nel modo in cui pressavamo gli avversari per recuperare il pallone, nell’attenzione con cui si impedivano le ripartenze, anche ricorrendo al fallo tattico quando serviva (vedi ammonizioni di Pepe e Marchisio per fermare Sanchez). C’è stato ancora qualche svarione, dovuto soprattutto agli errori dei due esterni di difesa, il punto debole di questa squadra, ma piano piano abbiamo acquistato fiducia, sono arrivati i gol, fortunoso il primo (finalmente anche la dea bendata si è ricordata di noi) ma splendidi gli altri tre, e non ci sono stati problemi a controllare la gara.

Certo non bisogna ora commettere l’errore di pensare di aver risolto tutti i problemi evidenziati in questo inizio di stagione, bisogna restare con i piedi per terra e dare il giusto peso ad ogni cosa. L’Udinese vista quest’oggi è sembrata davvero poca cosa, anche se una settimana fa la stessa squadra aveva saputo mettere in difficoltà l’Inter a San Siro, e fare quattro gol a Udine non è mai facile. Ma le vittorie portano altre vittorie e speriamo davvero che questo risultato tondo tondo sia davvero quell’iniezione di fiducia che può mettere il turbo alla nostra stagione. Dopo tutto questo campionato è strano, nonostante l nostro avvio stentato siamo comunque a tre punti dalla capolista Inter (loro sono sempre lì…), a pari merito con il Milan della faraonica campagna acquisti e addirittura avanti rispetto alla Roma di Ranieri, la cui luna di miele con la sua squadra del cuore sembra sia già finita.

Senza contare che non abbiamo ancora potuto contare su giocatori come Amauri, Martinez e Aquilani. Il centravanti brasiliano sembra ormai pronto al rientro, al centro dell’attacco, e sarà un innesto prezioso, visto che non abbiamo altri giocatori con le sue caratteristiche. Per il misterioso uruguaiano proveniente dal Catania invece ci vorrà ancora qualche settimana, mentre su Aquilani resta il mistero, visto che il giocatore non è infortunato eppure DelNeri lo utilizza con il contagocce. Ma oggi è davvero difficile prendersela con l’allenatore, i due centrocampisti centrali Melo e Marchisio sono stati perfetti e il suo lavoro sembra iniziare a dare i frutti sperati. In attacco la Juve è una macchina da gol spietata anche senza il suo centravanti titolare, ma con un Krasic incontenibile, se continuiamo su questa strada e sigilliamo la difesa, c’è da essere ottimisti. Giovedì sera, contro il Palermo, avremo subito la controprova. 

 

PAGELLE

STORARI 6,5 Sembra un po' indeciso nelle uscite, ma è determinante quando mette la sua firma per mantenere finalmente inviolata la rete bianconera.
MOTTA 6 Si vede meno del solito in attacco, ma cerca (con successo) di tenere salda la difesa, con qualche sbavatura nell’applicazione della tattica del fuorigioco.
BONUCCI 6,5 Una deviazione di Coda prima e una di Handanovic sulla traversa poi, gli negano la gioia del gol, ma la sua prestazione è comunque fondamentale, sia in attacco che in difesa, dove alterna con sagacia giocate raffinate a spazzate alla “viva il Parroco”, quando servono.
CHIELLINI 6,5 Rischia tantissimo su Sanchez, ma il suo recupero è stato fondamentale; finisce da terzino sinistro e si concede anche una finezza inusuale con cui da il via all’azione del quarto gol.
GRYGERA 6 Come già abbiamo visto negli scorsi anni, è meglio a sinistra che a destra; questa volta non segna ma gioca comunque una buonissima partita.

