
Che quello di quest’anno fosse un mercato particolarmente difficile per la Juve, lo si sapeva già. Una stagione disastrosa alle spalle, una squadra completamente da ricostruire e la grave mancanza della Champions League a rendere tutto ancora più difficile. Per gli introiti che non ci saranno e per l’appeal che la massima competizione continentale ha verso i giocatori, soprattutto quelli di primissimo piano, contesi dai maggiori club europei.
Proprio per questo è stato chiamato in cabina di regia quello che viene, giustamente o no, considerato uno dei maggiori esperti di mercato italiano, quel Giuseppe Marotta che lo stesso Presidente Andrea Agnelli ha definito, nella recente lettera aperta ai tifosi, come il miglior acquisto della Juve. Di certo non si è reso popolarissimo con i primi colpi, ufficiali ed ufficiosi, cioè Pepe, Storari e Martinez. Non sono questi i nomi che infiammano una tifoseria affamata di vittorie come quella juventina, ma le squadre si fanno con i giocatori, non con i nomi. Lo scorso anno, di questi tempi, ci sentivamo già mezzo scudetto in saccoccia, dopo i costosi acquisti dei brasiliani Diego e Felipe Melo, ma anche gli arrivi dei nazionali italiani Cannavaro e Grosso, eppure sappiamo tutti com’è finita.
Di sicuro quello che si nota è che acquisti e trattative vengono fatte secondo una precisa logica di squadra, il 4-4-2 tanto caro al nuovo mister Del Neri, non semplicemente guardando le statistiche di Football Manager o i video di You Tube (ho qualche sospetto che Secco e Castagnini attingessero da lì le loro informazioni…). E poi non si cede ai ricatti di presidenti, agenti e intermediari di turno, come dimostra il caso Krasic: adesso non siamo più disposti a farci prendere per il naso da nessuno! Marotta sta dimostrando di avere gli attributi corazzati, di non farsi condizionare dalle pressioni della piazza, di saper proseguire secondo un “progetto” ben definito. Ma solo a scrivere la parola “progetto” mi vengono i brividi…
Anche per Moggi i colpi migliori furono gli Zidane, Paolo Sousa, Trezeguet, Camoranesi, Zambrotta, Ibrahimovic, tutta gente non ancora affermata o addirittura semi-sconosciuta al grande pubblico, che con noi è diventata grande. Chissà mai che tra i Pepe e i Martinez si nascondano novelli Camoranesi, e che tra qualche mese saranno i nostri nuovi idoli. Ma il fatto è che il tifoso medio juventino è provato da quattro anni in cui ha subito nefandezze di ogni tipo, purtroppo anche da parte della nostra dirigenza e proprietà. Abbiamo visto la Juve gettata nel fango ed insultata, mentre coloro che ci hanno scippato vincevano tutto, e la rabbia che abbiamo dentro è tanta. Per questo motivo molti sono diffidenti e lo saranno finché i fatti non dimostreranno che si torna a fare sul serio, si torna a vincere, l’unico obiettivo possibile quando indossi la maglia della Juve.
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