giovedì 24 settembre 2015

Immaturi

JUVENTUS – FROSINONE   ( 1 – 1 )

La Juve non c’è, o meglio, non c’è più. Una squadra costruita in 4 anni di lavoro e vittorie, è stata smantellata in pochi mesi. Non è la qualità che manca, anzi, ci sono un sacco di giocatori davvero talentuosi, da Pogba a Cuadrado, da Pereyra a Dybala. Non c’è più traccia però di quella voglia di vincere famelica che ci contraddistingueva, e manca pure la personalità in campo, quella che ti permette di gestire le partite senza rischiare clamorose rimonte al 92°. Fino allo scorso anno gare come questa le avremmo sbranate, lo Juventus Stadium era un fortino quasi inespugnabile, una cassaforte di punti preziosissima, ora è terreno di conquista per tutti, anche per una neo-promossa ancora ferma a 0 punti. Allegri predica pazienza, ed ha ragione, ma i risultati e i tanti infortuni non aiutano e c’è il concreto rischio che questo progetto di rinnovamento fallisca prematuramente. Occorreva inserire nuovi giovani dalle grandi aspettative in un contesto solido e rodato per aver successo. Invece chi doveva responsabilizzarsi e aiutare i nuovi a capire cos’è la Juve non lo sta facendo. L’emblema è Pogba, ha voluto la maglia n. 10 per rimarcare il suo ruolo di leader, ma in campo è tutt’altro. Lezioso e poco incisivo, si dimostra immaturo, non guida la squadra all’arrembaggio ma gioca quasi come fosse un allenamento. Come ci vorrebbe un trascinatore come Tevez, ah quanto ci manca l’Apache. Ma ormai è inutile rimpiangere il passato, bisogna guardare al futuro e sperare che questi ragazzi trovino dentro di loro la forza per uscire dalla complicata situazione in cui si sono cacciati. Almeno per costruire una base per il futuro e non dover ricominciare tutto da capo tra un anno. Allegri e Marotta non vogliono sentir parlare di anno di transizione, ma è difficile in questo momento pensare ad una stagione diversa, anche se siamo solo all’inizio. 10 punti di distacco dalla capolista Inter sono un’enormità dopo 5 partite, difficile e anche sbagliato ora pensare ad una rimonta. La Juve ora deve ritrovare prima di tutto se stessa.

PAGELLE  (4-3-3)

NETO 6 Né colpe né meriti particolari, però da sempre una sensazione di insicurezza che non aiuta.
LICHTSTEINER 5,5 La sua pochezza tecnica a volte è imbarazzante.
BARZAGLI 5,5 Nella fragilità complessiva della squadra anche le rocce si sgretolano.
BONUCCI 6,5 Uno dei pochi leader rimasti, l’unico con le palle per prendere le redini della squadra.
ALEX SANDRO 6 Arriva spesso sul fondo e riesce anche a crossare bene, ma in mezzo non c’è nessuno a sfruttare le sue percussioni. Ancora qualche lacuna in fase difensiva.
STURARO 5,5 Brutta serata, sempre in ritardo e un po' fuori dal gioco, viene sostituito dopo 45 minuti.
LEMINA 7 Cresce gara dopo gara, interpreta benissimo il ruolo di centrale, con le sue caratteristiche, cioè aggressività e forza fisica. Non è certo Pirlo, però non si nasconde, e lascia davvero un’ottima impressione.
POGBA 5 Dribbling, giocate ad effetto ma non centra mai la porta, e poi quanti errori! Prima viene salvato dal palo, ma poi quando si perde l’uomo al 92° la frittata è fatta.
CUADRADO 7
mvp
Ancora una volta il migliore in campo, davvero imprendibile palla al piede, peccato che anche lui non trovi mai la porta.
ZAZA 6,5 Un gol e una traversa (entrambi con deviazione), non male come bottino per l’esordio da titolare, ma con la mole di occasioni create si poteva e si doveva fare meglio.
PEREYRA 6,5 Alle solite, gran giocatore a cui però manca sempre qualcosa. E la porta non la vede mai.
     
CHIELLINI 6 Uno che lotta sempre, ma non può essere il trascinatore della squadra.
DYBALA 5,5 A sorpresa parte ancora dalla panchina, ma non fa molto per dimostrare di meritare di più.
HERNANES 5,5 Entra nel finale e arriva un paio di volte al tiro, ma invece di aiutare a mantenere il possesso palla, da un suo errore nasce l’azione del pareggio frusinate.
     
ALLEGRI 5 Continua ad avere le idee poco chiare, come dimostra il cambio radicale di modulo e uomini alla fine del primo tempo, e questo non aiuta una squadra già poco sicura di sé. Deve trovare un modulo e un 11 titolare e ridare certezze, altrimenti siamo allo sbando.

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