domenica 26 agosto 2012

Deja vu

JUVENTUS – PARMA   ( 2 – 0 )

Come l’anno scorso iniziamo allo Juventus Stadium contro il Parma, e come l’anno scorso iniziamo vincendo. Come l’anno scorso il primo gol del campionato è di Stephan Lichtsteiner, ma le analogie con il passato si fermano qui. La partita dello scorso anno fu una meravigliosa lezione di calcio spettacolo, vinta largamente, senza nessun problema, con quattro gol bellissimi. Non si può certamente dire altrettanto di quella di quest’anno, pur conclusa con una netta vittoria. Merito certamente di un Parma diverso e molto più attento in campo da quando sulla panchina siede Donadoni, ma anche la Juve, pur rinforzata dai nuovi acquisti, non ha destato la stessa impressione di quella che aveva meravigliato tutti un anno fa. Forse oramai ci siamo fatti la “bocca buona”, anche lo Juventus Stadium, a tratti stranamente silenzioso, non è sembrata più la bolgia infuocata che faceva tremare le gambe ai nostri avversari.

C’è sicuramente da dire che la partita dello scorso anno, complice lo sciopero dei calciatori, si giocò l’11 settembre, mentre oggi siamo solo al 25 agosto e il duro lavoro della preparazione estiva si fa ancora sentire. Infatti la squadra nel primo tempo è sembrata lenta ed imballata, senza idee ne intensità di gioco, come avvenne già nel primo tempo della finale di SuperCoppa contro il Napoli. Sono stati ripetuti anche alcuni errori difensivi (di Bonucci) che a Pechino ci costarono carissimi, ma che fortunatamente contro gli emiliani non abbiamo pagato, ma che dovranno per forza essere eliminati. Non abbiamo nemmeno saputo sfruttare la grande occasione del calcio di rigore concesso a nostro favore, malamente fallito da Vidal, anche se forse è stato meglio così, perché l’azione da cui è scaturito era viziata da un netto fuorigioco di Lichtsteiner.

Come in SuperCoppa però, nel secondo tempo è rientrata in campo un’altra squadra, da subito più determinata ed aggressiva ed il Parma è ben presto stato schiacciato dalla pressione juventina, fino al micidiale uno-due in 4 minuti che ha chiuso la gara, nonostante qualche pericoloso calo di tensione nel finale. Da quest’anno sono stati introdotti i giudici di porta e subito hanno avuto il battesimo del fuoco, con due decisioni difficili ma entrambe corrette in occasione del rigore (il fuorigioco non è di competenza del giudice di porta) e soprattutto del raddoppio di Pirlo, un classico caso di gol fantasma ben interpretato dal bravissimo collaboratore dell’arbitro. Io sono sempre stato un sostenitore della tecnologia piuttosto che aumentare il numero di arbitri, ma devo ammettere che con le telecamere è stato molto difficile determinare quello che il giudice di porta aveva giustamente sancito in tempo reale. Una decisione buona quella dell’introduzione dei 6 arbitri, come anche quella della panchina lunga, che evita l’onta della tribuna a molti giocatori, viste le rose sempre più ampie, e permette all’allenatore di poter sempre attingere a tutte le risorse della propria squadra. Quando la federazione prende delle buone decisione è corretto riconoscerlo, come è legittimo protestare e combattere contro le ingiustizie come quella subita da Conte.

La mancanza del Mister in panchina devo dire che non si è sentita particolarmente oggi. Io, dopo il primo tempo scialbo, avrei tolto lo spento VIdal ed inserito Matri, passando al modulo 4-3-3 che preferisco e che, tra l’altro, avrebbe riportato Lichsteiner nella posizione che esalta maggiormente le sue caratteristiche, sulla linea dei difensori, mentre nella prima parte della gara era rimasto dimenticato da tutti, largo e isolato alla destra del centrocampo. Invece Carrera ha lasciato tutto com’era, cercando solo di allargare di più il gioco e di conseguenza la difesa gialloblu, ed il risultato si è visto con il gol nato da una spettacolare discesa sulla sinistra di Asamoah, chiusa con il taglio di Lichsteiner dalla corsia opposta. Il ghanese si sta dimostrando un acquisto di grandissimo livello e penso che sarà impossibile toglierlo dalla formazione titolare finché giocherà su questi livelli. Un vero “top player” si potrebbe dire, visto che ormai le speranze di veder arrivare un grande attaccante sono ridotte al lumicino, a pochissimi giorni dalla fine del mercato. Un peccato, perché anche contro il Parma, pur non giocando benissimo, la squadra ha dimostrato che con un goleador di razza là davanti avrebbe potuto chiudere la partita prima.

 

PAGELLE  (3-5-2)

STORARI 6 Poco impegnato, quando viene chiamato in causa risponde sempre presente, anche se con qualche incertezza di troppo.
BONUCCI 5,5 Eleganti chiusure alternate a paurosi svarioni che deve assolutamente evitare.
MARRONE 6,5 Impressiona la calma con cui gestisce il pallone anche nelle situazioni più calde, anche se i movimenti difensivi sono ancora da mettere a punto (a volte “rincula” troppo).
BARZAGLI 6,5 A sinistra come a destra, dove c’è lui non passa nessuno.
LICHTSTEINER 6,5 Primo tempo non pervenuto, ad eccezione dell’azione del rigore, ma nella ripresa spiana la strada alla vittoria con uno splendido taglio da destra. Penso però che questo non sia il suo ruolo e quando rientreranno Pepe e soprattutto Isla, dovrà accomodarsi in panchina con questo modulo.
VIDAL 5,5 Non è brillante, forse la pubalgia lo condiziona ancora, ed anche il rigore malamente calciato è un segale.
PIRLO 6,5 Come al solito è guardato a vista e si limita al minimo sindacale, trovando più spazi quando la partita si sblocca. Calcia astutamente la punizione del definitivo 2-0.
MARCHISIO 6,5 Giocatore di classe superiore, strappa applausi e oh di meraviglia al pubblico con giocate sopraffine.
ASAMOAH 7 Ancora una volta il migliore in campo, nonostante giochi in un ruolo diverso rispetto a quello a cui ci aveva abituato a Udine. Attento in difesa, entusiasma lo stadio con i suoi recuperi e quando arriva sul fondo piazza l’assist vincente.
GIOVINCO 6 Da lui ci si aspetta di più, da sempre la sensazione di poter inventare qualcosa ma manca sempre sul più bello, soprattutto sotto porta dove serve più cattiveria.
VUCINIC 6,5 E’ ancora lui l’uomo più pericoloso, anche se manca un po' di concretezza.
     
PADOIN 6 Onesto mestierante, da il cambio a uno sfinito Lichtsteiner.
MATRI 6 Visto che non arriva il top player, si gioca il posto in attacco a fianco dell’intoccabile Vucinic; forse poteva entrare prima, quando gli spazi a disposizione degli attaccanti erano aumentati.
DE CEGLIE s.v. Rileva l’infortunato Giovinco per pochi spiccioli di gara, per lui, con un Asamoah così, sarà dura trovare spazio.
     
CONTE
CARRERA
6,5 Primo tempo deludente, nella ripresa la squadra cambia ritmo e vince senza problemi: cosa avrà detto Carrera negli spogliatoi? Conte è nascosto dietro i vetri a specchio che prende a pugni quando i ragazzi sbagliano qualcosa, ma è come se fosse in panchina.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao... ben ritrovato...
da Baggio del Garda..

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