domenica 23 maggio 2010

E ci mancava solo questa


L’annus horribilis della Juve non poteva che concludersi, così, con l’innominabile che vince la Champions League. Oltre ad aver dovuto assistere a delle sconcertanti prestazioni della nostra squadra, ora ci tocca sopportare i trionfi della più odiata tra le avversarie, che ieri, a Madrid, ha completato una tripletta storica per il calcio italiano.

Calcio italiano? Quale? Allenatore straniero, solo giocatori stranieri nell’11 iniziale e l’unico rappresentante degli italici colori è quel marco materazzi entrato al 91°, come contentino per i soliti critici che oseranno far notare a patron moratti che qualche italiano in squadra ci vorrebbe. Ma quel genio di materazzi (il minuscolo non è un errore…) ha trovato comunque il modo di mettersi in mostra, dimostrando ancora una volta tutta la sua bassezza come uomo. Poteva gustarsi il suo momento di trionfo festeggiando come hanno fatto tutti gli altri suoi compagni, ma lui invece ha voluto esibire quella maglietta (Rivolete anche questa?) in scherno a noi, tifosi bianconeri. Proprio lui che tutti ricordano piagnucolare in campo in quel 5 maggio 2002, chiedendo ai giocatori della Lazio di lasciarlo vincere. Ah ah, povero materazzi, vorrei però ricordargli che noi rivogliamo solo quanto è nostro, quello che ci appartiene, nulla di più, il resto lo riconquisteremo sul campo, come abbiamo sempre fatto.

Forse dovremmo essere contenti per questa vittoria, che permette all’Italia di mantenere 4 squadre in Champions League anche per i prossimi anni, ma io sono sincero, avrei preferito avere solo 3 squadre e non dover veder l’inter campione d’Europa. Potrebbe essere utile, in annate un po' difficili, avere una possibilità in più per accedere alla massima competizione continentale, ma l’obiettivo della Juve non è e non deve essere certo un quarto posto. Quest’anno sicuramente mi sarei accontentato anche di quello, ma l’obiettivo deve per forza essere quello di tornare vincere.

Vabbè, lasciamo gioire i tifosi nerazzuri, se lo sono meritato, loro che hanno sofferto quasi 50 anni per poter rivivere certe gioie. Molti di quelli che erano in piazza ieri sera nemmeno erano nati quando l’inter di Herrera vinceva quella che, fino a ieri, era l’ultima Coppa Campioni nerazzurra. Auguro loro di dover aspettare altrettanto prima di rivincere la prossima. La sensazione è quella di un ciclo che sta per chiudersi, con il probabile addio di Mourinho, o forse è solo una speranza. Non rimpiangeremo di sicuro il tecnico lusitano, bravo senza dubbio, ma francamente stancante con la sua arroganza e la ricerca scientifica della polemica, sempre e comunque, contro tutto e contro tutti, al limite della maleducazione.

Ora tocca a noi ricostruire una squadra che sappia tenere testa a questa inter, chiunque sieda sulla loro panchina il prossimo anno, Benitez o Capello o Mihajlovic o magari ancora Mourinho. Sicuramente loro saranno ancora forti, avranno ancora gli aiutini che non gli sono mai mancanti in questi anni, nemmeno in Champions, come ricordano bene Chelsea, Barcellona e persino il Bayern che potrebbe avere qualcosa da recriminare per un fallo di mano di Maicon, anche se i tedeschi dovrebbero più che altro recriminare su certi difensori come Van Buyten e Badstuber, gente che farebbe rimpiangere anche Cannavaro e Grosso. Dovranno pensarci Del Neri e i suoi ragazzi che avranno il difficile compito di cercare di interrompere questo dominio nerazzuro, almeno in Italia, in attesa di potere tornare a dire la nostra nell’Europa che conta.

1 commenti:

Amauri del Garda ha detto...

Voglio essere il primo a lasciare un commento...
Finalmente un giornalista imparziale, graffiante e sportivo.
Il nuovo Mosca ... ce n'era bisogno.
Ciao "Amauri del Garda"

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