KRASIC

7,5

Probabilmente Pasquale se lo sognerà di notte, dato che in campo non l’ha mai visto; siamo di fronte ad un grande giocatore, uno che può fare la differenza con il suo fisico e la sua classe, anche oggi confeziona due splendidi assist.
FELIPE MELO 6,5 E’ bello vederlo applaudito e felice quando lascia il campo, ma d’altronde questo è un altro giocatore rispetto a quello dello scorso anno, formidabile a recuperare palloni e a far ripartire l’azione, come in occasione del terzo gol.
MARCHISIO 7,5 L’ho molto criticato, ma quando gioca così è meraviglioso, si integra alla perfezione con Felipe Melo, il brasiliano recupera palloni e lui si inserisce puntualmente, togliendosi lo sfizio di realizzare un altro fantastico gol che impreziosisce questa splendida giornata; si dimostra lucido e intelligente anche quando decide (molto saggiamente) di giocarsi un’ammonizione per evitare una pericolosa ripartenza di Sanchez.
PEPE 6,5 Giocatore preziosissimo, attento e preciso nelle coperture, senza disdegnare di lanciarsi palla al piede verso la porta avversaria quando ne ha l’occasione.
DEL PIERO 6 Nella giornata di gloria della squadra, lui si accontenta delle briciole, ma comunque, ancora una volta, esce dal campo tra gli applausi di quasi tutto lo stadio.
QUAGLIARELLA 7 Segna un gol bellissimo ma non esulta per rispetto verso i suoi ex tifosi, come già successo con la Sampdoria, se va avanti così non lo vedremo quasi mai esultare, ma finché segna così, a me va benissimo.
     
IAQUINTA 6,5 Ah, Vincenzone, segna e si mette a far polemica con tutto lo stadio, beccandosi pure un’ammonizione che non si era mai vista (ma d’altronde l’arbitro era Bergonzi…), ma lui è fatto così, tutto istinto e rabbia.
SISSOKO 6 Sostituisce Felipe Melo, che era ammonito, e si mette lì in mezzo a cercare di intercettare palloni, anche se la partita ormai era virtualmente chiusa.
LEGROTTAGLIE s.v. Da il cambio ad uno stremato Motta, ma anche su di lui è difficile esprimere un giudizio, in una partita che non presentava più difficoltà.
     
DELNERI 7 Finalmente il suo lavoro inizia a dare frutti, ho sempre avuto fiducia nelle sue capacità, ma devo ammettere che le ultime prestazioni mi avevano lasciato alquanto perplesso; contro un’Udinese con mille problemi, ritrova la sua squadra, così come se l’era immaginata e la speranza è che, con questa iniezione di fiducia, ora i risultati inizino ad arrivare.

giovedì 16 settembre 2010

C’è gloria per tutti

JUVENTUS – LECH POZNAN  ( 3 – 3 )

Francamente è sempre più difficile essere ottimisti, vedere il bicchiere mezzo pieno o cercare di trovare segnali di crescita, quando ti trovi di fronte a prestazioni sconcertanti come quelle di questa sera. Chi ricorda la Juve pre-farsopoli, ricorda una squadra contro cui era difficilissimo solo creare delle azioni da gol, oggi ci sommergono di reti anche gli ultimi scalzacani arrivati, senza voler offendere gli onesti polacchi del Lech. Squadra nuova, allenatore nuovo, turn-over, nessuna giustificazione può essere sufficiente per spiegare gol subiti in un modo tanto assurdo, con difesa e centrocampo sempre fuori posizione.

E’ una magra consolazione il fatto che nella ripresa la squadra ha saputo reagire e rimontare, anche perché alcuni dei nostri gol sono sembrati abbastanza casuali, ma soprattutto perché il 3-3 arrivato a tempo scaduto ha vanificato tutto. Bene Chiellini, l’unico in campo che dimostra di essere un giocatore da Juve, bene Krasic, un grandissimo acquisto se migliora un po' nell’ultimo passaggio, e uno straordinario gol di Del Piero, a coronamento però della solita scialba partita da parte del Capitano. Le note liete finiscono qui, per il resto andiamo dalla sufficienza risicata al disastro più completo.

Inutile parlare di classifica, di girone, di qualificazione, qui il rischio è davvero quello di un tracollo storico per questa stagione se DelNeri non riesce a trovare il bandolo della matassa per risolvere i gravissimi problemi difensivi. Sicuramente la condizione psicologica conta molto, i ragazzi hanno paura e non giocano mai tranquilli, nemmeno quando sono in vantaggio. Il Mister dovrà lavorare molto sui movimenti ma soprattutto sulla testa, sperando di trovare anche qualche risultato positivo, finalmente. Perché le vittorie danno morale e con il morale alto arrivano altre vittorie, mentre così rischiamo di ingrigirci e intristirci come lo scorso anno, se non peggio. Tra due settimane affronteremo il Manchester City di Mancini, sicuramente un’occasione per invertire definitivamente la rotta; almeno speriamo, perché giocando come questa sera rischiamo un’asfaltata storica.

