LECCE – JUVENTUS ( 2 – 0 )
Se, come diceva DelNeri, questa partita rappresentava un bivio nella stagione della Juve, decisamente la strada imboccata è quella sbagliata. Come spesso è successo negli ultimi anni, dopo una vittoria importante è arrivata una settimana di proclami, prontamente smentiti da una prestazione scellerata. Ho letto frasi del tipo “il quarto posto non mi basta”! Non mi basta? Magari il quarto posto, anche se a questo punto è più un miraggio che un obbiettivo reale. Ormai la Juve si è adattata ad un ruolo da provinciale di lusso, bene con le grandi, con cui trova le giuste motivazioni, male con le piccole. Un grosso limite per una squadra che vorrebbe tornare ai fasti di un passato che, oggi più che mai, sembra lontanissimo. La nostra dimensione attuale è quella di un Udinese o di un Palermo qualsiasi, la dimensione del nostro tecnico.
La partita con il Lecce è stata pesantemente condizionata dall’espulsione di Buffon, ma questa è un aggravante, se nemmeno un campione di grande esperienza come Gigi ha la freddezza di valutare quando sia meglio prendere un gol piuttosto che lasciare la squadra in inferiorità numerica per 80 minuti. Certo è che anche in 10 contro 11 bisognava fare qualcosa di più. Quando, dopo nemmeno 10 secondi, Toni ha concluso debolmente verso la porta, si pensava ad un pomeriggio diverso, invece quella è stata praticamente l’unica nostra conclusione della partita. E pensare che il Lecce si presentava con tantissime assenze, quasi una squadra B, che però è riuscita a ridicolizzare la Juve. Non avrebbe dovuto esserci partita guardando gli 11 iniziali, ed in realtà è stato proprio così, ma purtroppo a parti invertite rispetto a quanto si poteva supporre.
Ancora una volta nel momento di fare il salto di qualità la Juve è crollata, forse la peggior partita della stagione. Squadra senza testa e senza gambe, senza le idee e senza nemmeno la velocità necessaria per realizzarle. Gli assatanati giocatori salentini sfrecciavano da ogni parte, con i nostri difensori incapaci di frenare le incursioni che arrivavano a velocità supersonica. A questo punto bisogna prendere atto dell’ennesimo fallimento di una stagione e di un progetto. Gli oculati acquisti del mercato di gennaio e le vittorie contro Cagliari e Inter (ma anche la bella partita di Palermo, nonostante l’immeritata sconfitta), avevano fatto sperare che il peggio fosse alle spalle, che si fosse imboccata la strada giusta, forse troppo tardi per ambire a qualcosa quest’anno, ma almeno di buon auspicio per la prossima stagione. In realtà si trattava dei soliti alti e bassi che periodicamente ci illudono e poi ci riportano crudelmente alla triste realtà, quella di una squadra mediocre. Agnelli e Marotta dovranno prendere atto che la scelta di DelNeri non ha pagato. Massima stima per la persona ed in parte anche per il tecnico, ma la Juve ora ha bisogno di altro, ha bisogno di qualcuno che restituisca alla squadra la mentalità da “grande” e di sicuro questo non può farlo un allenatore che ha trascorso la sua carriera tra squadre medio-piccole. Se non si raggiungerà almeno il quarto posto, e a questo punto è assai difficile, DelNeri andrà sostituito il prossimo anno. Da chi non so, ma comunque si dovrà ricominciare tutto da capo. Juve anno zero, di nuovo.
PAGELLE
| BUFFON | 4,5 | Tradito da una difesa allo sbando e dal vento, non ha la freddezza necessaria a pensare che sarebbe stato meglio prendere il gol piuttosto che giocare il resto della partita in 10. |
| SORENSEN | 5 | Ironia della sorte, ha fermato Eto ma non è riuscito a fare lo stesso con Mesbah. |
| BARZAGLI | 5 | Questa volta anche lui si fa spesso sorprendere dagli sguscianti e veloci attaccanti giallorossi. |
| BONUCCI | 5,5 | Cerca di mantenere la calma in una difesa nel panico più totale. |
| CHIELLINI | 4,5 | Dimostra tutti i suoi limiti, soprattutto quando sbaglia il fuorigioco che consente a Mesbah di siglare il gol che indirizza definitivamente la partita. |
| KRASIC | s.v. | Inizia con una promettente progressione, ma DelNeri lo sacrifica dopo l’espulsione di Buffon, forse sbagliando. |
| AQUILANI | 4,5 | Cicca il pallone che, alla fine del primo tempo, poteva riportare la partita in parità, e non è stato l’unico errore. |
| FELIPE MELO | 4,5 | Hai voglia a dire in settimana che dobbiamo vincere se poi la domenica giochi così, il centrocampo della Juve oggi è stato inesistente, lasciando la difesa sempre scoperta agli attacchi del Lecce. |
| MARCHISIO | 6 | Il meno peggio in una squadra inguardabile, almeno riesce a spingere con discreta efficacia, soprattutto quando viene spostato a destra. |
| MATRI | 5 | Un bello spunto ad inizio partita ma poi anche per lui c’è poco da fare. |
| TONI | 5,5 | Fa il suo mestiere cercando di spizzare di testa tutti i lunghi lanci che arrivano dalle sue parti, ma è difficile far arrivare palloni giocabili ai compagni. Su di lui anche un (probabile) fallo da rigore sullo 0-0. |
| STORARI | 5 | Due gol presi, ma anche un grave errore su un rinvio che viene graziato dall’errore di Chevanton. |
| DEL PIERO | 5 | A velocità ridotta contro avversari rapidissimi, non ha speranze. |
| IAQUINTA | 5 | Avrebbe un paio di palloni interessanti, ma non ci arriva mai. |
| DELNERI | 4 | La squadra non entra nemmeno in campo, segno che il tecnico non è stato capace di dare le giuste motivazioni, un grande limite. Non convincono nemmeno alcune scelte, come ad esempio togliere dal campo Krasic, l’unico in grado di saltare l’uomo (importantissimo vista l’inferiorità numerica), salvo poi cercare di rimediare inserendo inutilmente Del Piero. |
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