mercoledì 22 agosto 2012

Banditi

Forse c’era da aspettarselo, almeno stando alle statistiche, che il processo d’appello confermasse le sentenze di primo grado per Antonio Conte e gli altri. Ma dopo l’impareggiabile arringa della bravissima Avvocato Bongiorno, un po' ci avevamo sperato, almeno in uno sconto di pena. In realtà per uno dei capi d’accusa (Novara-Siena), quello della famosa “riunione tecnica”, il Mister è stato prosciolto, ma per l’altro (AlbinoLeffe-Siena) viene confermata la colpevolezza aumentando la pena a 10 mesi. In sostanza non cambia nulla. Sembra quasi una presa in giro, o forse lo è, una vergogna per un paese democratico quale crediamo che sia quello in cui viviamo. Purtroppo non fanno solo danno alla Juve e a Conte, ma a tutto il calcio italiano. In un momento in cui la crisi economica sta colpendo duramente anche il mondo dorato del pallone, è ancor più  difficile attirare gli interessi stranieri, investitori o giocatori che siano, sapendo che devono affidarsi ad un sistema tanto assurdo e fuori da ogni regola e da ogni logica.

Non è ancora detta l’ultima parola, rimane l’ultimo grado di giudizio, l’appello al TNAS Coni (Tribunale Nazionale Arbitrato per lo Sport). Le speranze, dopo oggi, non sono moltissime, ma non bisogna arrendersi, Conte deve continuare questa guerra contro i banditi che governano il calcio italiano. Non è solo una questione personale, deve farlo anche per quei nomi meno noti che hanno subito e continuano a subire gravissime ingiustizie. Conte comunque continuerà ad allenare e sarà uno dei più grandi allenatori in Italia e in Europa per i prossimi 20 anni almeno, ne sono certo, ma ci sono persone che per questa assurda giustizia si vedono rovinata la carriera e forse anche la vita. Fermiamoli.

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