 

PAGELLE

MANNIGER 5,5 Nettamente più insicuro di Storari e forse non è esente da colpe nemmeno sul terzo gol.
GRYGERA 5,5 Meglio a sinistra che a destra, ed è una fortuna, perché i due terzini sinistri che abbiamo in rosa sono entrambi ko.
LEGROTTAGLIE 5,5 Non gioca da parecchio tempo e si vede.

CHIELLINI

7,5

Il miglior difensore e il miglior attaccante, uno dei pochi “da Juve”.
DE CEGLIE 5 Delude ancora, poi si infortuna ed è costretto ad uscire.
KRASIC 6,5 Irresistibile in progressione, se aggiusta l’ultimo passaggio diventa un fenomeno.
SISSOKO 5 Primo tempo da 3 in pagella, impresentabile, meglio (come tutti) nella ripresa.
FELIPE MELO 6 Ormai è stabilmente un punto di riferimento del centrocampo, ma il rigore concesso ad inizio partita poteva risparmiarselo.
LANZAFAME 4,5 Un ectoplasma, si vede poco e quando si vede sbaglia tutto quello che si può sbagliare.
DEL PIERO 6 Partita largamente insufficiente salvata da un gol fantascientifico; la classe è sempre cristallina, ma il fisico non risponde più.
IAQUINTA 5 Ancora in rodaggio, non la vede quasi mai.
     
MOTTA 6 Molte lacune in difesa, si fa trovare sempre fuori posizione, ma in attacco con lui in campo c’è sempre una soluzione in più.
PEPE 6 Un’altra cosa rispetto a Lanzafame, riesce ad essere più pericolo e contemporaneamente ad aiutare di più in copertura.
MARCHISIO s.v. Strana sostituzioni di DelNeri, avrei preferito l’ingresso di un giovane primavera, ma attaccante di ruolo.
     
DELNERI 4,5 Sarà che in settimana lavora molto sulla difesa, come ci dicono, ma i risultati ancora non si vedono. Sbaglia secondo me a sostituire Iaquinta con Marchisio, la squadra arretra e subisce il pareggio.

domenica 12 settembre 2010

Indifesi

JUVENTUS – SAMPDORIA   ( 3 – 3 )

Certo questo è un campionato è un po' strano, se dopo due giornate troviamo il Chievo in testa alla classifica a punteggio pieno e la Juve penultima con un solo punto, ma purtroppo è la realtà di oggi. La Vecchia Signora ha grossi problemi, le piccole squadre ormai giocano senza timori reverenziali e quest’anno ci sarà da lottare parecchio per evitare un risultato negativo come quello della scorsa stagione.

I segnali di miglioramento però oggi ci sono stati, la squadra è parsa in netto miglioramento anche all’interno della stessa partita, dopo un primo tempo inguardabile c’è stata una buona ripresa, in cui abbiamo sfiorato anche la vittoria, vanificata però dai tanti e imperdonabili errori difensivi. Proprio qui dovrà lavorare maggiormente DelNeri, su una difesa in cui si sono salvati solo Chiellini e Storari. Male, malissimo i due esterni, deludente anche Bonucci, ma pure i centrocampisti hanno le loro colpe, poco pressing e troppo spazio concesso a giocatori come Palombo e, soprattutto, Cassano, che quando possono giocare il pallone diventano pericolosissimi.

