JUVENTUS – CROTONE ( 3 – 0 )
Campioni d’Italia! Per la sesta volta consecutiva, mai nessuno ci era riuscito prima e chissà quando qualcun altro ci riuscirà ancora. L’abitudine alle vittorie forse offusca in parte la portata di questo risultato, impedisce di capire davvero l’immensità di quanto fatto. Forse lo capiremo tra 50 anni, quando ricorderemo la Juve dei 6 scudetti come ora si narra di quella mitica del quinquennio. Quest’anno, forse più che nei precedenti, è stata dura, Roma e Napoli, spronate anche dalla lotta per l’importantissimo secondo posto, non hanno mollato fino all’ultimo. Complice anche qualche passaggio a vuoto dei bianconeri, che però sono riuscito nell’impresa difficilissima di arrivare fino in fondo a tutte e 3 le competizioni. Sarebbe stato comprensibile lasciare per strada qualcosa, ma questa Juve è soprannaturale e non ha lasciato niente a nessuno, solo le briciole della SuperCoppa Italiana. Onore a Roma e Napoli che hanno lottato fino alla fine, dando ancor più valore al nostro trionfo. Contro il Crotone era però un match-point che non si poteva sprecare. I calabresi sono in lotta disperata per la salvezza, ma noi dovevamo vincere e l’abbiamo fatto, senza lasciare speranze. Dopo la Coppa Italia, spazio ad un altra festa, ancor più grande. Brindisi, abbracci, esultanze con mogli e figli, gavettoni e schiumate sulla testa di Allegri, coriandoli e poi la Coppa al cielo. Applausi e ovazioni per tutti, non perchè si deve ma perchè se lo meritano. Avrebbero meritato di sfilare anche coloro che questa squadra l’hanno costruita in questi anni, da Agnelli a Marotta, da Paratici a Nedved. Una squadra che è entrata di diritto nella storia del calcio, è gia leggenda, può diventare mito. Già perchè non è ancora finita, tra meno di 2 settimana a Cardiff ci giocheremo quella Coppa che manca da 21 anni. Potrebbe essere apoteosi, ma una sconfitta potrebbe annegare nella delusione tutto quanto di straordinario fatto quest’anno. No, la Champions non è la ciliegina sulla torta, è la torta. Adesso non basta più essere arrivati in finale, ora dobbiamo vincere, si può, si deve.
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