mercoledì 19 maggio 2010

Il bicchiere mezzo pieno


La Juve cambia volto e lo fa in modo radicale. Quando si vuole ricostruire una casa barcollante lo si fa partendo dalle fondamenta e così è stato fatto anche per la casa bianconera. Le fondamenta di una squadra di calcio sono costituite dalla dirigenza, è risaputo che per vincere occorre prima di tutto avere una struttura societaria alle spalle di primordine. Via dunque i dilettanti allo sbaraglio che ci hanno accompagnato nell’era post calciopoli, innanzitutto Secco e Castagnini il raccomandato, ma è prevedibile che nei prossimi mesi li seguiranno anche l’ex plenipotenziario Blanc e il direttore marketing Fassone. Pure il povero Bettega probabilmente sarà vittima dell’epurazione, anche se forse non meritava questa fine, quando però ti lasci coinvolgere in queste situazioni poco chiare, anche se lo fai per il troppo amore verso la tua squadra, sai il rischio che corri.

Al loro posto arriva Andrea Agnelli, nuovo Presidente esecutivo, un segnale indubbiamente fortissimo, che testimonia la volontà della famiglia Agnelli di impegnarsi in prima persona nella Juventus, mettendoci la faccia e, speriamo, anche i soldi. E’ un decisionista il figlio del Dottore, appena arrivato ha subito fatto piazza pulita, costruendo un nuovo staff dirigenziale dall’indubbia esperienza calcistica. Beppe Marotta, nuovo Direttore Generale, e Fabio Paratici, nuovo capo degli osservatori, sono entrambi protagonisti del “miracolo” Sampdoria, che ha portato la squadra blucerchiata ai preliminari di Champions League del prossimo anno, ahinoi a scapito nostro. Ma Agnelli ha fatto di più, ha fatto carta straccia dei pre-contratti firmati da Blanc con il tecnico del Liverpool Benitez, dato ormai da tutti come prossimo allenatore della Juve, ma che evidentemente non convinceva la nuova dirigenza, per vari motivi. Forse ha tergiversato troppo, forse non si è dimostrato molto convinto ne entusiasta del progetto juventino, forse era uno spreco inutile spendere tanti soldi per un allenatore, quando hai una squadra da rifare per metà.

Cambio di rotta allora, per completare la nuova creatura, la Juvedoria, mancava giusto l’allenatore che ha portato i genovesi al quarto posto, quel Del Neri (o Delneri che dir si voglia) che sfiorò già la panchina della Juve nel 2004, allorché il padre di Andrea, Umberto, impose Capello a Moggi, che aveva invece già scelto il tecnico friulano. Queste sono occasioni che difficilmente ricapitano nella vita, a Gigi da Aquilea invece il destino ha deciso di  concedere un’altra chance, che lui non ha lasciato sfuggire, dimostrando quell’entusiasmo che il trippone spagnolo non aveva. Certo, è facile essere entusiasti di arrivare alla Juve se sei alla Sampdoria, meno se sei già seduto sulla panchina del Liverpool, ma bisogna pur dire che Del Neri non ha esitato un attimo a lasciare la Champions League che aveva appena raggiunto, per cercare di riconquistarla (con ben altre ambizioni) in bianconero.

Benvenuto dunque ai nuovi arrivati, anche se la maggioranza del tifo bianconero non sarà certo entusiasta, giusto per usare un eufemismo. Soprattutto Del Neri non convince molto, non è più giovanissimo, non ha vinto nulla nella sua carriera e tutte le volte che ha avuto la possibilità di allenare una grande squadra (Porto o Roma) ha fallito. I pessimisti, coloro per cui il bicchiere è sempre mezzo vuoto, vedono l’ennesimo segnale di un ridimensionamento della Juve, ridotta a squadretta di mezza classifica e ripensano con crescente nostalgia ai gloriosi tempi della Triade. Anche Andrea Agnelli allora è visto come uno specchietto per le allodole, buono solo  per illudere i tifosi che lo invocavano da tempo…

Io no. Io invece ci credo, sarò un illuso, sarò un inguaribile ottimista, ma io credo in questa svolta. Penso che Agnelli sia la persona giusta al comando, penso che Marotta e Paratici siano bravi e competenti, penso anche che Del Neri (che ammetto non mi ha mai entusiasmato) possa fare bene se appoggiato da una società che lo supporti nei momenti più complicati e se, ovviamente, avrà a disposizione una rosa di qualità e soprattutto motivata a seguirlo nel suo credo calcistico. Ad onor del vero io non faccio molto testo, visto che ero ottimista anche quando arrivò Ranieri, Ferrara e pensavo perfino che Zaccheroni potesse portarci almeno al 4° posto. Ma per me il bicchiere è mezzo pieno, il mio sostegno non mancherà mai alla Juve e speriamo questa volta di non dovermi ricredere. Buon lavoro a tutti, perché questo non è che l’inizio.

1 commenti:

Amauri del Garda ha detto...

Ciao..
scommettiamo una pizza che DEL NERI
non finisce il contratto con la Juve.
Verrà esonerato prima della fine della stagione. L'ennesimo errore juventino.
Partiamo bene. CIAO

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