venerdì 2 maggio 2014

L’Europa non è per noi

JUVENTUS – BENFICA   ( 0 – 0 )

Non ce la fa la Juve a ribaltare la sconfitta dell’andata, nonostante una partita a senso unico, nonostante 100 minuti di assalto alla porta avversaria, nonostante abbiamo giocato per mezz’ora in 11 contro 10 e per alcuni minuti addirittura contro 9. Non era facile, ma non sembrava nemmeno un’impresa impossibile. E invece, per la prima volta in questa stagione, non riusciamo a segnare nemmeno un gol allo Juventus Stadium. Così diventa decisivo quella rete subita un po' ingenuamente nel finale a Lisbona, quando sembrava che avessimo la partita in mano. Questa sera, nonostante il predominio territoriale, la Juve è sembrata troppo lenta, prevedibile, poco “cattiva". E poi troppi errori nei fondamentali: lo stop, l’ultimo passaggio, la conclusione a rete. Questa volta nemmeno Tevez è riuscito a toglierci le castagne dal fuoco e allora la nostra rincorsa alla finale si schianta sul muro portoghese. Peccato, è una grandissima delusione, soprattutto in considerazione del fatto che la finale si giocherà proprio nel nostro stadio, ma purtroppo senza di noi. Bisognerà ora essere bravi a smaltire in fretta la delusione. Lunedì ci giochiamo il primo match point Scudetto, l’ultimo obiettivo rimasto e che ormai è davvero vicinissimo. Vincere il terzo scudetto, farlo il 5 maggio, stabilire il record di punti, sarebbero sicuramente grandi soddisfazioni, che renderebbero anche questa stagione assolutamente positiva. Ma resterà comunque un’ombra europea, l’ombra di Istanbul e l’ombra di questa inopinata eliminazione. Non siamo riusciti a cancellare il dubbio di essere sì bravi in Italia, ma inadatti al calcio internazionale. Forse perché un po' è vero, anche se è difficile capirne il motivo.

PAGELLE  (3-5-2)

BUFFON 6 Praticamente inoperoso, solo un’uscita bassa molto coraggiosa che gli costa un calcione.
CACERES 6,5 Si conferma a grandi livelli, attento in difesa, finalmente bravo anche in impostazione e alla fine va pure vicinissimo al gol qualificazione.
BONUCCI 6 Questa volta è attento nelle chiusure, dopo le incertezza dell’andata, ma impreciso nei lunghi lanci a cui spesso è costretto.
CHIELLINI 6 Qualche leggerezza in area di rigore, non da lui.
LICHTSTEINER 5,5 Corre molto, a fine partita non ne ha più, ma alla Juve serve più qualità sulle fasce, gli manca sia lo spunto che il dribbling. E poi fallisce lo stop decisivo in una delle occasione più limpide che abbiamo avuto.
VIDAL 6,5 Non è al meglio, gli manca un po' di velocità, ma dimostra di essere assolutamente un giocatore di livello superiore.
PIRLO 5,5 Se Caceres fa i lanci giusti e Pirlo no, allora c’è qualcosa che non va.
POGBA 7 Dimostra ancora una volta di essere un fuoriclasse, grandi giocate anche se non arriva mai quella decisiva.
ASAMOAH 5,5 Per lui, come per Lichsteiner sulla destra, tanta quantità ma poca qualità. La verità è che entrambi sono più terzini che ali, come nel 4-3-3 con cui la Juve finisce la gara di questa sera.
TEVEZ 5,5 Dopo essersi sbloccato all’andata, purtroppo non riesce a ripetersi, nonostante la presenza di Maradona in tribuna per lui.
LLORENTE 5 Grande delusione della serata, senza cross decenti non combina mai nulla di buono, anche se si sarebbe procurato un rigore che purtroppo l’arbitro non vede.
     
GIOVINCO 5,5 Uno con le sue doti, con la superiorità numerica dove “spaccare” la difesa avversaria, invece non si vede mai.
MARCHISIO 6,5 Con quello che riesce a fare in pochi minuti, cresce il rimpianto per non averlo visto dal 1° minuto.
OSVALDO 5,5 Spesso in fuorigioco. Segna anche un bel gol, ma questa volta è Pogba oltre tutti.
     
CONTE 5 E’ chiaro che se il prossimo anno vogliamo fare qualcosa di più in Champions League, Conte dovrà cambiare. Modulo: basta con il 3-5-2, perché se in Europa giocano tutti con la difesa a 4 un motivo ci sarà. Giocatori: serve maggiore qualità e velocità, soprattutto sulle fasce. Preparazione: è da gennaio che la Juve gioca sui nervi, la squadra spettacolare dei primi mesi non si è più rivista, e adesso che siamo arrivati in fondo, quando si decide tutto, abbiamo il fiato corto.

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