giovedì 1 novembre 2012

E’ nata una stella

JUVENTUS – BOLOGNA   ( 2 – 1 )

Ampio turn-over per la Juve nel secondo turno infrasettimanale, ma chi se n’è accorto? Tranne alcuni casi particolari, i sostituti non hanno fatto rimpiangere i titolari assenti, per infortunio, squalifica o semplicemente a riposo in vista dei prossimi importanti impegni che ci attendono. Semmai non mi è piaciuto il modo in cui la squadra ha calato il ritmo dopo aver raggiunto in vantaggio con Quagliarella, non bisogna mai mollare, è uno dei dogmi di Mister Conte. Ed infatti il Bologna ha raggiunto il temporaneo ed immeritato pareggio con quello che resterà l’unico tiro in porta della sua gara, una splendida (ma anche fortunata) rasoiata di Taider, magistralmente imbeccato da uno sciagurato De Ceglie. Per fortuna che a rimettere le cose a poste ci ha pensato uno straordinario Paul Pogba, che partita dopo partita stupisce sempre di più. Ormai abbiamo la certezza di avere acquistato un fenomeno assoluto, uno che diventerà presto tra i più forti giocatori in circolazione a livello europeo, se non mondiale. Conte fa bene a rimproverarlo per fargli tenere i piedi per terra, alcuni giornalisti forse rosicano un po' al pensiero che la Juve, già fortissima, abbia trovato un giocatore di questo calibro, ma io, che sono solo un tifoso, mi posso esaltare quanto voglio e rivedo in questo colosso d’ebano i più grandi giocatori del recente passato, da Zidane a Viera a Gerrard. Un plauso va a chi l’ha portato a Torino, cioè Marotta e il suo staff, a cui bisogna dare atto che, a volte sbagliano gli acquisti costosi, ma quando c’è da prendere a prezzo di saldo sono eccezionali e ci hanno regalato grandissimi campioni quali Pirlo, Barzagli, Vidal (comunque pagato poco in relazione al suo valore) e lo stesso Pogba. L’unico difetto del francese è il suo procuratore, Mino Raiola, che sono certo presto si presenterà in Corso Galileo Ferraris a battere cassa ed offrirà il suo assistito a tutti i top club europei. Forse non dovremmo affezionarci troppo a questo ragazzo, ma per il momento godiamocelo in tutta la sua forza ed ora, lasciarlo fuori, sarà davvero un problema.

Non sarà un problema invece lasciar fuori De Ceglie, che ancora una volta ha confermato la sua inadeguatezza. Bravissimo ragazzo l’aostano, juventino nel cuore, ma giocare nella Juve è un’altra cosa. Conte ha riproposto la coppia di esterni che avevano fallito contro il Nordsjaelland, nella speranza di un riscatto che in realtà non c’è stato. De Ceglie è uscito tra i fischi dello Stadium, Isla poco meglio. Considerando il notevole esborso economico per il laterale cileno è logico attendersi molto di più da lui, ma non dobbiamo comunque dimenticarci il lungo infortunio da cui si sta faticosamente riprendendo, perciò con lui occorre avere un po' più di pazienza. Come anche con Giovinco, subito beccato dal pubblico al minimo errore.

Con questa vittoria la Juve prosegue il cammino con la sua straordinaria andatura, che sta stroncando tutte le velleità degli avversari. Con il Napoli che crolla a Bergamo, il più vicino inseguitore è ora l’Inter, a 4 punti, che sabato sera si presenterà alla Stadium con l’ambizione di interrompere il nostro record di partite utili consecutive. Una sfida che riaccende vecchi rancori, mai sopiti, e se qualcuno si fosse dimenticato perché odiamo tanto l’Inter, ci ha pensato il loro inqualificabile presidente, con le solite stupide dichiarazioni senza vergogna. Proprio lui, che ha la coscienza più sporca di tutti, ci viene a fare la morale su farsopoli? Ecco perché odiamo l’Inter come nessun altro.

Concludendo non si può non ricordare che il 1 novembre la Juventus FC compie 115 anni. Una storia lunga, in cui inevitabilmente ci sono state gioie, tante, ma anche amarezze, lutti, ingiustizie. Ma ancora, dopo tanti anni, siamo lì, davanti a tutti, primi in classifica e più avanti come società, orgogliosi della nostra nuova casa. Per questo tanti amano la Juve, molti altri, forse di più, la odiano. Molti nemici, molto onore, dice un proverbio, io ancora una volta ringrazio il cielo di essere juventino. Buon compleanno Vecchia Signora!

 

PAGELLE  (3-5-2)

BUFFON 6 Ultimamente viaggia alla media di 1 tiro a partita, purtroppo per lui spesso è imparabile.
CACERES 6,5 Difende senza problemi da centrale, meglio quando può liberare la sua corsa sulla fascia, da esterno.
BONUCCI 7 Impeccabile, limita fortunatamente anche i lunghi lanci che spesso regalano il pallone agli avversari.
BARZAGLI 7 Destra o sinistra non cambia, dalle sue parti non passa nessuno e, quando può, parte palla al piede e lancia in resta.
ISLA 5,5 Non si è ancora inserito negli schemi di Conte.
POGBA 8 Regista, interno, rifinitore e perfino goleador, giocatore moderno e completo come ne ho visti pochissimi nella mia vita.
PIRLO 6,5 Conte gli cambia il mondo intorno, ma Pirlo ci mette pochissimo a riprendere il comando del centrocampo.
GIACCHERINI 6,5 Gioca poco e non è ancora al meglio, sbaglia molto, ma l’assist per Quagliarella è fantastico.
DE CEGLIE 4,5 Nota dolente della serata, si propone poco, non azzecca un cross e combina un pasticciaccio in difesa; impietosi ma meritati i fischi dello Stadium quando viene sostituito.
QUAGLIARELLA 6,5 Primo tempo da 4 in pagella, tutta un’altra musica nella ripresa, in cui segna un bel gol e ne sfiora altri.
BENDTNER 6 Sempre un po' macchinoso, ma a me piace molto la sua fisicità nel mezzo dell’attacco, certo, se giochiamo con un centravanti così, servirebbero ben altri cross di quelli che sono stati in grado di fornirgli i deludenti Isla e De Ceglie.
     
GIOVINCO 6,5 Ingiustamente beccato dal pubblico, molto esigente nei suoi confronti, in realtà porta vivacità ed imprevedibilità all’attacco, e sul fil di lana indovina il cross per il gol vittoria del “Polpo Paul”.
ASAMOAH 6 In 15 minuti spiega a De Ceglie come si gioca da esterno nella Juve.
VUCINIC 6 Quando le cose si mettono male, Conte ricorre sempre al montenegrino, sicuramente il più forte attaccante in rosa.
     
CONTE
(ALESSIO)
6,5 Giusto l’ampio turn-over, tutto sommato giusto concedere anche un’altra chance a De Ceglie, contro un avversario “morbido”, ora però basta. Contro Inter e, soprattutto, Nordsjaelland, non si può sbagliare.

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