JUVENTUS – CHIEVO ( 1 – 1 )
La differenza si era già vista nettamente sabato scorso, oggi è stata ancor più netta: il Milan stravince a Palermo e una bruttissima Juve impatta in casa contro il Chievo. D’accordo, mercoledì a Bologna abbiamo (teoricamente) la possibilità di riagguantare i rossoneri in testa alla classifica, ma in questo momento loro sembrano essere di un altro pianeta. Non è tanto il Milan che è cresciuto, quanto la Juve che è calata. Quella vista questa sera è una squadra alla frutta, che ha poca velocità fin dall’inizio e che finisce la partita con 2 o 3 giocatore che camminano in campo. E’ finita la benzina, Marchisio non fa più i miracoli e là davanti se non segna Matri è notte fonda, con un Vucinic da pigliare a schiaffi. Questa volta c’è poco da giocare con i numeri, 3-5-2 o 4-3-3, alla fine giochiamo con un 4-4-2 che si trasforma in 4-3-3, ma è come quando hai una mano di carte brutte, anche se le giri non cambiano. Restiamo ancora imbattuti, ma questa storia sta diventando stucchevole se poi continuiamo a pareggiare, visto che il pareggio è molto più simile ad una sconfitta che ad una vittoria.
E’ pur vero che il gol del pareggio veronese è stato realizzato da un giocatore che doveva assolutamente essere già sotto la doccia, incredibile la non ammonizione per il fallo su Lichtsteiner, ma anche il gol di De Ceglie è stato viziato da una posizione di fuorigioco, seppur difficilissima da vedere a velocità reale. Una vittoria avrebbe mascherato forse una situazione comunque difficilissima che ora dovremo gestire. Non dobbiamo mollare il sogno scudetto, da qui a maggio le cose possono ancora cambiare, la Juve può ritrovare un po' di forma e magari il Milan calare. E poi lottando per il titolo finiremmo quantomeno per difendere un secondo posto che vale oro, vale una qualificazione diretta alla prossima Champions League che ci permetterebbe, magari, di aspirare a qualche campione là davanti che ci risolva i problemi anche quando le cose non girano per il verso giusto. Mollare adesso sarebbe pericoloso, pericolosissimo, l’Udinese e la Lazio non sono tanto lontane.
PAGELLE (4-4-2)
| BUFFON | 6,5 | Aiuta tantissimo con le sue uscite una difesa stranamente in difficoltà, ma non può evitare il pareggio. |
| LICHTSTEINER | 6- | Torna sulla linea dei difensori, ma non torna ugualmente quello brillante di inizio stagione. |
| BARZAGLI | 6 | Lui e Chiellini vengono spesso lasciati soli e vanno in difficoltà, fino a quando un infortunio lo costringe ad uscire anzitempo. |
| CHIELLINI | 6,5 | Fin che il fisico lo regge è uno degli ultimi a mollare, ma finisce la partita che fatica addirittura a camminare. |
| DE CEGLIE | 6 | Rapido a deviare in gol per la sua prima rete in Serie A con la Juve, ma in difesa fa acqua da tutte le parti. |
| PADOIN | 6 | Inizia con la marcia indietro innestata, poi cresce e sfiora il gol in 2 occasioni sventate da altrettanti miracoli di Sorrentino. |
| PIRLO | 5,5 | Non è il solito Pirlo e lo si vede subito, la squadra fa poco movimento e lui perde spesso palla. |
| MARCHISIO | 6 | Inizia benino poi cala alla distanza, ma mancano ancora le sue incursioni in area di rigore. |
| GIACCHERINI | 5,5 | E’ lui a modificare il modulo, avanzando dal 4-4-2 al 4-3-3, ma sbaglia sempre l’ultimo passaggio. |
| VUCINIC | 5 | Alla fine nemmeno il pubblico dello Juventum Stadium ne può più e tornano i fischi che avevano accompagnato la sua ultima stagione romana: che forse avevano ragione loro? |
| MATRI | 5,5 | Come al solito soffre se gioca spalle alla porta, pesa soprattutto il suo errore nei primissimi minuti. |
| BONUCCI | 6 | Viene fischiato ad ogni pallone toccato, in realtà non se la cava male, anzi, esordisce con uno splendido lancio che Giaccherini sciupa malamente; purtroppo è sfortunato in occasione del gol del Chievo. |
| CACERES | 6- | Finalmente un’occasione anche in campionato, ma non brilla molto. |
| DEL PIERO | 6- | Quando gioca da fermo è fortissimo, ma purtroppo per lui a calcio bisogna correre. |
| CONTE | 5,5 | Difficile imputargli un errore in particolare, la squadra non ne ha più e i miracoli non li fa nemmeno Conte. |
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