Ma se guardiamo il bicchiere mezzo pieno (lo so, è difficile…) abbiamo visto anche una squadra in grado di reagire allo schiaffo iniziale, soprattutto dopo il pareggio di Marchisio, che sembrava aver spazzato via tutti i fantasmi dalla testa dei bianconeri. Finalmente si è visto il gioco sugli esterni, bene Pepe e benissimo Krasic. Il serbo si è mangiato un gol che poteva significare 3 punti, ma a tratti è parso irresistibile, senza scomodare paragoni con chi ieri sedeva in tribuna e forse presto potrebbe tornare in società con incarichi dirigenziali. Bene anche Felipe Melo, che, dopo un errore dei suoi, non pagato caro solo grazie ad un miracolo di Storari, sembrava ritornato quello dello scorso anno, a testimonianza di una certa fragilità psicologica insita nel suo carattere; invece il brasiliano si è ripreso, incoraggiato dal pubblico, ed è stato alla fine uno dei migliori, efficace in interdizione e bravo a far ripartire l’azione con due tocchi, senza cincischiare troppo con il pallone tra i piedi.

Insomma, la situazione non è ancora soddisfacente, ma ci sono piccoli segnali che fanno ben sperare, anche alla luce degli ingressi, nel finale, di Iaquinta e Aquilani, e al prossimo recupero di Amauri. Per il resto bisognerà rimboccarsi le maniche e cercare di ritrovare quella solidità difensiva indispensabile per poter ambire a qualche risultato; con questo colabrodo non si va da nessuna parte. Bisognerà lavorare sodo senza farsi prendere da patemi d’animo da bassa classifica; per ora non guardiamola, i punti verranno, ma bisogna prima costruire una squadra. E noi tifosi, nel frattempo, continuiamo ad avere pazienza, come ci è stato chiesto.

 

PAGELLE

STORARI 6,5 Incredibile ma vero, con 3 gol alle spalle il portiere è comunque uno dei migliori.
MOTTA 4,5 In grandissima difficoltà su uno scatenato Cassano, ma anche poco aiutato da Krasic.
BONUCCI 5,5 Sorpreso anche lui dal cross di Marilungo, ma purtroppo non è stato sorpreso Pozzi, che firma il 3-3 finale.
CHIELLINI 6,5 Nella desolazione di una difesa allo sbando, lotta come un leone e cerca di salvare il fortino in fiamme.
DE CEGLIE 5 Stessi problemi di Motta, ma per sua fortuna Cassano gira più che altro nella zona del suo collega.

KRASIC

6,5

Grande giocatore, incontenibile quando parte in velocità, abile nelle sponde di testa, deve però imparare anche ad aiutare di più in fase difensiva; mezzo punto in meno per il gol mangiato, solo davanti al portiere.
FELIPE MELO 6,5 Quando prende fiducia nei suoi mezzi è un signor centrocampista, deve continuare così, giocando a due tocchi, senza tenere troppo palla.
MARCHISIO 6 Un gol fondamentale per la squadra, anche di pregevole fattura, per il resto non combina un gran ché, né interditore né costruttore di gioco, né carne né pesce.
PEPE 6,5 Primo tempo da dimenticare, ma nella ripresa, quando viene servito con più continuità, diventa determinante, con un gol e mezzo, anche se in sospetto fuorigioco.
DEL PIERO 5,5 Il Capitano festeggia 17 anni di Juve e l’attesa del terzogenito (Auguri!), ma in campo gli anni si vedono tutti; comunque cerca di dare il suo contributo, anche con la specialità della casa, i calci di punizione.
QUAGLIARELLA 6 Qualche errore di troppo, ma anche il primo gol in bianconero, facile facile, ma pur sempre importante.
     
GRYGERA 6 Troppo presto accantonato, viene rispolverato complici le enormi difficoltà di Motta, che poi tanto meglio di lui non è.
IAQUINTA 6 Recupero importante, anche in vista dell’Europa League, in cui Quagliarella non potrà giocare, ma ovviamente la forma non può essere quella migliore
AQUILIANI 6 Un boato dell’Olimpico accoglie quello che può essere l’acquisto più importante di questa stagione, ma per il momento il suo inserimento viene centellinato.
     
