PORTO – JUVENTUS ( 0 – 2 )
Si leggeva già nei volti prima del fischio d’inizio la tensione, quella stramaledetta paura che ci attanaglia sempre in Champions. E le gambe che tremano si vedono suito nei primi minuti, con passaggi semplici sbagliati, palloni persi, non la solita Juve a cui siamo abituati in campionato insomma, ma questa è una storia vecchia. A toglierci d’impaccio ci pensa l’ex-interista (sarà un caso…) Telles, che con una follia si conquista la doccia anticipata dopo una ventina di minuti. Da lì in poi sarà un monologo bianconero, fatto però di tanto possesso palla e pochi tiri in porta. L’allenatore portoghese decide infatti di sacrificare il suo miglior attaccante e puntare tutto su uno 0-0 per poi giocarsi la qualificazione allo Stadium. Il Porto parcheggia il pullman davanti alla porta e la Juve ci sbatte contro. Non riusciamo ad entrare in area di rigore, solo conclusione da fuori che producono solo il palo di Dybala alla fine del primo tempo, che però non da punti. Qui arriva il genio o la fortuna (a volta il confine è sottilissimo) di Allegri, che con 2 cambi risolve la partita: entra Pjaca e sblocca il risultato, entra Dani Alves ed è subito 0-2! Proprio nella serata in cui rischiava di essere messo sul banco degli imputati per la coraggiosa scelta di escludere Bonucci, Allegri indovina tutto e stravince alla grande. Sono sempre più convinto che questa sia l’ultima stagione di Max alla Juve, indipendentemente da come andrà a finire, e il rischio di un rilassamento dello spogliatoio era evidente già con le reazioni di Dybala e Lichtsteiner. La furiosa litigata con Bonucci ha passato il segno e bene hanno fatto l’allenatore e la società a punirlo, per mettere bene in chiaro una cosa: fino al 30 giugno l’allenatore è Allegri e comanda lui. Rinunciare a quello che è indubbiamente il nostro miglior difensore in una sfida delicata come questa è stata una scommessa molto rischiosa, vinta alla grandissima dal tecnico. Merito anche di una rosa che permette comunque di attingere dalla panchina e mettere in campo sempre giocatori decisivi. Mancano ancora 90’ alla qualificazione ai quarti, ma è chiaro che dopo uno 0-2 in trasferta, solo una follia in questo momento imprevedibile potrebbe costarci l’eliminazione. Difficile poter pensare che il Porto venga allo Stadium a fare 3 gol, però sarà bene tenere sempre alta la concentrazione perchè in Champions nessuno si da mai per vinto.
PAGELLE (4-2-3-1)
| BUFFON | 6 | Da quando il Porto rimane in 10 lui diventa spettatore. |
| LICHTSTEINER | 6 | Guadagna l’espulsione di Telles, per il resto tanta sostanza ma con poca qualità. |
| BARZAGLI | 6 | Bonucci manca più in fase di impostazione, dove fatichiamo un pò, che in fase difensiva, dove non si corrono mai pericoli veri. |
| CHIELLINI | 6- | Il pericolo più grosso per Buffon è un incomprensibile retropassaggio di Chiellini. |
| ALEX SANDRO | 6,5 | Contro il suo passato, spinge fortissimo sulla fascia ma non sempre ha il coraggio per affondare, suo però l’assist per Alves. |
| KHEDIRA | 6,5 | Grande personalità, vicino al gol in diverse occasioni, l’ultima esce davvero di un soffio. |
| PJANIC | 7 mvp | Gran maestro di giro palla, tutte le azioni passano dai suoi piedi. |
| CUADRADO | 6 | E’ quello che più di tutti cerca di forzare il blocco difensivo portoghese con l’1 contro 1, ma commette troppi errori. |
| DYBALA | 6+ | Colpisce l’ennesimo legno, ma ci si aspettava di più, sono i giocatori come lui che devono trovare la chiave per scardinare le difese chiuse. |
| MANDZUKIC | 5,5 | Brutta prestazione, non si vede mai, peccato. |
| HIGUAIN | 6- | La Juve non arriva mai dentro l’area e per il Pipita non ci sono palloni giocabili, ci prova allora dal limite ma non trova il bersaglio. |
| PJACA | 7 | Dopo tanta attesa e molte prove deludenti, quando meno te lo aspetti trova il gol, e pesante anche. |
| DANI ALVES | 7 | In superiorità numerica, senza troppi compiti difensivi, la sua qualità e la sua esperienza sono determinanti. E’ stato preso per questo. |
| MARCHISIO | s.v. | Pochi minuti e bada saggiamente al possesso palla, anche se forse si poteva approfittare del momento per cercare il terzo gol. |
| ALLEGRI | 8 | Il famoso “culo di Allegri” non lo abbandona, Telles e Espirito Santo gli danno una mano, ma poi la partita bisogna vincerla anche in 11 contro 10 (a Lione ad esempio noi avevamo vinto con l’uomo in meno), allora azzecca tutti i cambi e diventare l’eroe della serata. |
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