domenica 2 novembre 2014

Accontentiamoci

EMPOLI – JUVENTUS   ( 0 – 2 )

Dobbiamo accontentarci del risultato, una vittoria importante, sia perché arriva dopo un periodo così così, soprattutto in trasferta, sia perché poco prima la Roma era caduta a Napoli e quindi il vantaggio in classifica è ora ripristinato a 3 punti. Ma per il resto c’è poco da stare… Allegri. A cominciare dal primo tempo, come al solito regalato agli avversari. Lenti, imprecisi, approssimativi a tal punto che veniva davvero voglia di cambiare canale. Mai un’azione veramente pericolosa, nonostante l’inedita coppa d’attacco Giovinco-Morata, molto vogliosi di mettersi in mostra ma forse poco abituati a giocare e soprattutto a giocare insieme. Tant’è vero che c’è voluta una magia di Andrea Pirlo su punizione per dare finalmente una svolta alla partita. Da lì in avanti, con un avversario costretto a sbilanciarsi e di conseguenza più spazi a disposizione, si è vista una Juve migliore, il solito rush finale che ha portato al gol sicurezza di Morata (per altro molto bello). E la sicurezza serviva proprio, perché se non fosse stato per uno straordinario Buffon, forse ora staremmo parlando di un altra partita.

La vittoria però alla fine è arrivata e la classifica ci sorride. C’è poco da ridere invece con gli infortuni di Ogbonna e Asamoah, che vanno a colpire due settori in cui siamo già con gli uomini contati. Un problema non da poco visto che martedì ci giochiamo praticamente il tutto per tutto contro l’Olympiacos. Vista la situazione nel girone, una non vittoria contro i greci comprometterebbe definitivamente le speranze di qualificazione. Una sorta di dentro o fuori quindi, che può già dare una svolta, in un senso o nell’altro alla stagione e al futuro bianconero di Mister Allegri. Difficile per lui anche solo eguagliare gli straordinari risultati ottenuti da Conte in campionato, ma l’obbiettivo dichiarato è quello di fare meglio in Europa. Essere eliminati dall’Olympiacos non sarebbe certo un risultato accettabile.

PAGELLE  (3-5-2)

BUFFON 7 Straordinario in almeno un paio di occasioni, impedisce una nuova beffa.
OGBONNA 6- Colpito duro da… Chiellini, stringe i denti per un tempo, in cui si limita a tenere il campo senza fare danni, ma poi è costretto ad alzare bandiera bianca.
BONUCCI 5,5 Troppo precipitoso, spesso si lascia prendere dalla tentazione del lancio lungo, senza mai ottenere risultati apprezzabili, se non quello di far imbestialire Allegri.
CHIELLINI 6 Sfiora il gol con un’incursione area su calcio d’angolo: fuori di un soffio.
PEREYRA 6 Riproposto a destra come contro il Palermo, sembra prendere dimestichezza con il ruolo, anche se osa ancora troppo poco nell’1 contro 1.
VIDAL 6 La grinta non gli manca, la precisione sì, ma sembra in crescita.
PIRLO 6,5 Gioca da fermo, sì, ma da fermo lui riesce a fare magie come quella che sblocca e probabilmente decide la partita.
MARCHISIO 6 Sta ritrovando le incursioni che lo hanno reso famoso, oggi solo il palo lo ferma.
ASAMOAH 5,5 Solo un’accelerazione degna di questo nome, troppo poco per un giocatore che ci ha abituato a ben altri rendimenti.
GIOVINCO 6,5 Non trova la via del gol ma è la sua è l’unica scintilla di luce nel buio del primo tempo.
MORATA 7 Ha il passo e la tecnica del campione, realizza un gol molto bello ma la sensazione è che possa fare molto di più.
     
LICHSTEINER 6+ Si dimostra a proprio agio anche da terzo difensore centrale di destra, una buona notizia vista la penuria di centrali di ruolo.
TEVEZ 6,5 Non c’è niente da fare, con lui in campo la Juve ha una marcia in più, anche se non segna, trascina la squadra.
PADOIN 6,5 Classica sostituzione d’emergenza, quando il Mister (sia Conte che Allegri) non sa chi mettere, mette Padoin; ma questa volta San Simone ci meraviglia, in pochi minuti, in un ruolo per lui non abituale, crea più di Asamoah in tutta una partita.
     
ALLEGRI 5,5 Pirlo gli toglie le castagne dal fuoco, abbiamo vinto, siamo primi, non ci sono polemiche e tutti sono felici e contenti. Ma sotto questa facciata tutta rose e fiori c’è una Juve tutt’altro che brillante. La domanda è: se quando eravamo un carro armato in Europa ci pigliavano a schiaffi, cosa succederà ora che sembriamo un’utilitaria? Martedì la risposta. 

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