DELNERI 5,5 Stupisce con la formazione iniziale, invariata rispetto all’ultima partita, nonostante la sconfitta e la brutta prestazione. Ancora panchina per Aquilani e per il rientrante Iaquinta, a cui concede solo pochi minuti, nonostante la scarsa brillantezza di Del Piero. Ma soprattutto siamo in alto mare con la difesa, uno dei cavalli di battaglia di Mister DelNeri, che evidentemente non è ancora riuscito ad istruire a dovere i giocatori che ha a disposizione.

mercoledì 8 settembre 2010

Pecore e pecoroni

pecoreOvviamente non sarà certo la roboante vittoria contro il presepe vivente delle Isole Far Oer a farmi cambiare idea sul livello del calcio italiano. A giudicare invece dagli entusiastici commenti di giornali e tv, sembra che siamo tornati ad essere una delle super-potenze del calcio mondiale. Mah…

D’altronde adesso non si può osare critiche contro Prandelli o Cassano, come non si può dire che il pubblico di Firenze non sia sportivissimo, talmente sportivo da fischiare stupidamente un giocatore azzurro (Quagliarella) solo perché ha scelto di giocare nell’odiata Juve. Contenti loro, a noi non verrebbe mai in mente di fischiare Gilardino o Montolivo quando giocano con la nazionale.  E non erano pochi, caro Prandelli, forse perché le pecore sono alle Isole Far Oer, ma in Italia ci sono tantissimi pecoroni.

sabato 4 settembre 2010

Il guaio di Prandelli

bandiera_italiaMa come siamo ridotti? A festeggiare come un evento la fortunosa vittoria della nazionale italiano contro l’Estonia, si, proprio l’Estonia, spauracchio d’Europa. Lippi è stato criminalizzato per la figuraccia dei mondiali sudafricani, come un allenatore qualsiasi, lui che quattro anni prima fu capace di riportare l’Italia sul tetto del mondo. Hanno fatto perfino delle indecenti ed offensive canzoncine, buone al massimo come squallide suonerie per i cellulari. Lippi, colpevole di non aver convocato Cassano e l’ex pupillo nerazzurro Balotelli, avessi detto chissà chi.

Ora che c’è Prandelli il bicchiere è sempre mezzo pieno, anche di fronte a prestazioni indecenti come quella di ieri sera a Tallin. Ma purtroppo la colpa non è né di Lippi (che pure di errori ne ha commessi) né di Prandelli, come non è colpa di Cassano o di Balotelli. Questo purtroppo è, ad oggi, il livello del calcio italiano e dobbiamo solo ringraziare la Federazione, che nel 2006 ha consegnato lo sport più amato dagli italiani nella mani di Moratti e dell’Inter, una squadra in cui i giocatori nostrani sono merce rarissima.

L’Inter domina, in Italia e in Europa, ma che cos’ha di italiano? E nemmeno il Milan dei brasiliani o la stessa Roma possono vantare un’ossatura nazionale. L’unica squadra che ha sempre avuto una tradizione italiana è la Juve, quando la nazionale si è potuta basare pesantemente sulla struttura bianconera, ha quasi sempre fatto bene, come dimostrato anche dai Mondiali vinti in Germania nel 2006. Dopo farsopoli però la Juve è stata distrutta ed abbandonata in mano a un management di incapaci che l’hanno ridotta ai livelli attuali. Ora si sta cercando di ricominciare da zero, guarda caso con una base fortemente italiana, e ho il timore che Prandelli purtroppo dovrà aspettare di nuovo una Juve forte e vincente per poter  sperare di riportare la nazionale a vincere qualcosa. Se ne avrà il tempo.

Intanto accontentiamoci di spezzare le reni all’Estonia, o magari alle Isole Far Oer, ringraziando ancora una volta Guido Rossi e tutta le Federazione Italiana Giuoco Calcio.

giovedì 2 settembre 2010

Calendario Excel Stagione 2010/2011

Stagione 2010/2011 - agg. 31/08/10Come tutti gli anni vi propongo il calendario Excel per seguire tutta la stagione appena avviata della nostra amata Juve. Ho atteso fino alla fine del mercato in modo da potervi già dare un file aggiornato anche con gli acquisti dell’ultima ora. Potete scaricare il file (compresso) utilizzando l’apposito link nel riquadro “DOWNLOAD” alla destra dello schermo, che verrà aggiornato man mano che verranno effettuate delle modifiche, oppure cliccando direttamente sul logo di questo post. Ovviamente ogni segnalazione, suggerimento o richiesta è gradita e ben accetta. Nella speranza che quella che ci aspetta possa essere una stagione ricca di soddisfazioni, non ci resta che gridare, come sempre FORZA JUVE!

mercoledì 1 settembre 2010

Rivoluzione senza campioni

Alle ore 19:00 di martedì 31 agosto si è ufficialmente conclusa la sessione estiva del calciomercato e finalmente si può tirare le prime somme sull’operato della nuova Juve di Andrea Agnelli e Beppe Marotta. Per dare giudizi è ancora troppo presto, quelli sarà il campo a darli e la risposta definitiva l’avremo solo a maggio del prossimo anno, ma già ora ognuno di noi può valutare i numerosi arrivi e le ancor più numerose partenze.

La prima cosa da evidenziare è appunto il grande cambiamento che c’è stato, almeno in termini numerici. 14 tra cessioni, rescissioni e dismissioni varie, e 11 acquisti, la maggior parte dei quali tra i titolari, si possono tranquillamente definire un’autentica rivoluzione. Agnelli e Marotta hanno quindi deciso di voltare drasticamente pagina rispetto alla precedente gestione, rinnegandone quasi tutte le più importanti scelte (ad eccezione di Felipe Melo) e compiendo una vera e propria epurazione soprattutto dei cosiddetti senatori, più in là con l’età e soprattutto con l’ingaggio, abbassando l’età media e il monte ingaggi, ed eliminando anche qualche “mela marcia” dallo spogliatoio. Potevano scegliere di mantenere l’ossatura della squadra e magari rinforzarla con pochi acquisti di livello, invece hanno deciso di ripartire da zero o quasi. Personalmente sono d’accordo con questa scelta.

E’ altrettanto evidente però che il livello medio dei nuovi arrivati non è eccelso, si tratta di buoni giocatori ma non certo di grandi campioni. D’altronde era difficile pretendere di più, dovendo comprare tanto senza gli introiti della Champions League. Il lavoro di Marotta è stato encomiabile sotto questo aspetto, ha fatto come si usa dire le “nozze con i fichi secchi”, inventandosi fantasiose formule di pagamento per evitare un esborso che sarebbe comunque stato insostenibile per le finanze juventine. E’ sembrato però un po' in affanno alla fine, con la Juve costretta a giocare la prima di campionato già in emergenza in attacco, e dovendo accontentarsi di qualche scarto di altre squadre per poter completare la rosa, almeno a livello numerico. Mentre Inter, Roma e soprattutto Milan, possono annoverare nella loro rosa quei campioni che sanno fare la differenza, noi non li abbiamo . E’ chiaro quindi che, a meno di miracoli sportivi, non sia lecito puntare a qualcosa di più del quarto posto.

Penso infatti che la strategia della nostra dirigenza sia proprio questa, almeno per quest’anno, puntare alla zona Champions League senza farsi troppe illusioni, magari cercando di evitare la ghigliottina dei preliminari qualora una delle pretendenti al titolo incappi in una stagione problematica. Poi, con i soldi della Champions e, si spera, una base di squadra solida, pagare i riscatti dei giocatori acquistati quest’anno e tentare l’anno prossimo di inserire uno o due fuoriclasse che ci permettano di fare il definitivo salto di qualità e puntare finalmente a vincere qualche titolo. Con buona pace di noi tifosi, che abbiamo ormai esaurito la pazienza e vorremmo rivedere subito la Juve ai livelli che le competono e che erano nostri prima che il ciclone di farsopoli ci investisse. Ma questa è la differenza tra dei dirigenti e dei tifosi ed è giusto che i primi ragionino senza lasciarsi influenzare dagli umori della piazza. A patto però che non si debba più assistere allo spettacolo osceno dell’ultima stagione, quello no, non potremmo davvero più sopportarlo. L’inizio non è stato dei più confortanti, ma con una squadra tutta nuova questi problemi sono da mettere in preventivo. Toccherà ora a DelNeri assemblare i giocatori e farne una squadra, avremo la pazienza di aspettare ancora?